Ed Sheeran s’inchina alla causa Pro Pal

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Qui al Bar siamo abituati a vederne di tutti i colori ma questo non vuol dire che ci abituiamo. Il voltafaccia della popstar Ed Sheeran, per esempio, avremmo voluto volentieri risparmiarcela. Ed il roscio, miracolato dal talento relativo, non ha combinato niente di che, è del girone degli ignavi e sulla questione palestinese si è limitato a fare il pesce in barile quando un rapper, certo Macklemore, si è messo a sbraitare free palestine prima di lui a un concerto a Filadelfia, finendo per venire cacciato dal padrone dello stadio: è bastato perché le immancabili prefiche filohamas lo prendessero di mira: lui, al concerto successivo, s’è cosparso il capo di cenere, riducendosi a polvere di omuncolo: non c’entro, ho sbagliato, a Gaza qualcosa di inqualificabile, non abbiatecela con me, ho sbagliato, non volevo, ho commesso degli errori, ho sbagliato, non odiatemi, ho sbagliato, non volevo politicizzare i miei concerti, ho sbagliato, sono solo un menestrello, ho sbagliato, sono una merda, ho sbagliato. Giustizia fatta e ordine ristabilito!La prossima volta anche lui si metterà a latrare, come certe professoresse da noi, “viva Hamas, viva Hezbollah, lunga vita a Nasrallah”, magari strusciandosi addosso una bandiera di Hamas come quell’altro di Damon Albarn dei Blur o la nostra Elodie, analista politica del Quartaccio che quando ha cominciato a perdere colpi s’è riciclata in lesbopal. Intendiamoci, a Gaza c’è una tragedia immane, particolarmente per i bambini, negarlo è indecente come è lecito, magari pure doveroso (quante volte l’abbiamo detto?), criticare la strategia “tabula rasa” di Israele; il fatto è che all’anonimo, paffuto Roscio di Halifax non è mai importato niente, ha sentito il dovere di denunciare il suo profondo sconcerto solo quando ha intravisto all’orizzonte la fuga dei capitali. Si chiama essere miserabili, coi “milionen, milionen”, ma miserabili.Non è vero che “pecunia non olet”: a volte tanfa proprio di purtrido che risale dall’anima. Meglio la brutale (e lucida) onestà di Vasco Rossi, intervistato dal Corriere: “Rifiuto di schierarmi come se fosse una partita di calcio, Israele contro Palestina. Gli ebrei, dopo quello che hanno sofferto, hanno diritto a uno Stato, free Palestine è un bello slogan, da anime belle; ma se implica la distruzione dello Stato di Israele, allora sarebbe più onesto dirlo. E alla distruzione di Israele io mi ribello. Mi hanno dato del sionista, ma io non so neppure cosa voglia dire. So che se mettessi il like a “Palestina libera” mi amerebbero tutti: ma io non sono fatto così. Questo ovviamente non mi impedisce di piangere le vittime civili di Gaza e di criticare i bombardamenti di Netanyahu, che è una specie di fascista”.Nathan Greppi ha scritto un libro preoccupante, come avrebbe detto Lucio Dalla, ma proprio per questo da leggere, “La cultura dell’odio”, sul conformismo feroce degli artisti di tutto il mondo in favore – non prendiamoci in giro – di Hamas, del 7 ottobre, dei bambini ebrei trucidati e cotti vivi nei forni. Perché ci sono anche loro, forse il mollaccione Roscio l’ha dimenticato. E così, a tenere alta la bandiera della dignità, a parte il Blasco c’è rimasto il vecchio Boy George: “Free Palestine è modo per dare l’impressione di coraggio morale senza richiedere grande conoscenza politica, Ed Sheeran non ha spina dorsale e Paloma Faith (che aveva elogiato Macklemore, ribattezzato Mackle-bore, Mackle-palloso), è insignificante quanto un panino al tonno scondito”. Le umanitarie vestali di Hamas, a corto di argomenti, gli hanno mandato a dire, testuale, di “chiudere quella boccaccia piena di sperma da vecchio frocio sionista di merda”.Il Barista, 21 settembre 2026L'articolo Ed Sheeran s’inchina alla causa Pro Pal proviene da Nicolaporro.it.