L’Istat gela il governo: deficit/Pil al 3,1%, l’Italia resta in infrazione Ue. Il «rammarico» di Giorgetti, M5S all’attacco

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L’Italia resta sotto procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo anche nel 2026. La conferma arriva dai dati definitivi dell’Istat sui conti nazionali al 31 dicembre 2025. L’indebitamento netto dello Stato in rapporto al Pil è stato pari lo scorso anno al 3,1%: meglio di quanto accaduto nel 2024, quando era al 3,4%, ma non abbastanza per portare l’Italia fuori dalla procedura per infrazione dei vincoli economici Ue (il tetto massimo fissato dal Patto di Stabilità è di un rapporto deficit/Pil al 3%). L’Istat ha così confermato la stima diffusa ad aprile scorso. «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto deficit-Pil 2025», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027». La beffa per il governo (legata al Superbonus)La stima diffusa ad aprile dall’Istat era stata una mazzata per il governo, anche perché evidenziava come l’Italia non sarebbe rientrata come previsto dalla procedura d’infrazione per questione di centesimi percentuali. Una beffa per il ministero dell’Economia guidato da Giorgetti, legata soprattutto alla mancata previsione di una ultima impennata di uscite per il Tesoro legate al Superbonus. Il governo sperava però ancora che i dati definitivi di inizio autunno avrebbero corretto quel tanto che bastava i calcoli. Niente da fare, invece. Anzi, la revisione dell’Istat ha evidenziato perfino un leggero peggioramento della stima. La revisione «è stata al rialzo sia per le entrate, 1.991 milioni, sia per le uscite, 2.346 milioni, con un peggioramento della stima dell’indebitamento netto di -355 milioni», fa sapere l’istituto nazionale di statistica. Cosa succede ora A questo punto la Commissione Ue, recepiti i dati tramite il conteggio complessivo Eurostat, non potrà che prendere atto e confermare che anche nel 2026 l’Italia resta in procedura d’infrazione. Con vincoli dunque ben più stretti di politica economica per l’ultima manovra di bilancio prima delle elezioni, da programmare nel corso del 2027. Opposizioni all’attacco del governo Il Movimento 5 Stelle reagisce subito all’annuncio dell’Istat attaccando il governo. «A scanso di equivoci: qui nessuno vuole festeggiare il mancato raggiungimento di un deficit/pil 2025 sotto il 3%. Però dobbiamo dirci al verità: come volevasi dimostrare, solo con la crescita si tengono i conti in ordine. I dati Istat di oggi certificano che aver fatto quattro anni di austerità a colpi di avanzo primario, e quindi di tagli e tasse, e aver imbellettato i conti con escamotage vari, come la riclassificazione in bilancio dei crediti d’imposta edilizi, ha portato al nulla: deficit ancora sopra il 3%, debito pubblico in aumento e pressione fiscale da record, nonostante in piccola variazione al ribasso per il 2025. Per questo assume ancora più forza il messaggio che arriva da Nova e che ancor di più facciamo nostro: servono massicci investimenti pubblici e un vero taglio delle tasse per rimettere il Paese su una traiettoria di crescita. Oggi più che mai il ministro Giorgetti deve guardarsi allo specchio e trarne tutte le dovute conclusioni», scrivono in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato. In copertina: Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri – Roma, 22 aprile 2026 (Ansa / Angelo Carconi) L'articolo L’Istat gela il governo: deficit/Pil al 3,1%, l’Italia resta in infrazione Ue. Il «rammarico» di Giorgetti, M5S all’attacco proviene da Open.