Alla fine della seconda Guerra Mondiale il Giappone del quarantenne Soichiro Honda era ridotto ad un cumulo di macerie. Quello che fu l’impero del Sol Levante sanguinava ancora per gli effetti devastanti delle bombe atomiche. Era l’anno zero per il popolo e per l’economia, messa in ginocchio dai bombardamenti e tenuta al giogo dagli occupanti americani di MacArthur.Gli aerei e i mezzi militari, nei cui motori avevano girato parti fornite da Honda prima della guerra, tacevano per sempre, mentre le restrizioni imposte dai vincitori impedivano la ripresa dell’industria dei motori anche in campo civile.Soichiro aveva tuttavia il know how per una possibile, difficile ripartenza. Classe 1906, aveva imparato l’arte della meccanica nella piccola azienda di biciclette fondata dal padre. Appassionato di motori, dopo gli studi in ingegneria tra gli anni ’20 e gli anni della guerra fondò un’azienda che produceva componenti per pistoni come terzista di Toyota, la Tokai Seiki. Soichiro Honda, dalle macerie della guerra alla rinascitaNon solo la guerra smontò l’impresa di Honda con i bombardamenti sulla sede di Hamamatsu del 1944. Poco prima della fine del conflitto, nel gennaio 1945, quel che restava della fabbrica fu ulteriormente danneggiato dal grave sisma del Mikawa. Al termine della guerra decise di vendere il materiale superstite a Toyota e aprì un centro di sperimentazione tecnica nella città dove sorgeva la prima azienda.Qui elaborò le idee e gettò le basi di quello che sarebbe stato l’inizio di un altro «impero» giapponese, quello mondiale delle due ruote. Soichiro Honda aveva capito che l’unica strada percorribile sarebbe stata quella di una motorizzazione «minima», data la carenza assoluta di mezzi del secondo dopoguerra. Abbondavano invece le biciclette, non soggette alle limitazioni degli occupanti. L’ingegnere partì così da quello che il mercato poteva offrire: i residuati bellici.I motori delle radio militari sulle prime HondaNel 1946 riuscì ad acquistare 500 piccoli motori a due tempi da circa 50cc, che i soldati giapponesi utilizzavano per alimentare gli apparati radio da campo, originariamente prodotti da Tohatsu e Mikuni Shoko. Dopo un periodo di esperimenti (ai quali fece da collaudatore la moglie di Honda, Sachi) Saichiro realizzò la prima Honda, una bicicletta con il motore a scoppio delle radio militari montato nella parte anteriore del telaio. Il generatore a benzina, che equipaggiava la radio campale tipo «94-6», sviluppava 1 Cv per una velocità massima che spingeva la bici a 35 km/h. Il motore e i componenti come la trasmissione e il serbatoio furono proposti in kit di montaggio. La richiesta iniziale fu talmente alta per la necessità di una nuova mobilità nel Paese dove solo il 10% delle strade era rimasto praticabile, che i 500 pezzi andarono in breve esauriti. Honda comprese la potenzialità commerciale della bici a motore e si mise a progettare un motore più efficiente e semplice nella costruzione rispetto al generatore Mikuni, nato per scopi esclusivamente militari. Il Type-A e la nascita della Honda Motor nel 1948Il primo motore «a goccia», un 50cc, che sviluppava mezzo cavallo in più del precedente, ebbe anch’esso origini dalle rimanenze di guerra. Per poter disporre del metallo necessario alla produzione, Honda acquistò i rottami dei vecchi aerei dell’aviazione di Marina per fonderli e dare il via alla prima motorizzazione del dopoguerra. I primi esemplari del Type-A uscirono dalla fabbrica di Hamamatsu nel 1947 portando per la prima volta il marchio «Honda» sul carter. Il 24 settembre 1948 nasceva ufficialmente la Honda Motor Co. Ltd. Con 34 dipendenti. Il nuovo micromotore, meglio progettato e più curato dei pochi coevi, fu un successo agevolato anche dall’intraprendenza del fondatore che contattò migliaia di rivenditori e riparatori di biciclette offrendo il nuovo kit di trasformazione su cui i negozianti percepivano una percentuale sulle vendite. Dal «Bata-bata» al Cub: la Honda conquista il GiapponeLa diffusione del primo ciclomotore Honda fu rapida, tanto che si meritò il soprannome di «Bata-bata», onomatopea per il tipico scoppiettio metallico del piccolo motore due tempi. In quattro anni furono prodotti 18.000 Typa-A, una cifra rilevante per il commercio del Giappone postbellico. Nel 1952 la bicimotore Honda fu proposta in una nuova serie, il Cub Type F, dove il piccolo propulsore fu rinnovato e posto a fianco del mozzo della ruota posteriore, una soluzione che riduceva gli ingombri del motore in mezzo al telaio. Sempre offerto in kit, il primo Cub vendette oltre 25.000 esemplari proiattando la fabbrica di Hamamatsu in una dimensione industriale.Dream, la prima vera moto Honda entra nella storiaCon la riduzione progressiva delle restrizioni economiche americane, nel 1949 fu commercializzata parallelamente al Type-A la prima vera moto Honda: la Dream D-Type. Si trattava di una moto interamente progettata dalla casa giapponese, con telaio stampato e molto simile esteticamente alle Bmw coeve. Mossa da un monocilindrico 2 tempi da 98cc, nel 1951 ebbe la prima evoluzione nella Dream Type F con l’adozione di un 4 tempi economico e affidabile che determinò il successo di Honda sul mercato giapponese. Pochi anni dopo, nel 1958, dalla fabbrica usciva un’icona della casa, la cui eredità si ritrova ancora oggi nei modelli Honda di maggiore successo. Si trattava del primo vero scooter, il Super Cub C-100, dotato di frizione centrifuga automatica e protezioni per le gambe.Dal Super Cub all’America: Honda diventa leader mondialeL’anno successivo la Honda sbarcava sul mercato internazionale con l’apertura della American Honda Motor Co. A Los Angeles. Nel 1961 diventava il più grande produttore di motociclette al mondo. Un sogno, il «dream» che aveva dato il nome alla prima vera moto di Soichiro, si era avverato. Ancora oggi risuona nel motto della holding giapponese: «The power of dreams».Soichiro Honda negli anni Settanta (Getty Images)Il primo prototipo Honda con il motore del generatore di una radio militareHonda A-Type del 1947 (Honda Corp.)Il primo Cub del 1952, con il motore ausiliario sul mozzo posteriore (Honda Corp.)la Dream D, la prima vera moto Honda del 1949 (Honda Corp.)Immagine promozionale dell’Honda Cub per il mercato Usa (Getty Images)L'articolo Honda, le moto nate da una radio militare proviene da La Verità.