È il programma che gli ha regalato la popolarità, la vittoria e, indirettamente, anche l’incontro che avrebbe cambiato la sua vita privata. Eppure oggi Andreas Muller, guardando indietro alla sua esperienza ad Amici, arriva a una conclusione che probabilmente pochi si sarebbero aspettati: non rifarebbe lo stesso percorso.A raccontarlo è stato proprio lui nella Casa del Grande Fratello Vip, durante una conversazione con gli altri concorrenti. A quasi dieci anni dal trionfo nel talent di Maria De Filippi, il ballerino ha ripercorso ciò che è accaduto dopo quella vittoria, parlando senza troppi filtri del suo rapporto con la danza, delle opportunità professionali arrivate negli anni successivi e soprattutto di un aspetto spesso meno visibile dello spettacolo: la precarietà economica di chi lavora come ballerino.Il suo non sembra un rinnegare Amici. Quel programma gli ha dato molto: nel 2017 lo ha consacrato vincitore della sedicesima edizione e proprio all’interno della scuola ha conosciuto Veronica Peparini, all’epoca insegnante del talent e oggi sua moglie, dalla quale ha avuto le gemelle Penelope e Ginevra. Ma con il passare degli anni Muller ha iniziato a guardare in maniera diversa alla professione che aveva scelto da giovanissimo. E oggi, a 30 anni, può dirlo apertamente: se potesse tornare indietro, probabilmente farebbe altre scelte.Foto: instagram @muller_andreasMartina Colombari confessa la crisi con Costacurta: «Ho avuto un altro»Andreas Muller perché non rifarebbe Amici: «Non era una passione così forte»La frase che ha attirato maggiormente l’attenzione è arrivata quasi senza esitazioni. Parlando della sua esperienza ad Amici, Andreas ha ammesso: «Tornassi indietro non lo rifarei».Una dichiarazione sorprendente soprattutto considerando quanto fosse stato intenso il suo percorso nel talent. Prima della vittoria, infatti, Muller aveva dovuto affrontare anche un momento particolarmente difficile: un infortunio lo aveva costretto ad abbandonare il programma. Era poi tornato l’anno successivo, riuscendo finalmente a conquistare il primo posto nel 2017.Proprio quella vittoria, però, sembra essere diventata per lui una sorta di punto di arrivo anziché l’inizio di una rincorsa ancora più ambiziosa. «Quello evidentemente mi ha saziato», ha spiegato, riconoscendo con il senno di poi che forse la danza non rappresentava una passione abbastanza forte da sostenere tutta la sua vita professionale.Il problema, secondo Muller, sarebbe arrivato soprattutto dopo il talent. Dentro Amici era lui a essere al centro della scena: il pubblico seguiva il suo percorso, conosceva la sua storia e faceva il tifo per lui. Fuori dalla scuola, invece, il meccanismo era completamente diverso.Andreas lo ha spiegato con un esempio molto semplice: quando un ballerino accompagna una star internazionale, il pubblico compra il biglietto per vedere quella star. «Da Dua Lipa pagano per venire a vedere Dua Lipa, non per vedere te», ha osservato. E quindi, anche dopo essere stato protagonista di un programma televisivo seguito da milioni di persone, nel corpo di ballo si torna inevitabilmente a essere «un contorno». Una realtà che, per carattere e aspettative, Muller ha fatto sempre più fatica ad accettare.Quanto guadagnava Andreas Muller come ballerino dopo AmiciC’è poi un altro elemento che ha pesato profondamente sulle sue decisioni: quanto guadagnava lavorando come ballerino. Nella Casa del Grande Fratello Vip, Andreas ha affrontato apertamente anche il tema economico, raccontando cifre molto lontane da quelle che il pubblico potrebbe immaginare pensando al mondo dei grandi concerti e della televisione. «Prendevo sui 500 euro massimo», ha rivelato parlando di alcuni ingaggi.La cifra, naturalmente, poteva essere inserita all’interno di situazioni professionali differenti e diventare più interessante quando il lavoro si prolungava nel tempo. Muller ha ricordato, ad esempio, la tournée con Claudio Baglioni, spiegando che un tour particolarmente lungo poteva garantire una maggiore continuità. Il problema era ciò che accadeva tra un grande lavoro e quello successivo. Un anno poteva essere pieno di occasioni, mentre quello dopo poteva offrire soltanto piccoli incarichi. Una condizione che rendeva difficile immaginare il futuro con stabilità.«Io dai 19 ai 29 anni ho spinto e dato il massimo, poi ho visto che puntando solo sul ballo non c’era un ritorno», ha spiegato. Dieci anni durante i quali Muller ha provato a trasformare la danza in una professione capace di sostenerlo nel lungo periodo. Alla fine, però, il problema non era necessariamente quanto potesse guadagnare nel momento migliore, ma non sapere quanto avrebbe guadagnato quello successivo.Foto: instagram @muller_andreasLuca Argentero e Cristina Marino, tra il terzo figlio e il set di DocAndreas Muller e i guadagni dei ballerini: «Si guadagna troppo poco in Italia»Il racconto si è quindi allargato alla situazione dei ballerini nel mondo dello spettacolo italiano. Secondo l’esperienza di Muller, nei grandi eventi il corpo di ballo finisce spesso in fondo alla catena delle priorità economiche. «I ballerini sono spesso l’ultima ruota del carro», ha detto. Prima vengono gli artisti principali, poi le scenografie, i led, le luci e gli altri elementi necessari