Scuola, la decisione del governo sugli stranieri è sacrosanta

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Come sappiamo, è stato emanato giovedì dal governo un decreto legge contenente misure a favore del mondo della scuola, una delle quali è il limite percentuale per la presenza di alunni con cittadinanza non italiana all’interno delle classi, al fine di un’equa distribuzione fra le scuole presenti sullo stesso territorio degli studenti stranieri. Si tratta di una misura importante che rispetta il diritto all’apprendimento di tutti gli studenti, sia italiani che stranieri.Si parte sempre dall’idea che la lingua è il primo canale per una reale integrazione: i bambini e i ragazzi di origine straniera devono essere posti nella condizione di poter apprendere al meglio la nostra lingua, secondo tempistiche che rispettino i tempi di apprendimento di ciascuno. Dalla conoscenza della lingua passa la conoscenza della cultura, delle leggi italiane per una reale integrazione. Significativa e indicatrice delle intenzioni del governo è l’attenzione a che anche i genitori stranieri possano essere posti nelle condizioni di imparare la nostra lingua: è prevista, infatti, anche l’attivazione di corsi di lingua italiana anche per loro. Questi corsi permetteranno ai genitori di interloquire con maggiore facilità con i docenti, in modo da costruire un proficuo rapporto scuola – famiglia assolutamente necessario per il successo formativo ed educativo degli studenti.Le misure introdotte vanno dunque realmente incontro alle esigenze di una società sempre più multietnica: per questo la scuola è chiamata a farsi strumento, luogo e laboratorio di integrazione. Possiamo dire che ora accanto agli sforzi benemeriti di Enti e Associazioni che negli anni si sono prodigati in modo encomiabile con corsi di alfabetizzazione linguistica italiana, con il Decreto legge emanato il governo ha deciso di intervenire in modo organico e strutturato nella consapevolezza di quanto bene la scuola può fare all’intera società.Mi auguro che il provvedimento sia sostenuto da tutte le forze politiche proprio in virtù del desiderio di imprimere una svolta ad una situazione che ha creato non poche difficoltà anche in ordine alla tenuta sociale dei territori: è chiaro che lo studente accolto ma non integrato, il giovane straniero che non riesce ad inserirsi nella società italiana per la non conoscenza della lingua cercherà inevitabilmente di chiudersi all’interno di gruppi di pari la cui azione di protesta sfocia nella illegalità: l’insoddisfazione, la sfiducia, la mancanza di radici, il desiderio insoddisfatto di essere membro di una comunità creano inevitabilmente fenomeni di violenza e criminalità.Le banlieue parigine ne sono un esempio più che bastevole. Impegniamoci, pertanto, tutti a sostenere quelle misure che possono realmente fare la differenza e far sì che a tutti sia data la stessa opportunità.Suor Anna Monia Alfieri, 27 settembre 2026L'articolo Scuola, la decisione del governo sugli stranieri è sacrosanta proviene da Nicolaporro.it.