Gli stipendi di Roberto Mancini e i guai del Manchester City, il pasticcio sui contratti dietro alla condanna del club sui conti: cosa rischia

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Un doppio contratto: uno ufficiale col Manchester City e uno ombra per raddoppiargli lo stipendio. Tra le violazioni di cui il Manchester City è stato ritenuto colpevole ci sono anche quelle relative al contratto di Roberto Mancini, oggi ct della Nazionale ma al tempo allenatore dei citizens. Come ricostruisce un retroscena della Gazzetta dello Sport, secondo le accuse, Mancini al City avrebbe avuto due contratti. Uno era quello ufficiale con cui il club gli riconosceva uno stipendio di quasi due milioni di euro l’anno, mentre il secondo era un accordo sottobanco con Al Jazira, un club di Abu Dhabi sempre di proprietà dello sceicco Mansour, il proprietario del City e membro della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti. In questo secondo accordo mancini riceveva altri due milioni in cambio di un lavoro di consulenza che prevedeva quattro giorni di lavoro l’anno.Il sistema degli scambi di denaroIl tutto attraverso un complicato sistema di scambi. Secondo l’accusa una società italiana riconducibile a Mancini, “Italy international Services”, emetteva fatture per il lavoro di consulenza ogni trimestre al Manchester City, che trasferiva poi i fondi all’Abu Dhabi United Group, che poi li trasferiva all’Al Jazira che a quel punto pagava Mancini. Uno stratagemma ideato per aggirare le regole Uefa del Fair Play Finanziario e quelle della Premier League.Manchester City colpevole: cosa rischia il club dopo la sentenza sulle 115 accuseIl collegio indipendente chiamato a giudicare il Manchester City avrebbe dato ragione alla Premier League sulla gran parte delle 115 violazioni finanziarie contestate al club. Quasi tutte le accuse sarebbero state accolte, mentre le sanzioni restano ancora da stabilire. E il ventaglio è ampio: si va dalla multa alla penalizzazione in classifica, fino alla retrocessione e, nello scenario più duro, all’esclusione dal campionato. A questo potrebbero aggiungersi le cause di altri club convinti di aver subito un danno dalle presunte irregolarità, e le altre società della Premier sono già state informate dell’esito. Il City, che ha sempre negato ogni addebito, ha diffuso un comunicato in cui spiega che il procedimento «rimane in divenire», con «elementi significativi» ancora da definire e il vincolo di stretta riservatezza su tutto. Il club rivendica di aver rispettato per otto anni il giusto processo, affidandosi a un organo «indipendente, imparziale ed equilibrato», e ha già annunciato che, in caso di esito sfavorevole, presenterà appello. L’udienza, cominciata a settembre 2024, si era svolta a porte chiuse per dieci settimane.Dal caso Football Leaks alle accuse della Premier: come nasce l’inchiesta sul CityTutto parte nel 2018 con Football Leaks, il sito fondato dal portoghese Rui Pinto, che rese pubblici documenti riservati sul City e su altri nomi di peso del calcio internazionale. Pinto, condannato in Portogallo e in Francia, viene considerato da una parte un hacker e dall’altra un whistleblower. A novembre di quell’anno il settimanale tedesco Der Spiegel pubblicò le prime rivelazioni sui presunti espedienti contabili del club, spingendo prima la Uefa e poi la Premier League ad aprire un’indagine. Nel febbraio 2023 arrivarono le contestazioni formali, relative al periodo tra il 2009 e il 2018: 54 violazioni riguardano la presunta mancata trasmissione di informazioni finanziarie corrette, 14 i compensi a giocatori e allenatori, cinque le norme Uefa e il Fair Play finanziario, sette le regole di sostenibilità della Premier e 35 la mancata collaborazione con l’inchiesta tra il 2018 e il 2023. Non è il primo scontro del City con gli organi di controllo: nel 2020 la Uefa lo aveva escluso per due anni dalle coppe europee con una multa di 30 milioni di euro. Il Tas però cancellò la squalifica, ritenendo gran parte delle accuse non dimostrate o prescritte, e abbassò la sanzione a 10 milioni per la sola mancata collaborazione.L'articolo Gli stipendi di Roberto Mancini e i guai del Manchester City, il pasticcio sui contratti dietro alla condanna del club sui conti: cosa rischia proviene da Open.