Caro Porro, che schifo il tribunale dei radical chic

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Ho letto e apprezzato l’opinione di Federico Bonaccorsi Pasini e desidero esprimere la mia profonda indignazione e il mio sconcerto di fronte a quella paradossale vicenda. Non bastava il gravissimo danno fisico e psicologico subìto dalla professoressa accoltellata da un 13enne nell’esercizio della sua professione si è aggiunta la beffa di un inaccettabile sciacallaggio ideologico. La docente è stata infatti pubblicamente vilipesa e presa di mira per le sue idee politiche sulla remigrazione arrivando alla vergognosa conclusione che, a causa del suo orientamento ideologico, non sarebbe degna di insegnare.Questo cortocircuito logico e morale trasforma la vittima in un bersaglio, sdoganando un principio pericoloso: la legittimità della violenza verbale — e la tolleranza verso quella fisica — in base al colore politico di chi la subisce. Vorrei ricordare le parole di John Stuart Mill ignote alla maggioranza espresse nel suo celebre saggio Sulla libertà: «Se tutta l’umanità meno uno fosse della stessa opinione, e solo un individuo dell’opinione contraria, l’umanità non avrebbe maggior diritto di ridurre al silenzio quell’uomo, di quanto ne avrebbe questo, se lo potesse, di ridurre al silenzio l’umanità».Il valore della libertà di espressione e di pensiero si misura proprio dalla capacità di difendere il diritto di esistere di chi la pensa diversamente da noi. Giudicarla “indegna” di insegnare per le sue idee non è solo una dimostrazione di disumanità ma è la negazione stessa dei valori democratici e liberali su cui si fonda la nostra società e la nostra scuola. La solidarietà a questa professoressa deve essere totale e incondizionata, senza “se” e senza “ma” ideologici.Alex Monteverdi, 22 settembre 2026L'articolo Caro Porro, che schifo il tribunale dei radical chic proviene da Nicolaporro.it.