alla produzione. Soltanto dopo, secondo il suo racconto, arriverebbero le risorse destinate ai ballerini. Da qui una considerazione piuttosto netta: «Si guadagna troppo poco in Italia».Muller ha fatto un confronto anche con il mercato internazionale, citando gli Stati Uniti e la Francia come realtà nelle quali, secondo la sua esperienza, la professione sarebbe remunerata meglio.Una lettura sulla quale è intervenuta anche Megan Ria, ballerina e concorrente del Grande Fratello Vip. Secondo lei, negli ultimi anni qualcosa sarebbe cambiato e i compensi nei tour musicali e nei videoclip sarebbero migliorati. Ria non ha però indicato cifre precise. Due esperienze che possono quindi restituire fotografie diverse di uno stesso settore, anche perché cachet e condizioni possono variare molto in base alla produzione, al ruolo, alla durata dell’ingaggio e al momento della carriera. Per Muller, però, il punto resta un altro: la difficoltà di costruire attorno alla danza quella sicurezza economica che sentiva di desiderare.Andreas Muller, la precarietà e il confronto con i genitoriÈ forse questo il passaggio più personale del suo racconto. Andreas ha ammesso di essere arrivato a guardare con una certa invidia lavori apparentemente molto lontani dal mondo dello spettacolo.I suoi genitori fanno i baristi e, nonostante in alcuni momenti lui potesse guadagnare più di loro, Muller vedeva nella loro quotidianità qualcosa che a lui mancava: uno stipendio fisso.«Almeno loro hanno degli stipendi fissi e sicuri», ha raccontato, ricordando anche la risposta dei genitori, che gli facevano notare come i suoi guadagni potessero essere superiori. Ma per Andreas il problema era proprio la mancanza di una prospettiva costante: «Un anno posso guadagnare bene e quello dopo no».Non si trattava, quindi, soltanto di soldi. Era l’impossibilità di sapere cosa sarebbe successo dopo, di fare programmi contando su un’entrata regolare. «Era tutto troppo instabile, vivevo con una grossa incognita», ha ammesso.Con il passare degli anni, e probabilmente anche con l’arrivo di una famiglia e di nuove responsabilità, quella precarietà ha iniziato ad avere un peso diverso.Foto: Instagram @muller_andreasFrancesco Totti: «Chanel non mi ha parlato per 9 mesi per Noemi»Andreas Muller dopo la danza: il negozio aperto a RomaNella decisione di cambiare strada ha avuto un ruolo anche il carattere. Andreas non lo nasconde: «Non sono fatto per stare sotto altri». Nei grandi contesti professionali racconta di essersi trovato in situazioni nelle quali sentiva di contare pochissimo e di non essere sempre riuscito a gestire bene le gerarchie. Da qui la necessità di costruire qualcosa che sentisse maggiormente suo.Oggi Muller ha aperto un negozio a Roma dedicato soprattutto agli articoli da collezione, dalle carte Pokémon agli oggetti legati all’universo di One Piece. Un progetto imprenditoriale che, stando a quanto raccontato nella Casa, gli starebbe dando soddisfazioni e che potrebbe presto allargarsi: tra le possibilità prese in considerazione ci sarebbe infatti anche l’apertura di un punto vendita a Milano. La danza, comunque, non è scomparsa completamente dalla sua vita. Andreas continua a insegnare e partecipa come maestro a stage e masterclass organizzati dalle accademie. È cambiato, piuttosto, il ruolo che il ballo occupa nel suo presente.Andreas Muller tra Veronica Peparini, Amici e una vita completamente diversaC’è poi un paradosso inevitabile nel suo racconto. Se Andreas dice che oggi non rifarebbe Amici, è proprio all’interno di quel programma che ha incontrato Veronica Peparini, diventata negli anni prima la sua compagna e poi sua moglie. Dalla loro relazione sono nate le gemelle Penelope e Ginevra.Per questo le parole pronunciate al Grande Fratello Vip sembrano avere più il sapore di una riflessione sulla carriera che di un rifiuto del passato. Muller non cancella ciò che è successo e non nega l’importanza di quella vittoria. Semplicemente, quasi dieci anni dopo, riesce a distinguere il successo televisivo dalla realtà quotidiana di una professione.Da ragazzo aveva inseguito un traguardo, era caduto a causa di un infortunio, era tornato e alla fine aveva vinto. Sembrava l’inizio perfetto di una carriera interamente dedicata alla danza. Invece, proprio una volta raggiunto quel punto, ha iniziato a chiedersi cosa ci fosse dopo.La risposta è arrivata lentamente. Tour, grandi artisti e palcoscenici prestigiosi non sono bastati a compensare quella sensazione di precarietà che lo accompagnava tra un ingaggio e l’altro. Il successo non coincide necessariamente con la stabilità, e il racconto di Andreas Muller nella Casa mostra proprio questa distanza. Oggi la sua vita è molto diversa da quella del ragazzo che entrò nella scuola di Maria De Filippi. Ci sono Veronica, le figlie, un’attività imprenditoriale e una danza che continua a esserci, ma senza rappresentare più l’unica strada possibile.E forse il senso di quel «non lo rifarei» sta proprio qui. Non nel cancellare Amici, che gli ha dato notorietà e ha segnato profondamente anche la sua vita personale, ma nel riconoscere che un sogno inseguito da giovanissimi può cambiare forma quando si comincia a conoscere davvero il prezzo necessario per trasformarlo in un mestiere.| Da Rumors.it