AGI - "La Locomotiva è stata, tra i tanti inni che ha cantato Guccini, un inno di rivolta e di sogno di almeno tre generazioni di giovani libertari". E, si direbbe una volta di più, non solo di quelli. Nel commemorare infatti a Montecitorio uno dei più grandi cantautori italiani, deceduto lo scorso 6 agosto, Marco Grimaldi di Avs non è infatti il solo deputato a riconoscere al 'Modenese volgare' la capacita' di parlare, facendosi capire e amare, oltre la sua generazione e al di la' degli steccati politici e ideologici.L'intero parlamento ricorda GucciniUno dopo l'altro, è tutto l'Emiciclo a rievocare quella qualità che Guccini indubbiamente aveva. Merce rara in tempi di musica (basti pensare a trap e rap) sempre più radicalizzata e spesso legata a scontri. Parlando della 'locomotiva', l'"inno di Guccini" che l'ha più marcato, "c'è chi l'ha urlata - prosegue Grimaldi - magari dietro una cassa di una manifestazione c'è chi l'ha suonata e cantata davanti a un falò. Scommetto che l'hanno fatto in tanti, anche chi, in quest'Aula, non è libertario nè marxista, come noi. E scommetto che sarà ancora un canto politico potente". Poco prima era stato il vicepresidente della Camera Giogio Mule' a constatare come il "Burattinaio di parole", sapesse muoversi "con profondità e agilità tra diversi registri linguistici, rivelando nella costruzione dei suoi testi quell'elevato spessore intellettuale, che lo ha reso una personalità amata da molte generazioni".Le parole di Gianni Cuperlo"Con la scomparsa di Francesco Guccini perdiamo un esponente di rilievo della cultura del nostro Paese, che ci ha tuttavia lasciato una grande eredità poetica e musicale, destinata a essere continua fonte di riflessione e ispirazione", ha sottolineato l'esponente FI prima di chiedere all'Assemblea di osservare un minuto di silenzio in memoria del cantautore scomparso. È puntellato di citazioni, tutte sapientemente scelte dal repertorio musicale del Maestro, il discorso commosso di Gianni Cuperlo (Pd) che ha tenuto a ricordare Guccini "come era e credere che - aggiunge al termine del suo intervento - seppure avesse 'previsto tutto questo', certamente non aveva previsto l'essere commemorato da questi banchi". "Forse lui avrebbe fatto lo stesso per 'millanta' ragioni - ha aggiunto l'esponente dem - ma forse, in fondo a ogni cosa, per una sopra le altre: perché di quelle cinque anatre 'che andavano a Sud forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare'". "Per il poco che conta, oggi da quest'Aula, che mai - annota - consentiremo di ridurre a 'sorda e grigia', a te, poeta e musico, cantastorie sapiente cresciuto dal popolo, a te, Francesco, a te 'Maestrone', solamente il nostro grazie", conclude Cuperlo tra gli applausi scroscianti.L'omaggio anche da destraCon "l'apertura mentale" che le ha regalato, "la destra di cui faccio parte" anche Beatriz Colombo di Fratelli d'Italia ricorda all'Aula che le parole di Guccini "continueranno a vivere anche attraverso chi non ha condiviso tutte le sue idee, perche' un grande artista non ci chiede necessariamente di essere d'accordo con lui". A Francesco Guccini, conclude la deputata, "va riconosciuto il valore di una voce libera, che e' entrata nella storia culturale della nostra nazione". Come riconosce del resto anche Massimiliano Panizzut della Lega che ammette: "Anch'io, allora, portavo quell''eskimo innocente'".