Nel 2025 in Italia sono stati giocati 165,3 miliardi di euro, quasi otto miliardi in più rispetto all’anno prima. Il dato misura la raccolta, cioè il totale delle somme puntate, non i ricavi degli operatori.A trainare la crescita è stato il canale online, che ha scavalcato i 100 miliardi per la prima volta e vale ormai sei euro su dieci del mercato del gioco legale.L’erario, invece, è rimasto al palo. Le entrate del comparto sono scese a 11,47 miliardi, contro gli 11,56 del 2024, e il rapporto fra gettito e raccolta è calato al 6,9%.Dentro quei numeri il calcio si fa sentire più di qualsiasi altro sport. L’ultima edizione del ReportCalcio, che fotografa il 2024, conta infatti 16,1 miliardi di euro scommessi sulle partite e 401,6 milioni di gettito.Quanto vale il mercato del gioco online in ItaliaA mettere in fila i dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli è stato il centro studi di Unimpresa, in uno studio pubblicato il 29 giugno 2026. Il conto del canale a distanza si chiude a 100,8 miliardi di euro, il 9,5% in più dell’anno precedente, mentre la rete fisica resta sotto quota 65 miliardi.Unimpresa parla apertamente di paradosso fiscale. Nel triennio 2023-2025 le somme giocate sono cresciute di 17,6 miliardi, eppure il gettito è arretrato di 155 milioni. Il rendimento fiscale, come lo chiama il centro studi, cioè quanto lo Stato incassa per ogni euro puntato, è sceso infatti dal 7,9% del 2023 al 6,9%.In Parlamento la fotografia ufficiale è arrivata il 14 aprile 2026, con la prima relazione annuale sul settore trasmessa dal Ministero dell’Economia. Nel corso del 2025 sono stati aperti 6,2 milioni di conti di gioco, un numero che non coincide con quello dei giocatori, e le ricariche hanno superato i 13,2 miliardi di euro.Il calcio resta il primo motore della raccolta sportivaIl ReportCalcio, curato dalla FIGC con AREL e PwC Italia, uscì il 31 luglio 2025. Racconta che in diciannove anni la raccolta sulle partite si è moltiplicata per otto e che il gettito, 401,6 milioni di euro, non era mai stato così alto.Nel 2024 la sola Serie A ha generato quasi 3 miliardi di euro di scommesse. Su un piano diverso, che riguarda il movimento e non il betting, il calcio italiano vale 12,4 miliardi di impatto sul prodotto interno lordo e circa 141.000 unità di lavoro.Il traino, però, non basta. Le scommesse a quota fissa hanno chiuso il 2025 a 19,1 miliardi di raccolta, in flessione del 3,2%. Arretra anche il betting exchange, sceso a 2,9 miliardi.Il valore si sposta sui giochi di casinò a distanzaA crescere è un’altra parte del mercato. I casinò virtuali e i giochi di abilità e di carte hanno raccolto 81,2 miliardi di euro, quasi la metà dell’intero giro nazionale, e ne hanno versati allo Stato 875 milioni, pari a un rendimento dell’1,1%.Nelle sale il rapporto si rovescia. Apparecchi e videolottery hanno raccolto 31,5 miliardi, il 19% del totale, ma hanno pagato 5 miliardi di imposte, quasi il 44% del gettito complessivo. La differenza non dipende però dal solo canale: incidono la quota restituita in vincite e il regime fiscale proprio di ciascun gioco.Sul piano delle regole, invece, la distinzione non esiste. L’offerta a distanza resta riservata ai titolari di concessione, e le piattaforme di casinò con licenza ADM rispondono agli stessi obblighi di accesso e di controllo previsti per le scommesse sportive.Nei mesi successivi la spinta non si è fermata. Ad agosto 2026 la spesa nel segmento casinò online è salita del 13,6%, a 270 milioni di euro, secondo i numeri riportati da Milano Finanza.Lottomatica e Flutter, due letture della stessa classificaLottomatica ha archiviato il primo semestre 2026 con 1,18 miliardi di ricavi, il 5% in più, e un adjusted EBITDA di 465 milioni, in progresso del 10%. La raccolta ha toccato 23,7 miliardi, mentre i ricavi online, la voce che pesa di più sui margini, sono saliti del 13% a 525 milioni.Nel trimestre la quota online del gruppo si è fissata al 31,6%, con