Giorgetti: «Vogliamo rendere strutturale l’abolizione del bollo auto e tagliare le tasse ai ceti medi»

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I rilievi dell’Istat, le stime di crescita dell’Ocse e i dettagli sulla prossima manovra economica sono stati al centro del question time alla Camera del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Durante l’intervento, il titolare del MEF ha fatto il punto sullo stato dei conti pubblici, sulla gestione del debito e sulle priorità fiscali dell’esecutivo.Rispondendo alle critiche sui dati dell’istituto nazionale di statistica, Giorgetti ha rivendicato la tenuta della linea economica: «Abbiamo preso atto dei dati Istat, abbiamo fallito? Siamo assolutamente in linea con il preventivato». Se fossimo usciti anticipatamente dalla procedura di infrazione europea , aggiunge, «non solo avremmo rispettato i risultati, avremmo fatto un servizio alla Repubblica italiana, non al governo».Il ministro ha sottolineato l’effetto positivo delle recenti revisioni dell’Ocse: «Il governo aveva prudentemente messo nelle previsioni per quest’anno lo 0,6%, oggi l’Ocse riconosce e aggiorna dallo 0,5% allo 0,9% le previsioni e naturalmente questo non ci pone in coda in Europa. Altri paesi stanno in condizioni assai peggio in un contesto internazionale assolutamente sfavorevole», ha dichiarato. Giorgetti e la colpa del superbonusInterpellato da Italia Viva sulle prospettive di crescita, il ministro si è soffermato sulla traiettoria del debito pubblico. «Per quanto riguarda il debito pubblico in rapporto al Pil invito tutti a depurare il dato dalle rate di cassa del Superbonus che questo Governo è stato chiamato a pagare (18 miliardi del 2023, 39 miliardi del 2024; 40 miliardi nel 2025, 42 mld nel 2006 e 26 miliardi l’anno prossimo). Il rapporto del debito pubblico sul Pil al netto di questa voce passerebbe dal 138% del 2022 al 132% del 2025 al netto del rilevante saldo di tesoreria che l’anno scorso è stato registrato e che avrebbe portato addirittura ancora più in basso il dato. Questo per dire che il percorso di discesa del debito pubblico sta avvenendo e sta continuando», ha dichiarato. «Ci troviamo in una frase estremamente complicata, ma posso assicurare che il comportamento del Governo, il tenere i conti in ordine e la crescita economica sono assolutamente allineati non soltanto alle nostre previsioni, ma anche un punto di riferimento in Europa dove le cose molto spesso vanno assai peggio», ha aggiunto il ministro. Fisco e manovra: il taglio dell’Irpef per il ceto medioIn merito agli interventi previsti nella legge di bilancio, la priorità indicata resta l’allentamento della pressione fiscale sui redditi medi: «Più volte il governo ha ribadito le priorità per quanto riguarda la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio».Confermando la volontà di agire sulle aliquote più alte, ha aggiunto: «Il governo ha ribadito le priorità per quanto riguarda la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito e ha puntualmente richiamato l’impegno politico di rivedere l’aliquota del 43% con riferimento all’ampiezza dello scaglione interessato, alla platea dei beneficiari e alla relativa decorrenza. Io confermo che questa è una delle finalità». I prossimi stepIn merito alle tempistiche e alla definizione dei dettagli tecnici, Giorgetti ha chiarito i passaggi necessari: «Prima di tutto andrà aggiornato il quadro di finanza pubblica con le previsioni macroeconomiche di andamento dei tassi di interesse oltre che dei prezzi delle materie prime che hanno in qualche modo cambiato le prospettive e le dinamiche relative alle macro voci di bilancio». «Naturalmente sono scelte che dovranno convergere in una sintesi e la sintesi avverrà a breve perché innanzitutto andrà aggiornato il quadro di finanza pubblica». A inizio ottobre, chiarisce il titolare del Mef, «si saranno chiarite le intenzioni strategie e politiche di intervento del governo».L'articolo Giorgetti: «Vogliamo rendere strutturale l’abolizione del bollo auto e tagliare le tasse ai ceti medi» proviene da Open.