Bruxelles, la Nato approva il cloud di Amazon per i dati riservati: vale per tutti i 32 alleati

Wait 5 sec.

BRUXELLES — Da oggi il cloud di Amazon può custodire informazioni classificate della Nato per conto di tutti i 32 alleati, primo fornitore commerciale ad ottenere un via libera del genere, nelle stesse settimane in cui l’Unione europea scrive leggi per ridurre la dipendenza dai giganti digitali americani. Lo ha annunciato martedì 22 settembre Amazon Web Services (Aws), la divisione cloud del gruppo di Seattle: le sue infrastrutture sono approvate per trattare dati «NATO RESTRICTED», il livello più basso di segretezza dell’Alleanza, l’equivalente del «riservato» italiano.Il via libera vale in ogni Regione Aws — così l’azienda chiama i suoi blocchi di data center — situata in un Paese membro: 15 in tutto, 7 nell’Europa continentale. La valutazione l’ha condotta il Centro crittologico nazionale spagnolo, l’ente di Madrid che certifica i sistemi cifrati, sulla base della direttiva Nato D32 sui requisiti di sicurezza per il cloud pubblico; l’Alleanza ha poi trasmesso l’approvazione a tutti i governi. Il New York Times riferisce che l’intesa consentirà nel tempo maggiore condivisione di intelligence e pianificazione militare comune, e nota che arriva pochi giorni dopo l’allarme dell’Enisa, l’agenzia Ue per la cibersicurezza, su attacchi informatici cinesi contro il settore marittimo di sette Stati membri. Pechino non ha commentato. Il valore economico dell’accordo non è stato reso pubblico.Che cosa cambia in concreto? Finora ogni governo doveva accreditare da solo i sistemi su cui far girare documenti riservati; ora gli alleati «ereditano una baseline di sicurezza pre-valutata», scrive Aws, con un percorso accelerato per l’accreditamento nazionale. «La disponibilità di prodotti commerciali che soddisfano i requisiti di sicurezza della Nato amplia le opzioni tecnologiche a disposizione dell’Alleanza», ha detto Dylan Browne, direttore generale dell’agenzia Nato per le comunicazioni e l’informazione (Ncia). Per David Appel, vicepresidente ad interim di Aws per il settore pubblico, è «il culmine di uno sforzo pluriennale».Il fronte della sovranitàNon è una mossa isolata. A luglio la stessa Ncia ha assegnato ad Accenture un contratto da circa 200 milioni di euro per un cloud operativo comune destinato alle attività classificate dell’Alleanza; Aws, Microsoft Azure e Google Cloud controllano circa il 70% del mercato cloud europeo. La Commissione europea ha presentato a giugno il Cloud and AI Development Act, la legge su cloud e intelligenza artificiale che imporrebbe tecnologia esclusivamente europea nel livello di sovranità più alto: per sua stessa stima, solo l’1% circa dei servizi pubblici europei oggi soddisferebbe quel requisito. Nel braccio di ferro fra il cloud più sicuro e il cloud più europeo, la Nato ha appena scelto il primo. La Commissione non ha commentato l’annuncio.Il Financial Times ha raccolto nelle ultime tre settimane l’allarme di funzionari della difesa e contractor europei: i piani Ue rischiano di lasciare l’Europa con sistemi inferiori, maggiore esposizione agli attacchi informatici e una condivisione dei dati Nato più debole; le fonti stimano in 8-10 anni il vantaggio americano su cloud e piattaforme di intelligenza artificiale per la difesa. James Appathurai, vice segretario generale aggiunto della Nato, ha insistito perché le forze alleate si scambino dati di battaglia senza interruzioni e rapidamente. Google, Amazon e Microsoft hanno rifiutato di commentare.Eppure la diffidenza cresce. Airbus ha spostato a luglio alcune applicazioni critiche da Aws al francese Scaleway. La ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen ha detto che Helsinki si prepara al rischio di un «kill switch», l’interruttore con cui un fornitore straniero potrebbe spegnere il servizio. A maggio la piattaforma di intelligenza artificiale del ministero tedesco del Digitale, circa 250 milioni di euro, è andata a un consorzio tedesco guidato da Sva con Codesphere e Stackit, la divisione digitale del gruppo Schwarz (quello dei supermercati Lidl). Il Consiglio europeo per le relazioni internazionali (Ecfr), centro studi paneuropeo, in un’analisi del 29 luglio elenca le ragioni: i dazi Usa, le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, la sospensione di intelligence e aiuti militari all’Ucraina nel marzo 2025.La prossima mossa è già scritta nel programma 2026 del Fondo europeo per la difesa: 40 milioni di euro per servizi cloud militari multi-dominio, con una condizione esplicita, l’interoperabilità con gli standard Nato. Un quinto del contratto Accenture.