Un decreto legge per la scuola, subito operativo. Giuseppe Valditara conferma la linea del Governo sulla norma, attesa oggi in Consiglio dei ministri, che prevederà un tetto del 30% di alunni stranieri per classe. “Occorre intervenire subito”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, collegato da New York con la sala Salvadori della Camera, dove Matteo Salvini e lo stato maggiore della Lega sono schierati a rivendicare la primogenitura della norma e del divieto di indossare il burqa e il niqab. Il provvedimento “entrerà immediatamente in vigore, riguarderà da quest’anno i nuovi arrivi: non disarticoliamo le classi esistenti ma i nuovi arrivi considereranno la percentuale del 30%”. Valditara punta il dito contro “le strumentalizzazioni” e “le sciocchezze di vario genere” emerse sul tema. Nessuno scontro con il Quirinale, assicura: “Le parole del presidente Mattarella sono state strumentalizzate. Io che ero presente ad Amatrice l’ho sentito parlare di integrazione” e “anche noi vogliamo l’integrazione dei ragazzi stranieri, ma soprattutto ho sentito parlare di no alle classi ghetto”, insiste. Al Quirinale, intanto, si attende il testo del decreto. Le interlocuzioni con palazzo Chigi e viale Trastevere, tuttavia, sono in corso da giorni. Il “faro” con il quale gli uffici guarderanno il provvedimento è l’art. 34 della Costituzione, quel “La scuola è aperta a tutti” scandito da Mattarella anche nel suo discorso di Amatrice. Il Capo dello Stato lo aveva in qualche modo citato anche nel suo discorso di inaugurazione dell’anno scolastico 2025-2026, a Napoli. “La scuola, per definizione, è luogo dell’apertura, dell’inclusione, della scoperta – aveva detto nel settembre scorso -. È il luogo ove si valorizzano i talenti di ciascuno, nella diversità con cui si esprimono. È il luogo in cui deve prevalere il rispetto della personalità di ciascuno. In cui deve regnare la consapevolezza che la diversità, la pluralità anche delle opinioni, sono una ricchezza di libertà da difendere”. Allora, non essendoci stato l’intervento di Giorgia Meloni 24 ore prima, le parole dell’inquilino del Colle non fecero alcun scalpore ma, ad Amatrice, lo stesso messaggio è suonato diverso, con la premier pronta a chiamare in causa la circolare del 1990 quando l’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella proponeva di effettuare l’assegnazione alle classi “ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di 5 per ogni classe”. Dalle parti del Colle la sorpresa per l’attacco diretto della leader FdI non è mancata. Poi, però, le parole della premier sono state presto contestualizzate. Di “intempestive tensioni elettorali” aveva parlato il Capo dello Stato durante la cerimonia del Ventaglio, augurandosi che queste non sottraessero attenzione ai problemi reali dei cittadini, ma il clima degli ultimi tempi certifica come il suo auspicio sia stato disatteso. Nessuna polemica, in ogni caso, entrerà nell’esame che il Quirinale farà del decreto. I contatti in corso hanno sì fatto emergere alcuni problemi (di difficile attuazione, senza prevedere permessi di lavoro ad hoc, ad esempio, i corsi di lingua per i genitori degli alunni), ma al vaglio del Colle ci sarà, come sempre, solo ed esclusivamente la costituzionalità delle norme. Il lavoro tecnico sul provvedimento è in corso. “Gli uffici scolastici territoriali coordineranno i presidi per distribuire in maniera più equilibrata gli studenti tra le scuole di prossimità; dove ciò non sarà materialmente possibile, saranno previste deroghe e un potenziamento dell’insegnamento dell’italiano”, anticipa Valditara. “Il criterio è puramente linguistico. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire – insiste Valditara -. Vogliamo evitare le condizioni Alabama anni ’50 con classi ghetto”. Ignazio La Russa concorda: “Io sono convinto che l’integrazione si aiuti non mettendo in una classe persone di dieci nazionalità e qualche italiano disperso. È meglio se i nostri ragazzi, figli di italiani futuri o figli di stranieri attuali, se non parlano bene l’italiano siano messi in condizioni di integrarsi”. Questo articolo Scuola, tetto agli studenti stranieri: oggi il dl in Consiglio dei Ministri. L’attesa del Quirinale proviene da LaPresse