A quasi trent’anni dalla morte della principessa Diana, ci sono parole che continuano ad avere la forza di riaprire ferite mai completamente rimarginate. Questa volta a pronunciarle è Charles Spencer, fratello minore di Lady D, che alla vigilia dell’uscita del suo nuovo libro ha deciso di riportare alla luce alcuni dei momenti più dolorosi vissuti dalla famiglia dopo quel tragico 31 agosto 1997. E in questa storia entrano inevitabilmente anche il principe William e il principe Harry. Perché, secondo Spencer, i due figli di Diana conoscono già almeno una parte di ciò che lo zio ha deciso di raccontare pubblicamente. «Per loro non sarà una sorpresa», ha assicurato parlando con Laura Kuenssberg della BBC.Non è una precisazione secondaria. Il nuovo libro di Spencer, Swan Song: Diana, My Sister, in uscita il 22 settembre, contiene infatti una serie di ricordi estremamente delicati sul rapporto tra Diana e l’allora principe Carlo e, soprattutto, sui giorni immediatamente successivi alla morte della principessa. Si tratta della versione personale di Spencer, contestata da Buckingham Palace, ma lui sostiene di ricordare con esattezza quanto accaduto. E mentre la Corona tenta di mettere in discussione l’affidabilità di quei ricordi, il fratello di Diana sceglie di non fare alcun passo indietro.Charles Spencer e le rivelazioni su Diana: «William e Harry non saranno sorpresi»Sul rapporto con i nipoti, Spencer mantiene volutamente un confine. Non racconta cosa si siano detti in privato e non rivela quali parti del libro William e Harry conoscano già. Ma una cosa la afferma con decisione: ciò che sta raccontando pubblicamente non arriverebbe come una rivelazione improvvisa per i due principi. «Non mi piace parlare di ciò di cui ho parlato con William e Harry», ha spiegato, aggiungendo subito dopo: «Vi assicuro che queste parole non saranno una sorpresa per loro».Il riferimento è soprattutto a una delle ricostruzioni più controverse contenute nel volume: una telefonata che Spencer sostiene di aver avuto con Carlo nei giorni successivi alla morte di Diana, mentre la famiglia reale e gli Spencer stavano discutendo l’organizzazione del funerale. Un momento privato, rimasto per quasi tre decenni fuori dalla narrazione pubblica e che oggi diventa uno dei passaggi centrali del libro.Re Carlo e Diana, la telefonata raccontata da Charles SpencerSecondo il racconto di Spencer, la discussione sarebbe nata anche dalla decisione di far partecipare William e Harry al corteo funebre della madre. All’epoca avevano rispettivamente 15 e 12 anni. Il fratello di Diana sostiene di essersi opposto all’idea, convinto che sua sorella non avrebbe voluto vedere i figli costretti ad affrontare pubblicamente un dolore tanto devastante. Fu durante quella discussione che, secondo Spencer, l’allora principe Carlo avrebbe pronunciato una frase destinata oggi a provocare una nuova frattura nella famiglia reale.Spencer racconta che Carlo gli avrebbe detto: «Stai tranquillo, ce ne dimenticheremo presto», riferendosi a Diana. Una frase che il conte sostiene di aver accolto con incredulità prima di interrompere la telefonata. È importante sottolineare che si tratta della ricostruzione di Charles Spencer, non di un fatto riconosciuto da entrambe le parti. Buckingham Palace ha infatti reagito in modo insolitamente netto alla pubblicazione degli estratti del libro, mettendo in dubbio la memoria con cui il conte ricostruisce quel periodo.Foto: Instagram @charles.earl.spencerLady Diana, il fratello Charles Spencer contro Re Carlo: le rivelazioni nel nuovo libroCharles Spencer racconta la reazione di Carlo alla morte di DianaNel libro c’è anche un’altra affermazione destinata a far discutere. Spencer sostiene che, in una conversazione avvenuta dopo la morte dell’ex moglie, Carlo gli sarebbe sembrato insolitamente sollevato, arrivando a descriverne il tono come quello di qualcuno che avesse ricevuto una notizia positiva. Il conte interpreta oggi quella reazione alla luce della travagliata storia matrimoniale tra Carlo e Diana e del rapporto del futuro sovrano con Camilla, che avrebbe poi sposato nel 2005. Anche questa lettura resta, naturalmente, l’interpretazione personale di Spencer.Il matrimonio tra Carlo e Diana era iniziato nel 1981 ed era entrato progressivamente in crisi fino alla separazione del 1992 e al divorzio, formalizzato nel 1996. Appena un anno più tardi, Diana morì a 36 anni in seguito all’incidente automobilistico avvenuto a Parigi. Il mondo reagì con un’ondata di dolore impressionante, trasformando i giorni precedenti al funerale in uno dei momenti più complessi della storia recente della monarchia britannica. È proprio dentro quelle ore, tra lutto privato e pressione pubblica, che Spencer colloca alcuni dei ricordi più controversi del suo libro.Buckingham Palace risponde al fratello della principessa DianaChe la questione sia particolarmente delicata lo dimostra anche la scelta di Buckingham Palace di intervenire pubblicamente. La monarchia britannica tende tradizionalmente