Senza esser legato alla fune di sicurezza, nessun strappo: cosa non torna nella morte di Andrea Moretti, precipitato dal Colosseo

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Andrea Moretti, l’operaio morto stanotte al Colosseo, è precipitato nella notte da un’altezza di 10 metri. Stava lavorando alla cablatura del nuovo impianto elettrico e al momento dell’impatto indossava il corpetto di protezione con l’imbracatura ma non era assicurato alla fune di sicurezza, che invece penzolava dalla parete dove stava lavorando. Non solo, è stato trovato quindici metri più in alto l’occhiello di sicurezza a cui avrebbe dovuto essere agganciata la cima. Questa non presenterebbe segni di forzatura, come se non ci fosse stato uno strappo improvviso. Stando ai primi accertamenti l’attrezzatura e i materiali utilizzati da Moretti e colleghi sono in regola e omologati, compresa la fune che era integra.Cosa dicono le indaginiLe indagini sulla morte del 22enne dovranno accertare adesso se ci sia stato un crollo al livello dell’occhiello che ha causato lo scioglimento della fune di sicurezza mentre Moretti si trovava a lavorare tra il secondo e il terzo anello dell’Anfiteatro, oppure se si sia trattato di un errore umano, come una dimenticanza. Aspetto quest’ultimo che appare piuttosto strano, visto che il ragazzo e i suoi colleghi erano specializzati proprio in questo genere di intervento a decine di metri d’altezza. Proprio gli altri due operai sono stati sentiti dai carabinieri per ricostruire i momenti precedenti alla morte del giovane e quello che avevano fatto nella serata di lunedì.L'articolo Senza esser legato alla fune di sicurezza, nessun strappo: cosa non torna nella morte di Andrea Moretti, precipitato dal Colosseo proviene da Open.