La smentita fantoccio di Open sui soldati ucraini: “Non cambia la realtà” | Giorgio Bianchi

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Da mesi circolano online video e immagini che documentano le modalità sempre più aggressive con cui le autorità ucraine reclutano uomini per il fronte: fermi per strada, sui mezzi pubblici, nei locali, spesso ad opera dei TZK, i centri territoriali di reclutamento. Il fenomeno, riconosciuto anche da fonti ufficiali di Kiev, si inserisce in un contesto di crescente difficoltà nel trovare nuove reclute, con sondaggi che indicano una larga maggioranza della popolazione contraria alla mobilitazione forzata.È su un’immagine legata a questo fenomeno — uomini ucraini ammanettati su un furgone, presentati come renitenti alla leva catturati per essere spediti al fronte — che Giorgio Bianchi torna ai microfoni di Un Giorno Speciale, contestando il fact-checking pubblicato dalla testata Open.Il fact-check di Open e l’immagine “generata con l’IA”Bianchi ricostruisce la vicenda partendo da un episodio personale: “Facebook era intervenuto poco tempo fa censurando anche al sottoscritto l’immagine, coprendola, dicendo che fact-checker indipendenti avevano stabilito che quell’immagine fosse generata con l’intelligenza artificiale”. Dopo essere andato a leggere direttamente il fact-checking citato, condotto secondo il suo racconto da verificatori estoni o lituani — di cui mette in dubbio l’indipendenza — Bianchi sostiene che l’esito effettivo riguardasse solo alcuni elementi specifici dell’immagine, come una colonna sonora e uno sfondo, generati con l’intelligenza artificiale, e non l’intera scena.Da qui la domanda che pone al centro del suo intervento: “Se qualcuno manipola con l’intelligenza artificiale un’immagine vera e poi quella che circola è l’immagine manipolata, questo squalifica anche l’immagine vera?”. Bianchi chiede inoltre che il lavoro dei fact-checker accompagni sempre la verifica tecnica con il contesto generale, per evitare che il lettore ne tragga la conclusione che l’intero fenomeno documentato da altri video e testimonianze sia inventato.Il contesto che non cambia: le retate in UcrainaAnche ammettendo che l’immagine specifica fosse falsa o manipolata, per Bianchi resta un fatto che gli uomini ucraini in età di leva vengano “braccati”, fermati con la forza e condotti al fronte anche contro la loro volontà, spesso — a suo dire — con un’aspettativa di vita “di una settimana, massimo due”. Cita a sostegno una dichiarazione attribuita al premier polacco Donald Tusk, secondo cui in Ucraina morirebbero circa mille soldati al giorno, e la definisce significativa proprio perché proveniente da una fonte, sottolinea Bianchi, non sospettabile di simpatie filorusse.Il giornalista collega la riluttanza a partire non solo alla paura della morte o della mutilazione, ma anche — a suo giudizio — alla sfiducia nella guerra stessa, descritta come combattuta “per interessi superiori gestiti da gente con i cessi d’oro”. Chiude l’intervento ribadendo la distinzione tra la possibile falsità di una singola immagine e la realtà del fenomeno che essa documenta: “Non è che è falso il contesto, perché il contesto è reale. Ma un albero non può nascondere la foresta”.The post La smentita fantoccio di Open sui soldati ucraini: “Non cambia la realtà” | Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.