Il bollo è una tassa molto evasa: l’abolizione porta a un paradosso inaspettato?

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L'annuncio da parte del governo della sospensione del bollo auto e moto per l'anno 2027 e della sua successiva abolizione strutturale dal 2028 ha riacceso il dibattito sui rapporti finanziari tra Stato ed enti locali. Trattandosi di un tributo regionale a tutti gli effetti, la decisione dell'esecutivo ha suscitato la protesta di molti presidenti di Regione, preoccupati per il mancato gettito che arriva complessivamente a 7,7 miliardi di euro all'anno. Per compensare l'ammanco, il governo si è impegnato a trasferire circa 2,2 miliardi di euro all'anno, quota che copre quasi il 30% delle entrate teoriche attese. Tuttavia, un'analisi dei dati ufficiali sulla riscossione rivela che la situazione contabile effettiva è molto più complessa.Una tassa fortemente evasa e costosa da recuperareLa parola chiave in questo caso è "attesi", riferita ai miliardi di euro ricavati dal tributo e destinati alle regioni: la previsione e la realtà potrebbero infatti essere molto più distanti di quanto ipotizzato. Il bollo auto figura infatti tra le imposte con i più alti tassi di evasione in Italia, una situazione che rende il recupero un'operazione complessa e dispendiosa. Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, tra il 2019 e il 2024 le cartelle non pagate accumulate (relative a più annualità) dalle Regioni contava mediamente 6,8 milioni di pratiche, per un valore complessivo di ben 1,75 miliardi di euro. Nel solo 2025, su 6,7 miliardi di euro incassati dalle Regioni, 1,2 miliardi sono stati recuperati soltanto a seguito di controlli, solleciti e contenziosi, con un impiego continuo e imponente di risorse finanziarie e personale.L'abolizione si traduce in un sollievo finanziario per alcune regioni?Le difficoltà nella riscossione non si distribuiscono in modo omogeneo sul territorio nazionale. Ci sono territori, come le province autonome di Trento e Bolzano e la Sardegna, che registrano quote di recupero coattivo inferiori al 10%, mentre regioni come il Molise, la Calabria e l’Umbria sono costrette a ricorrere ad accertamenti e verifiche fiscali per recuperare circa il 30% del loro incasso totale. Ed è qui che arriva il paradosso: per gli enti locali che faticano maggiormente a riscuotere, ricevere un trasferimento diretto e garantito da parte dello Stato potrebbe rivelarsi addirittura un sollievo economico e azzerare i costi legati ai contenziosi.Le incognite a lungo termineNonostante i possibili vantaggi contabili nell'immediato, l'abolizione del bollo - qui come capire se la propria auto è esente - apre rilevanti interrogativi di carattere politico e costituzionale. Diversi governatori evidenziano come il bollo rappresenti una risorsa autonoma fondamentale per finanziare la sanità e i servizi di welfare regionale. Sebbene il governo garantisca la copertura per il 2027, resta l'incertezza sulla tenuta dei trasferimenti statali a lungo termine, che potrebbero subire tagli o non adeguarsi all'inflazione negli anni a venire. Inoltre, la centralizzazione del prelievo indebolisce il principio dell'autonomia fiscale delle Regioni e le priva di una leva strategica per promuovere la transizione ecologica e l'acquisto di veicoli elettrici.Il miglior top gamma Android? Oppo Find X9 Pro, in offerta oggi da eBay a 1,059 euro oppure da Mediaworld a 1,199 euro. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE