“La scuola sia inclusiva”. Con questo monito il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Zuppi, ha aperto a Roma i lavori del Consiglio episcopale permanente, intervenendo sul tema dell’educazione mentre il dibattito politico è segnato dalle misure annunciate dal governo Meloni sulla riduzione del numero degli studenti stranieri iscritti nelle classi e sul divieto di utilizzo del burqa per le ragazze.Il Cardinale Matteo Zuppi al Consiglio Permanente della Cei (Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse) La scuola come luogo di integrazione e uguaglianzaNel suo intervento Zuppi ha scelto di riportare al centro la funzione primaria della scuola come luogo di integrazione, uguaglianza e crescita della persona, richiamando il documento Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, nel quale vengono indicate alcune “sfide non più rinviabili” per il mondo educativo. “La prima è quella delle disuguaglianze educative. Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una Scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace”, ha sottolineato il cardinale. Il presidente della Cei ha sottolineato come la riapertura delle scuole rappresenti un momento che riguarda l’intera società e non soltanto insegnanti, studenti e famiglie. “La questione educativa – ha spiegato – non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo”.Zuppi ha inoltre richiamato i recenti episodi di violenza avvenuti in ambito scolastico (con il 13enne di Centocelle che ha accoltellato la prof in classe – ndr.) sostenendo che impongano “una presenza rinnovata nel mondo educativo” e una riflessione condivisa sul ruolo degli adulti nella formazione delle nuove generazioni.Il Cardinale Matteo Zuppi al Consiglio Permanente della Cei (Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse) L’intelligenza artificiale e il rapporto tra docenti e studentiAccanto al tema delle disuguaglianze, il cardinale ha individuato una seconda sfida nel cambiamento tecnologico e nell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla didattica. Pur riconoscendone le potenzialità, ha ribadito che nessuna innovazione può sostituire il rapporto educativo tra docente e studente. “L’intelligenza artificiale può offrire risorse preziose, ma non sostituisce l’opera educativa. La scuola non compete con le macchine nel fornire risposte rapide, ma insegna a porre le domande che rendono umana la vita. Nessun algoritmo può prendere il posto dello sguardo di un insegnante che incoraggia, corregge, comprende e accompagna”, ha dichiarato. La terza sfida indicata dal presidente della Cei riguarda invece la capacità di pensare criticamente. In una società caratterizzata da un flusso continuo di informazioni, secondo Zuppi è indispensabile creare spazi nei quali imparare ad approfondire, distinguere il vero dal falso e maturare una conoscenza che sia “sapienza per la vita” più che semplice accumulo di dati.Concludendo il suo messaggio per l’inizio dell’anno scolastico, il cardinale ha rivolto un augurio a tutte le comunità educative italiane: “Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune”.Questo articolo Scuola, Zuppi: “È strumento di pace e giustizia, deve essere inclusiva” proviene da LaPresse