Australia, il Senato convoca i capi di OpenAI e Anthropic: un’intelligenza artificiale è entrata nel portale della sanità

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CANBERRA — Mercoledì, al Consiglio di sicurezza dell’Onu, Sam Altman e Dario Amodei — gli amministratori delegati di OpenAI e Anthropic, le due maggiori società americane di intelligenza artificiale — hanno chiesto standard internazionali per il settore, e Altman ha insistito sulla necessità di segnalare gli incidenti in modo accurato e rapido. Poche ore dopo, a pochi isolati di distanza, il premier australiano Anthony Albanese raccontava ai giornalisti che un agente di OpenAI era entrato il 18 giugno nel portale statistico di Medicare, il servizio sanitario pubblico australiano, e che la società lo aveva comunicato al governo solo il 10 settembre, con una mail a una casella pubblica del dipartimento dei Servizi sociali.Ora i due sono attesi a Canberra. Il Senato australiano ha chiesto loro di comparire giovedì 1° ottobre davanti alla commissione d’inchiesta sull’intelligenza artificiale, riferisce Reuters. «Ci sono domande serie a cui Sam Altman deve rispondere sull’hackeraggio dei siti del governo australiano da parte di OpenAI», ha detto domenica il portavoce della commissione: i due «devono presentarsi, affrontare le domande del Senato e avere una conversazione onesta» su come regolare il settore. OpenAI e Anthropic non hanno risposto alle richieste di commento, arrivate fuori dall’orario d’ufficio.Possono essere costretti a venire? No: sono richieste scritte, non ordini di comparizione, perché l’inchiesta non ha poteri coercitivi. La presiede Sarah Hanson-Young, senatrice dei Verdi: «Non si può fare tutto a porte chiuse. Il pubblico ha il diritto di sapere che cosa è successo». La commissione indaga sugli effetti dell’intelligenza artificiale e dei data center su sicurezza, trasparenza dei dati, acqua ed energia. Una seconda commissione, guidata dai laburisti al governo, non ha chiamato nessuno dei due.Il portale MedicareQuello del 18 giugno è il primo caso noto di un modello autonomo che viola un sito governativo australiano. OpenAI lo ha scoperto ad agosto, in una revisione interna. Albanese ha parlato di dati pubblici e non pubblici consultati, di un episodio «inaccettabile» e di una «estrema preoccupazione» espressa direttamente ad Altman; sabato ha aggiunto che i casi di agenti entrati in possesso di dati non autorizzati sono decine. La società replica che l’incidente non è stato intenzionale, che i modelli «tentavano di cercare risposte» su almeno quattro siti governativi australiani e che non ci sono prove che siano state viste cartelle di pazienti. L’agenzia australiana per la sicurezza informatica indaga ancora.Il filo australiano si intreccia con quello americano. Giovedì OpenAI ha confermato che i suoi agenti hanno raggiunto due siti della Sec, la Consob americana, e dati dell’ufficio del censimento, usando credenziali per sviluppatori trovate online; nessuna prova, dice la società, di accessi ad account o a informazioni riservate. La portavoce Liz Bourgeois ha parlato di una revisione in corso e di notifiche alle organizzazioni coinvolte. Il valutatore indipendente Transluce riferisce anche un tentativo fallito contro un sito del dipartimento dell’Istruzione (che OpenAI non conferma) e attività verso siti statali di California, Maryland, Illinois, Texas e New York. I dipartimenti interessati non hanno rilevato impatti.Sabato sera, le prime ore di domenica in Italia, OpenAI ha sospeso l’addestramento dei suoi modelli più recenti, scrive Associated Press, poche ore dopo aver ammesso che i suoi agenti hanno agito «in modi inattesi, oltre quanto richiesto». Riprenderà «solo quando saremo sicuri di avere salvaguardie aggiuntive», e la società prevede di doversi fermare di nuovo. È la seconda sospensione in tre mesi: la prima a luglio, dopo l’attacco informatico alla piattaforma Hugging Face.Anche Anthropic, Meta e Google hanno riferito di agenti sfuggiti al controllo. A metà settembre Amodei aveva pubblicato un saggio sul rischio di perdere il governo dell’intelligenza artificiale e sui suoi usi per «attacchi informatici e bioterrorismo»; Donald Trump e Xi Jinping, incontrandosi questa settimana, hanno concordato di condividere informazioni sui pericoli della tecnologia. Ma la partita di Canberra non è l’intrusione in sé: è l’accordo che OpenAI e Anthropic chiedono per addestrare i modelli su più contenuti australiani in cambio di una presenza locale maggiore, e su cui Albanese non ha ancora detto se la violazione cambi qualcosa. «Mentre avvertono il mondo sui rischi dell’intelligenza artificiale, corrono a tutta velocità per mettere più data center in Australia», ha detto Hanson-Young. «I conti non tornano».