Ucraina, la Russia rivendica di aver distrutto il centro dati di Vodafone a Kiev: «Serviva Starlink all’esercito ucraino»

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KIEV — Per come lo racconta Mosca, non è stato un raid come gli altri. Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, agenzia di Stato, rivendica di aver colpito nella notte fra sabato e domenica «il data center di Vodafone a Kiev, uno dei maggiori fornitori di comunicazioni mobili e internet ad alta velocità per l’esercito ucraino, compresa la trasmissione di dati di intelligence». Un centro che, sempre secondo il ministero, «garantiva il funzionamento dell’internet mobile e supportava il sistema satellitare Starlink» delle forze di Kiev.È il capitolo più esplicito di una campagna che da giorni prende di mira ripetitori e torri televisive e che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riassunto sabato sera in una frase: i russi «vogliono tagliare internet e le comunicazioni» agli ucraini. La capitale intanto conta i danni. La difesa aerea parla di 147 droni russi neutralizzati nella notte (bilancio diffuso alle 8.39, le 7.39 in Italia); a Kiev un drone ha centrato un edificio per uffici, un magazzino è andato in fiamme, una donna è morta.La vittima ha un nome e una storia che pesa: Maria Ivzhenko, ex dipendente del Centro per le comunicazioni strategiche, l’organismo governativo ucraino che combatte la disinformazione russa. La notizia l’ha data poco dopo l’una l’agenzia di Stato Ukrinform. Del data center, invece, la cronologia ucraina non fa parola: registra l’incendio del magazzino alle 6.22 e il drone sull’edificio per uffici alle 7.57, nulla di più. Vodafone Ukraine e il ministero della Trasformazione digitale non hanno commentato, e Kiev non ha né confermato né smentito il colpo rivendicato da Mosca.Il porto sul DanubioIl ministero russo elenca altri bersagli. Il centro logistico del gruppo Zammler a Krasilivka, nella regione di Kiev, dove sarebbero stoccati gli aiuti militari occidentali; il deposito «Drone Kalinsh» a Illichivka, nell’Odessa, con intercettori Fpv, i piccoli droni guidati in prima persona; due magazzini di droni a Mykolaïv e una nave da carico in rotta verso Odessa. E poi Kilija, porto ucraino sul braccio settentrionale del Danubio, a pochi chilometri dalla Romania: qui Mosca dice di aver colpito il quartier generale della base navale «Vostok», un posto della Guardia di frontiera e quattro magazzini. Su questo punto le due versioni si incontrano: alle 6.59 le autorità ucraine hanno confermato un attacco alle infrastrutture portuali di Kilija, con due feriti, case e depositi danneggiati nella regione.Più a est, nella regione di Zaporizhzhia, la notte ha lasciato altri tre morti. «I russi hanno ucciso un uomo a Komyshuvakha. Un’altra donna è rimasta ferita», ha scritto su Telegram Mykhailo Semikin, capo facente funzione dell’amministrazione militare regionale: una casa distrutta, altre danneggiate. Venti minuti dopo un secondo bollettino, dal villaggio di Novotavriiske: un’auto in corsa colpita e incendiata, a bordo un uomo e una donna, entrambi morti.Il bersaglio dichiarato, questa volta, non è la rete elettrica ma quella dei dati: prima che al freddo, l’obiettivo è lasciare al buio informativo l’esercito e le città. Anche Mosca, dal canto suo, denuncia una notte di droni: 105 velivoli ucraini abbattuti fra le 8 e le 20 di sabato (le 7 e le 19 in Italia) su Belgorod, Briansk, Kursk, Orël, Krasnodar, la Crimea e il Mar Nero, sempre secondo il ministero della Difesa via Tass.Zelensky, nel videomessaggio di sabato notte, ha aggiunto una seconda frase alla prima: la Russia «non si sta preparando a porre fine alla guerra». Con l’autunno alle porte e le antenne già nel mirino, a Kiev la domanda non è se il prossimo attacco alle comunicazioni arriverà, ma quale nodo colpirà.