La polizia francese pagata da Londra taglia i gommoni sulle spiagge: le traversate della Manica calano del 43%

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CALAIS — Le traversate della Manica sono calate. Quasi 15.900 persone hanno raggiunto il Regno Unito su piccole imbarcazioni dall’inizio del 2026, il 43% in meno rispetto allo stesso punto dell’anno scorso, secondo i dati del ministero dell’Interno britannico. L’estate appena chiusa è stata la più bassa dal 2019. Il New York Times, che ha seguito per giorni i gendarmi francesi sulle spiagge tra Calais e Dunkerque, racconta un dispositivo che non aspetta più i gommoni in mare: li ferma sulla sabbia, prima che partano.È un risultato, non ancora una soluzione. Le stesse statistiche di Londra avvertono che i numeri operativi francesi sono provvisori e rivedibili. E le barche che passano sono più grandi: il record recente è di 230 persone su un solo gommone, un carico impensabile fino a due anni fa. Il denaro compra la spiaggia, non il mare: i gommoni sono meno, ma sono più pieni.I numeri del dispositivo li fissa l’accordo firmato ad aprile a Dunkerque dal ministro dell’Interno britannico Shabana Mahmood: 660 milioni di sterline (quasi 900 milioni di dollari) in tre anni, di cui 501 milioni per cinque unità di polizia sulle spiagge e 160 milioni pagati solo a risultato. Gli agenti francesi impegnati sulla costa sono passati da 750 a circa 1.100, con droni, telecamere ed elicotteri; una nuova nave e una ventina di agenti marittimi danno la caccia alle «taxi boat», i gommoni di 8-10 metri che costeggiano il litorale e imbarcano i migranti direttamente dalla riva. Tra il 27 aprile e il 2 agosto le autorità francesi hanno bloccato 185 «eventi» di traversata, oltre 4.300 tentativi individuali, il 61% di quelli registrati.Come si presenta, sul bagnasciuga, un intervento del genere? Un video diffuso dal Border Security Command, il comando britannico per la sicurezza delle frontiere, e ripreso da ITV News lo mostra: poliziotti francesi tagliano con un coltello un gommone; migranti con i giubbotti di salvataggio raccolgono sassi e li lanciano, altri fanno muro con le braccia; c’è lo spray urticante. Dall’accordo di aprile opera anche un reparto antisommossa di 50 uomini. Il responsabile del comando britannico, Charlie Eastaugh, difende i colleghi francesi: «Non sono timidi nel prendere iniziative decise, lavorano in condizioni difficili e pericolose». Utopia 56, l’ong attiva a Calais e Grande-Synthe, replica che la pressione al momento dell’imbarco genera panico e spinge a rischi maggiori. Da Parigi, Interno ed Eliseo non hanno commentato.Il processo di ParigiPer capire che cosa c’è in gioco su quelle spiagge bisogna tornare alla notte del 24 novembre 2021. Un gommone partito dai campi vicino a Grande-Synthe si rovescia al largo di Calais: 27 morti accertati, quattro dispersi, almeno 31 vittime tra cui una bambina di sette anni, due soli superstiti. Dal 8 settembre quel naufragio è davanti al tribunale penale di Parigi: 14 imputati di reti afghane e curdo-irachene, due giudicati in contumacia, 114 parti civili, sentenza attesa entro il 30 settembre, pene fino a 10 anni per omicidio colposo e favoreggiamento in banda organizzata. «Verso le 2:30 abbiamo cominciato a svuotare l’acqua. Poi all’improvviso la barca si è rovesciata», ha scritto il superstite Issa Omar in una dichiarazione letta in aula.I periti descrivono un gommone non certificato, sovraccarico, con un motore da 40 cavalli e le valvole di gonfiaggio in cattivo stato: gli occupanti non avevano «nessuna possibilità» in caso di emergenza. Alla sbarra c’è Mujahid S., afghano di 36 anni, il presunto negoziatore, già da due anni in carcere preventivo: «Non sono un passeur, vendevo solo sigarette, ho solo aiutato delle persone». La presidente della corte gli ha risposto che, se non era un lavoro da passeur, «ci somigliava molto». L’avvocata di un altro imputato, Marie Guegot, sposta il bersaglio: «Qui non ci sono i responsabili, i capi della rete». Un’inchiesta britannica pubblicata a febbraio ha aggiunto che alcune di quelle morti erano evitabili — una nave della Marina francese non rispose all’allarme, la guardia costiera britannica chiuse troppo presto le ricerche — e che fu un peschereccio francese a segnalare i corpi in acqua.A Londra il calo non basta a nessuno. Il premier Andy Burnham, a Dover il 2 agosto, si è detto «implacabile» ma ha chiesto anche rotte legali sicure; la leader conservatrice Kemi Badenoch attacca: «Ancora troppe persone arrivano nel nostro Paese», il Labour è «senza piano»; Nigel Farage, di Reform UK, vuole che la Royal Navy rimorchi i barconi indietro. La Commissione europea chiede di agire su tutta la rotta — reti, forniture di motori e gommoni — e non solo sulla sabbia francese. Resta, soprattutto, il buco che nessun accordo copre: i mezzi di soccorso francesi, dice a CBC la coordinatrice di Utopia 56 Angèle Vettorello, «non sono pronti ad accogliere più di 100 persone a bordo dopo un naufragio». Con 230 persone su un solo gommone, la prossima notte come quella del 2021 avrebbe il doppio dei nomi.