RABAT — I seggi sono aperti dalle 8 alle 19 ora locale (dalle 9 alle 20 in Italia) e i 15,8 milioni di marocchini iscritti alle liste eleggono oggi i 395 deputati della Camera dei rappresentanti, la camera bassa del Parlamento. I risultati sono attesi domani. Ma il numero che pesa su questo voto non è quello degli iscritti: è quello di chi manca. Solo il 4% circa degli elettori registrati ha fra i 18 e i 24 anni, contro un 29% di over 60, secondo le liste chiuse a luglio. In un Paese dove il 37,2% dei giovani fra 15 e 24 anni è senza lavoro — il dato 2025 dell’Alto commissariato al Piano, l’istituto nazionale di statistica — una generazione intera è rimasta fuori dall’urna prima ancora che si aprisse.Il premier uscente Aziz Akhannouch, imprenditore miliardario alla guida del governo dal 2021, non è in corsa: ha lasciato la presidenza del suo partito, il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (Rni), e non potrà tornare a Palazzo nemmeno se il partito arrivasse primo. Perché? Perché il re Mohammed VI designa il capo del governo dentro il partito più votato e conserva i poteri su indirizzo politico, difesa ed esteri. I sondaggi sono vietati per legge, ma gli osservatori danno il Rni fra i favoriti di una coalizione uscente che nel 2021 sommava 102 seggi del Rni, 87 del Partito autenticità e modernità (Pam) e 81 dell’Istiqlal, il partito dell’indipendenza; gli islamisti del Pjd erano crollati a 13. Il Pam ha appena cooptato nella sua direzione Fouzi Lekjaa, ministro del Bilancio, presidente della federcalcio e capo del comitato organizzatore del Mondiale 2030: il prossimo esecutivo dovrà gestire circa 190 miliardi di dirham (20 miliardi di dollari, quasi il 12% del Pil) per la Coppa del mondo co-ospitata con Spagna e Portogallo, e a Rabat lo chiamano già «il governo del Mondiale».Le promesse sono rivolte proprio a chi non c’è. Il Rni offre un salario minimo garantito di 5.000 dirham (525 dollari) e un milione di posti di lavoro; il Pam l’esenzione fiscale sotto i 15.000 dirham e 100.000 alloggi per i giovani; l’Istiqlal tempi d’attesa più brevi negli ospedali. Akhannouch ha difeso il bilancio del suo governo, a partire dall’estensione della copertura sociale. Sul 4% l’esecutivo non ha detto nulla, e il ministero dell’Interno non ha ancora diffuso dati sull’affluenza, che nel 2021 superò di poco il 50%. Per una monarchia che designa il premier senza eleggerlo, la posta di oggi non è il nome del vincitore ma quanti marocchini si presenteranno.La spiaggia di CeutaPer capire dove siano finiti i giovani bisogna tornare al 30 e 31 luglio. In quelle due giornate oltre 80.000 persone, in maggioranza ragazzi e adolescenti, hanno tentato di entrare a Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa mediterranea del Marocco: decine di morti, la gran parte respinta o rientrata. Mohamed Masbah, direttore del Moroccan Institute for Policy Analysis, centro studi indipendente di Rabat, ha detto a Reuters che è stata «una nuova forma di protesta sociale, in cui molti cittadini hanno messo in atto un’uscita fisica dalla politica marocchina». Alla vigilia del voto, dopo appelli sui social a un nuovo passaggio collettivo, Rabat ha schierato centinaia di agenti e almeno quattro idranti al confine; 111 i fermati. Madrid coordina con le autorità marocchine una campagna informativa contro gli ingressi irregolari, ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, e ha prorogato all’8 ottobre i controlli alle frontiere interne Schengen reintrodotti il 31 luglio. La crisi ha teso i rapporti fra i due Paesi, ma in campagna elettorale non se n’è quasi parlato.Ayoub Lasli, bagnino di Casablanca, a luglio è arrivato a Ceuta a nuoto. «Non mi interesso di politica ed elezioni, e non voglio interessarmene», ha detto all’Associated Press. Un altro dei nuotatori, Ayoub Belaidi, 23 anni, la vede diversamente: «Dopo il movimento della Gen Z, se le voci dei giovani vengono davvero ascoltate, il cambiamento arriverà».Quel movimento si chiama GenZ 212 — dal prefisso telefonico del Marocco — ed è nato il 27 settembre 2025 ad Agadir, dopo la morte di otto donne in seguito a parti cesarei in un ospedale pubblico. Senza leader, organizzato su Discord, TikTok e Instagram, ha contato almeno tre morti negli scontri di ottobre e ha chiesto la caduta del governo Akhannouch. Un anno dopo qualcuno di quei manifestanti è sulle schede. Hamza El Kharroubi, 28 anni, ha fondato il Partito dell’ambiente e della sostenibilità e si aspetta «una partecipazione eccezionale dei giovani, al voto e in campagna». Az-el Arab Hilmi, 32 anni, della Federazione della sinistra democratica a Tiflet, cittadina a est di Rabat, avverte: «Questa elezione non è un assegno in bianco». Il sondaggio Afrobarometer di marzo dice che solo un marocchino su tre fra i 18 e i 35 anni si fida di Parlamento, premier o partiti.È il quarto voto dalla riforma costituzionale del 2011, quando i fratelli maggiori di questi ragazzi riempivano le piazze di Rabat e Casablanca nell’onda delle primavere arabe e il re rispose in pochi mesi con una nuova carta, approvata il 1° luglio da oltre il 98% dei votanti. Quella generazione portò la sua rabbia in un seggio. Quella di oggi l’ha portata, un altro fine luglio, quindici anni dopo, sulla spiaggia davanti a Ceuta.