Se stavate pensando di prendere un iPhone 18 Pro o Pro Max da 1TB o 2TB, c'è una cosa che dovreste sapere prima di spendere quella cifra considerevole. Un'analisi pubblicata su Bilibili (lo YouTube cinese) dal canale Homolab ha confrontato due iPhone 18 Pro Max, uno da 512GB e uno da 1TB, e i risultati non sono esattamente rassicuranti per chi paga di più. Il problema riguarda il tipo di memoria flash usata internamente. I modelli da 256GB e 512GB montano memorie TLC (tre bit per cella), mentre quelli da 1TB e 2TB passano a memorie QLC (quattro bit per cella). In parole povere: più bit per cella significa più capienza a parità di chip, quindi meno costi per Apple, ma anche velocità inferiori.Per compensare la lentezza intrinseca della QLC, Apple ha aggiunto una cache SLC (un bit per cella, la più veloce) che può sostenere velocità di scrittura fino a 3.000 MB/s. Quando questa si riempie, il telefono passa a una cache TLC intermedia, che scende a 578 MB/s. Fin qui, tutto sommato accettabile. Il problema arriva quando anche quella si esaurisce: a quel punto la scrittura avviene direttamente sulla memoria QLC, e la velocità crolla a 79,4 MB/s, con picchi negativi fino a 25,6 MB/s.Ma c'è un dettaglio ancora più scomodo. Questi numeri valgono con il telefono quasi vuoto. Quando lo storage inizia a riempirsi, la cache SLC si riduce drasticamente: al 60% di utilizzo, scende da 250GB a soli 58GB. E in quel caso, le velocità di scrittura sulla QLC toccano il fondo: 1,1 MB/s. Non è un errore di battitura. Anche in lettura casuale, il modello da 1TB con QLC è risultato il 38% più lento del 512GB con TLC nei test a bassa profondità di coda, ovvero nelle condizioni tipiche di utilizzo quotidiano. Con più processi attivi contemporaneamente il divario si riduce al 12%, ma resta comunque a svantaggio del modello più costoso.Vale la pena ricordare che l'iPhone 17 Pro e Pro Max usavano TLC anche sulle versioni da 1TB e 2TB. Il cambio verso la QLC è quindi una novità di questa generazione, quasi certamente legata all'aumento dei costi delle memorie che sta colpendo l'intero settore.Detto questo, questi sono test sintetici e non è ancora chiaro quanto l'impatto sia percepibile nell'uso di tutti i giorni. Trasferire file enormi in continuazione non è certo l'attività principale di uno smartphone. Ma pagare di più per avere prestazioni peggiori, almeno sulla carta, è una di quelle cose che fa storcere il naso, soprattutto considerando i prezzi già aumentati in Italia.L'articolo L'iPhone 18 Pro più costoso è anche il più lento: la scomoda verità sui modelli da 1 TB e oltre sembra essere il primo su Smartworld.