Africa, Afrobarometer: quasi un intervistato su due vorrebbe meno immigrati nel proprio Paese

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Quasi un africano su due vorrebbe una riduzione del numero di stranieri che si trasferiscono nel proprio Paese per vivere e lavorare. È quanto emerge da un sondaggio di Afrobarometer condotto tra il 2024 e il 2025 su 50.961 persone in 38 Paesi africani.Il fenomeno delle migrazioni interne al continente africano riceve spesso meno attenzione rispetto ai flussi diretti verso l’Europa, nonostante una parte consistente della mobilità africana avvenga proprio tra Paesi del continente, in particolare verso gli Stati che offrono maggiori opportunità economiche e occupazionali.Secondo i risultati dell’indagine, resi pubblici il 3 settembre, il 49% degli intervistati vorrebbe che il proprio Paese accogliesse meno stranieri intenzionati a trasferirsi e a cercare lavoro, mentre il 15% sarebbe favorevole a un loro aumento.I dati mostrano quindi un atteggiamento prevalentemente prudente o contrario all’aumento dell’immigrazione, anche se questo non si traduce automaticamente in ostilità nei confronti di persone appartenenti ad altre etnie o religioni. Le risposte raccolte da Afrobarometer evidenziano infatti differenze tra l’atteggiamento verso la diversità sociale e quello nei confronti delle politiche migratorie.Il sondaggio mette inoltre in luce la rilevanza attribuita all’identità nazionale e alla cittadinanza. In diversi Paesi la presenza di lavoratori stranieri viene percepita con preoccupazione, soprattutto quando è associata alla competizione per l’occupazione e per le risorse economiche.Il quadro che emerge ridimensiona quindi l’idea di un continente necessariamente più aperto alla mobilità transfrontaliera. Anche in Africa, come avviene in altre aree del mondo, l’immigrazione rappresenta un tema capace di alimentare preoccupazioni economiche, sociali e identitarie e di incidere sul dibattito politico interno.