il 31,8% sulle scommesse sportive e il 31,0% sul gaming. «Il secondo trimestre del 2026 continua a dimostrare la nostra crescita costante su tutti i principali indicatori finanziari e aziendali», ha commentato l’amministratore delegato Guglielmo Angelozzi.Il 5 agosto, otto giorni più tardi, Flutter Entertainment ha rivendicato lo stesso primato. Per il medesimo trimestre il gruppo si attribuisce il 30,9% del mercato italiano, 0,7 punti in più di un anno fa, e colloca il secondo operatore al 30,3%. I perimetri di calcolo sono diversi, quindi le due classifiche non si sovrappongono.Nell’area che comprende l’Italia i ricavi sono cresciuti del 36%, il 18% al netto di cambi e acquisizioni, dentro un mercato online in espansione del 24%. La migrazione di Snai sulla piattaforma di Sisal, chiusa ad aprile, è costata qualche mese di rallentamento prima della ripresa: a giugno gli utenti attivi mensili risultavano in aumento del 30%.Lo stesso giorno, però, Flutter ha tagliato le stime per l’anno. I ricavi attesi scendono a circa 17,9 miliardi di dollari e l’adjusted EBITDA a 2,66 miliardi, per effetto del mercato statunitense. Peter Jackson lascia la guida del gruppo dopo quasi nove anni e da ottobre il timone passa a Dan Taylor.La fusione con Cirsa e il salto di scalaIl 2 settembre la mossa che ha cambiato la scala del confronto. Lottomatica ha annunciato la fusione con la spagnola Cirsa, interamente carta contro carta: agli azionisti Cirsa andranno 0,668 azioni Lottomatica di nuova emissione per ogni titolo posseduto.A operazione conclusa i soci attuali di Lottomatica avranno circa il 67,5% della società combinata, quelli di Cirsa il 32,5%. Blackstone, oggi azionista di maggioranza del gruppo spagnolo, diventerà il primo socio con una quota vicina al 24%.Dalla fusione nascerà un gruppo con un adjusted EBITDA pro forma di circa 2 miliardi di euro e sede a Roma, con closing atteso nel secondo trimestre del 2027. Le sinergie stimate valgono 115 milioni di cassa ante imposte l’anno, a regime dal terzo esercizio successivo. Sarebbe il secondo operatore quotato al mondo del settore, dietro Flutter.Piazza Affari, all’inizio, non ha gradito. Il giorno dell’annuncio Lottomatica ha perso l’11,2%, fino a 21,98 euro, mentre Cirsa guadagnava il 17% a 15,96, come ha rilevato Milano Finanza. Fra le ragioni indicate dagli analisti, la complessità dell’integrazione e il breve lock-up del socio di controllo.Il rimbalzo è arrivato il 7 settembre, con un progresso del 7,3% a 26,05 euro, dopo che la società aveva quantificato agli investitori 200-300 milioni di EBITDA online incrementale a regime entro il terzo anno dal closing, concentrati sul mercato spagnolo e su quelli internazionali.Gioco online, cosa cambia con le nuove concessioniA ridisegnare il campo, intanto, ha pensato anche la regolazione. Il decreto legislativo 41/2024 ha introdotto la concessione unica per il gioco a distanza: ha durata novennale, il massimo consentito dal decreto, non si rinnova e impone requisiti patrimoniali e tecnici più severi.Il biglietto d’ingresso costa 7 milioni di euro a concessione, quattro all’aggiudicazione e tre prima dell’avvio del servizio. Alla fine della procedura sono risultati quarantasei operatori assegnatari per cinquantadue concessioni, con un incasso per l’erario di circa 364 milioni.La concessione copre tutto il catalogo a distanza, dalle scommesse sportive al bingo, e comprende le slot online con licenza italiana, che l’Agenzia colloca fra i giochi di sorte a quota fissa. Dal 13 novembre 2025 è caduto inoltre il modello delle skin, che permetteva a più marchi commerciali di operare sotto una sola concessione.Ne esce, dunque, un mercato con meno porte d’ingresso. Nel secondo trimestre, secondo il perimetro GGR utilizzato da Flutter sui dati ADM, i primi due operatori valevano insieme il 61,2% dell’online italiano, spartito quasi a metà fra il 30,9% del gruppo anglo-irlandese e il 30,3% attribuito al secondo.