a non commentare libri, biografie e memorie che riguardano la famiglia reale. Questa volta, però, Palazzo ha ritenuto necessario rispondere.Un portavoce ha spiegato che, pur non essendo abitudine della Casa reale commentare i libri, il sovrano è consapevole di come il dolore per la perdita di un familiare possa influenzare il giudizio e i ricordi anche a distanza di molti anni. Una risposta calibrata, ma inequivocabile nel mettere in discussione la ricostruzione proposta da Spencer. La reazione è stata considerata significativa proprio perché rompe, almeno in parte, la tradizionale prudenza comunicativa della monarchia davanti alle controversie familiari.Charles Spencer difende il suo racconto su re CarloLa replica del conte non si è fatta attendere. Intervistato dalla BBC, Charles Spencer ha ribadito di stare raccontando la verità e ha assicurato di ricordare perfettamente le parole che, secondo lui, Carlo pronunciò durante quella telefonata. Ha spiegato che proprio la gravità di quella conversazione lo avrebbe portato a parlarne già all’epoca con persone vicine, fissandone quindi il ricordo ben prima della decisione di trasformarlo in un libro.In un’altra intervista, Spencer ha contestato ancora più duramente la posizione di Palazzo, sostenendo di essersi sentito vittima di «gaslighting» dopo aver letto la risposta ufficiale. Il punto su cui insiste è semplice: Buckingham Palace avrebbe messo in discussione la sua memoria senza, secondo lui, affrontare direttamente la frase che attribuisce a Carlo. Sono due versioni inconciliabili dello stesso episodio e, a distanza di quasi trent’anni, non esiste un elemento pubblico indipendente che permetta di stabilire cosa sia stato effettivamente detto durante quella conversazione privata.Foto: wikimedia commonsLady Diana, rubate quattro copie del libro del fratello Charles Spencer prima dell’uscitaDiana, William e Harry: il dolore dietro il funerale del 1997È forse qui che il libro smette di essere soltanto una raccolta di rivelazioni sulla Royal Family e torna inevitabilmente a quella fotografia che il mondo non ha dimenticato: William e Harry che camminano dietro la bara della madre insieme al padre Carlo, al principe Filippo e allo zio Charles Spencer.Quell’immagine appartiene ormai alla memoria collettiva, ma dietro la sua solennità c’erano due adolescenti che avevano appena perso la madre. Spencer racconta di aver cercato di evitare che partecipassero a quella processione, mentre William avrebbe poi descritto quell’esperienza come una delle più difficili della sua vita. Il nuovo racconto dello zio restituisce quindi una dimensione privata a un momento che milioni di persone seguirono attraverso la televisione: prima del protocollo, delle uniformi e delle folle, c’erano una famiglia e due figli chiamati a vivere pubblicamente qualcosa di profondamente personale.Charles Spencer vede un legame tra Diana, Harry e MeghanNella sua intervista Spencer ha poi spostato lo sguardo dal 1997 al presente, individuando alcune analogie tra la pressione mediatica subita da Diana e quella vissuta negli ultimi anni da Harry e Meghan Markle. Non sostiene che le due vicende siano identiche, ma invita a riflettere sul linguaggio utilizzato nei confronti delle persone che finiscono al centro di una narrazione pubblica costante.«Se leggete un articolo su un tabloid che parla di Diana o di Harry e Meghan, potreste trovare commenti davvero, davvero sgradevoli», ha osservato. Per Spencer, la storia di sua sorella dovrebbe essere ricordata anche come una lezione sul peso che l’esposizione pubblica e il giudizio continuo possono esercitare sulla vita privata di una persona.Swan Song: Diana, My Sister, il nuovo libro sulla principessa DianaSwan Song: Diana, My Sister arriverà nelle librerie il 22 settembre. Spencer lo presenta come un racconto personale della sorella, scritto avvicinandosi al trentesimo anniversario della sua morte, che cadrà nel 2027. Non soltanto, dunque, una ricostruzione degli anni trascorsi accanto alla principessa più fotografata del Novecento, ma il tentativo di separare, almeno nelle intenzioni dell’autore, Diana Spencer dal personaggio Lady D.Ed è probabilmente questo il punto più interessante della vicenda. A quasi trent’anni dalla notte di Parigi, Diana continua a essere raccontata attraverso memorie diverse, spesso incompatibili tra loro: quella della monarchia, quella della stampa, quella degli uomini che hanno condiviso la sua vita e ora quella di suo fratello. William e Harry, almeno per il momento, non hanno commentato pubblicamente il libro dello zio. Spencer sostiene però che ciò che leggeranno non sarà nuovo per loro. E forse è proprio questa frase, più delle accuse rivolte a Carlo, a rendere il libro così delicato: perché suggerisce che dietro una delle storie reali più raccontate degli ultimi decenni esista ancora una memoria familiare rimasta lontana dalle telecamere.Foto: Instagram @charles.earl.spencerLady Diana, il revenge dress va all’asta: la storia dell’abito| Da Rumors.it