MOSCA — Con oltre il 71% delle schede scrutinate, Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, è al 57,5% e, secondo le proiezioni dell’agenzia di Stato Tass, è in rotta per conservare la maggioranza dei due terzi alla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. È il primo voto legislativo dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina del febbraio 2022, celebrato in tre giorni, dal 18 al 20 settembre, anche nei territori ucraini occupati e annessi, e concluso sotto ondate di droni ucraini sulla capitale.Dietro il partito di governo, i dati della Commissione elettorale centrale (organo dello Stato) aggiornati alle 23:55 di Mosca (le 22:55 in Italia) danno il Partito comunista al 13,85%, i liberaldemocratici di Leonid Slutsky al 9,16%, Nuova Gente all’8,01% e Russia Giusta al 5,23%, appena sopra la soglia di sbarramento del 5%. Cinque partiti in Parlamento, gli stessi del 2021. Nei 225 collegi uninominali — l’altra metà dei 450 seggi — i candidati di Russia Unita sono in testa in 161. I risultati ufficiali non arriveranno prima del 25 settembre. Che cosa cambia con i due terzi? È la soglia che permette di modificare la Costituzione senza bisogno di un solo voto dell’opposizione. Il numero che conta, a Mosca, non è il 57%: è quella soglia.L’affluenza, alle 20 di domenica, era al 56,66%: più alta del 2021 (51,72%) e del 2016 (47,88%). Il voto elettronico, attivo in 32 regioni più Mosca, ha raccolto 3,6 milioni di schede su 4,03 milioni di registrati, il 90,87%; qui Russia Unita si ferma al 49,06% e Nuova Gente sale al 15,42%. Nella capitale, domenica, il blocco del registro elettorale elettronico ha lasciato i seggi per ore senza schede cartacee, con code all’ingresso: «un piccolo malfunzionamento», secondo la commissione elettorale cittadina.Droni sulla capitaleIl voto si è chiuso mentre l’Ucraina lanciava le sue ondate più fitte su Mosca e regione. Le autorità russe contano almeno 1.951 droni e 8 missili da crociera tra il 19 e il 20 settembre, tutti abbattuti; il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin parla di circa 450 droni distrutti in avvicinamento alla città nella sola notte su domenica. Un incendio ha colpito la raffineria di Kapotnya, nel sud-est della capitale, edifici residenziali sono stati danneggiati e nella regione di Mosca le autorità registrano almeno due morti. «Il tentato attacco massiccio su Mosca è fallito. Il nemico non ha raggiunto i suoi obiettivi», ha dichiarato il ministero della Difesa, che accusa Kiev di voler «disturbare la volontà democratica dei cittadini russi» e annuncia che l’esercito «continuerà e intensificherà i suoi attacchi di alta precisione contro obiettivi militari a Kiev». Il governo ucraino non ha rivendicato i raid né commentato le elezioni.Sul fronte informatico la Commissione elettorale denuncia 100 milioni di attacchi alle infrastrutture del voto: un aumento dell’8.300% rispetto agli 1,2 milioni del 2024, secondo il membro della commissione Igor Borisov. La presidente Ella Pamfilova ha parlato di «più di 1.000 ondate di attacchi DDoS», gli attacchi che saturano i server, e ha accusato un rappresentante non nominato di «uno dei partiti sistemici» — cioè ammessi al voto — di aver tentato di sabotare il voto elettronico con un malware.Sulla scheda non c’era nessun partito contrario alla guerra. Ad agosto la Corte suprema ha escluso dalla lista federale Jabloko, l’unica formazione registrata apertamente contro l’invasione che dovesse correre su scala nazionale, riferisce Reuters. Dieci partiti in corsa. La piattaforma indipendente di monitoraggio «Elezioni 2026 — osserviamo insieme» ha contato oltre 900 reclami alle commissioni entro le 20 di domenica, un terzo sui diritti degli osservatori, tra Mosca, San Pietroburgo, Perm e Krasnodar; la Procura generale replica che non ci sono state violazioni gravi e il ministero dell’Interno esclude «violazioni sostanziali dell’ordine pubblico». La protesta del «mezzogiorno contro Putin», la coda ai seggi a un’ora fissa, è tornata ma con meno partecipanti del 2024; le manifestazioni più visibili si sono viste a Erevan e a Berlino, davanti alle ambasciate russe. Otto regioni hanno eletto anche i governatori: in testa gli uscenti, tra cui Ramzan Kadyrov in Cecenia.Russia Unita entrava in questa tornata con 324 seggi uscenti, conquistati nel 2021 in un’elezione già segnata dall’esclusione dei candidati vicini ad Aleksej Navalnyj. Gli esperti citati dal Moscow Times la definiscono la Duma più ristretta di sempre. Per trovare un’affluenza vicina a quella di ieri bisogna risalire al 2003 (55,75%) o alla prima elezione della Duma post-sovietica, nel dicembre 1993, quando il 54,7% dei russi andò alle urne a due mesi dai carri armati di Boris Eltsin schierati davanti al Parlamento in rivolta. Allora il partito più votato fu quello di Vladimir Zhirinovskij, con il 23%. Oggi il suo erede, Slutsky, festeggia un 9% e il terzo posto.