SOLO SU GR | Mora e Pellegrini, la sosta per ripartire: la Roma aspetta due armi in più

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La Roma ha cominciato fortissimo, segna tanto, crea e ha dimostrato contro l’Inter di poter giocare alla pari con la squadra di riferimento del campionato. Eppure c’è ancora una zona del campo nella quale Gian Piero Gasperini può trovare qualità nuova senza passare dal mercato: quella porzione di trequarti sul centrosinistra dove, per caratteristiche differenti, possono diventare importanti Rodrigo Mora e Lorenzo Pellegrini.Due storie completamente diverse. Il primo ha diciannove anni, è arrivato in estate con l’etichetta del grande talento internazionale e ha cominciato la sua avventura romanista facendo intravedere immediatamente qualcosa di speciale. Il secondo è uno dei giocatori più esperti della rosa, viene da mesi complicatissimi e deve praticamente ricominciare da capo dopo il lungo stop e un’estate vissuta anche intorno al futuro contrattuale.Mora era partito fortissimo. L’impatto iniziale aveva alimentato rapidamente l’entusiasmo: personalità, tecnica, capacità di giocare tra le linee e poi il primo gol con la Roma sul campo del Lecce. Sembrava l’inizio di un inserimento rapidissimo nel calcio di Gasperini. Le ultime settimane hanno però ricordato quanto il percorso di un classe 2007 possa essere tutt’altro che lineare. Alcuni ingressi meno incisivi hanno rallentato la sua corsa. A Torino è entrato nella ripresa al posto di Soulé senza riuscire a lasciare un segno particolare, mentre contro l’Inter è rimasto per tutta la partita in panchina nonostante la Roma, soprattutto nel secondo tempo, avesse bisogno di nuova qualità offensiva.Non è una bocciatura. Anzi. Gasperini continua a parlare di Mora come di un giocatore dal grande talento, ma ha indicato chiaramente il lavoro ancora necessario: “Ha bisogno di completarsi sotto l’aspetto fisico principalmente, poi anche tattico“. Una frase che spiega molto più di qualsiasi esclusione. La Roma ha investito pesantemente sul portoghese e nessuno a Trigoria pensa al presente come a un punto d’arrivo. Mora deve imparare a incidere anche quando gli spazi diminuiscono, quando il ritmo sale e quando la partita gli concede meno tempo per pensare. È la parte più complicata del passaggio dal talento alla continuità.E proprio in quel settore del campo Gasperini potrebbe presto ritrovare anche Lorenzo Pellegrini. La sua estate è stata quasi l’opposto di quella di Mora. Nessuna corsa per conquistare immediatamente una maglia, ma un lungo lavoro per rimettere insieme fisico e futuro. Dopo il problema che lo aveva tenuto fuori dalla parte finale della scorsa stagione, Pellegrini ha rinnovato con la Roma fino al 2027 e nelle ultime settimane è finalmente tornato stabilmente a disposizione.Finora, però, la vera partita deve ancora cominciare. Pellegrini non gioca una gara ufficiale da mesi e Gasperini non vuole accelerare inutilmente i tempi. La lunga sosta per le nazionali rappresenta quindi un’occasione quasi costruita su misura: il tecnico sta valutando anche l’organizzazione di alcune amichevoli proprio per permettere a chi è rimasto a Trigoria di accumulare minuti e ritmo.Per Pellegrini può essere la pausa della ripartenza. Dopo settimane trascorse tra recupero e rinnovo, l’obiettivo è tornare ad essere una soluzione vera e non semplicemente un nome sulla distinta. Non è l’esterno offensivo puro che il tecnico aveva cercato in estate, ma può diventare una soluzione differente per lo stesso problema, soprattutto nelle partite nelle quali la Roma ha bisogno di aggiungere palleggio e qualità vicino a Dybala e Malen. Pellegrini, che sperava in un rinnovo più lungo, avrà solo pochi mesi per dimostrare di meritarsi la fiducia della società, oltre che quella del tecnico.Mora e Pellegrini partono quindi da due punti opposti. Rodrigo deve ritrovare lo slancio delle prime settimane e trasformare il talento in affidabilità. Lorenzo deve prima di tutto ritrovare se stesso, il ritmo partita e la continuità fisica necessaria per tornare ad avere un ruolo importante. Ma il risultato che Gasperini spera di ottenere è lo stesso: allargare il numero dei giocatori capaci di decidere una partita attraverso la qualità. Perché dopo la sosta arriveranno nove gare in ventotto giorni e non potranno essere sempre Dybala, Malen o Soulé a produrre la giocata decisiva.Giallorossi.net | A. FioriniL'articolo SOLO SU GR | Mora e Pellegrini, la sosta per ripartire: la Roma aspetta due armi in più proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.