La voce è agitata, le frasi spezzate. Roberto Mollo chiama il 112 pochi minuti dopo avere sparato contro le persone entrate nella proprietà di famiglia a Baldissero d’Alba. È il Tg1 a trasmettere in esclusiva l’audio della telefonata del 35enne, una registrazione che restituisce i momenti immediatamente successivi alla sparatoria. “Si, buona sera, salve, sono Mollo Roberto, ho avuto dei ladri in casa, e mi sono difeso. Ho ferito un ladro non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola”, dice Mollo all’operatore.Sono le 2.17 di domenica mattina. Nella cascina di famiglia, dove sono in corso lavori di ristrutturazione, il 35enne ha appena esploso dodici colpi di pistola. Uno degli uomini entrati nella proprietà, Gjovalin Lazri, morirà dopo essere stato raggiunto da un proiettile. Leggi anche:“Ho sparato perché avevo paura”. Il paese si schiera con Mollo che ha ucciso il ladroLa telefonata prosegue mentre Mollo prova a raccontare quanto accaduto. “Io sono qua, c’ho una terra.. Son disperato: mi ha preso paura, mi stava girando in casa…”. La chiamata viene quindi trasferita ai carabinieri. Anche ai militari l’uomo ripete la stessa versione: “Io ho avuto i ladri in casa, io sono armato, mi sono difeso. Forse c’è una persona a terra non so se è morto, guardi non so proprio cosa dire. Questo qua incappucciato, è chiuso eran fuori nel cortile io gli ho sparato perché mi son spaventato”. Mollo insiste sulla paura provata in quei minuti e sulla convinzione che gli intrusi fossero armati. “Sì, sì, sono armati io gli ho sparato mi son difeso abito qua da solo sono in una cascina… Qua in campagna”, racconta ancora.Dall’altra parte del telefono i carabinieri cercano di tranquillizzarlo. “Stia tranquillo, stia tranquillo che le mando subito una pattuglia”, gli dice l’operatore. Ma Mollo appare ancora sotto choc: “Porti pazienza. Io non so più cosa dire: volevano rubarmi tutto”. Il militare gli chiede di non toccare nulla: “Tra due minuti ti richiamo io, stai tranquillo, non toccare niente, non toccare niente però”. La risposta del 35enne chiude la conversazione: “No no, non tocco niente. Sono fuori tanto la pistola ce l’ho qui è scarica”.Ora saranno gli accertamenti tecnici a dover ricostruire con precisione quanto avvenuto all’interno della proprietà. Le prime risultanze dell’autopsia indicano che a provocare la morte di Lazri sarebbe stato un solo proiettile, entrato da un lato del collo e fuoriuscito dall’altro. Gli esami medico-legali, però, non sono ancora conclusi.Per gli specialisti sarà decisivo anche il sopralluogo sul posto. La posizione delle persone, la traiettoria del colpo e gli ostacoli presenti nell’area del cantiere potranno contribuire a chiarire la dinamica. Tra Mollo e gli intrusi, infatti, si trovavano impalcature, materiali e altri ingombri legati ai lavori in corso.Tra le ipotesi che dovranno essere verificate c’è anche quella di un proiettile che potrebbe avere cambiato traiettoria dopo un rimbalzo. Per avere il quadro definitivo serviranno ancora gli approfondimenti tecnici: il deposito degli esiti completi dell’autopsia è previsto entro sessanta giorni. Saranno quegli accertamenti a stabilire con maggiore precisione che cosa sia accaduto in quei minuti nella cascina.Massimo Balsamo, 24 settembre 2026L'articolo “Mi sono difeso, è morto”. L’audio choc di Mollo dopo gli spari ai ladri proviene da Nicolaporro.it.