Guida sotto effetto di cannabis, il giudice lo lascia andare. «Gli serve per i tic», i problemi di salute e la sentenza che non si ripeterà

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Per questa volta il giudice gli ha dato ragione, ma se dovesse ricapitare potrebbe non andargli allo stesso modo. Un uomo di 55 anni della provincia di Firenze, fermato al volante dopo aver assunto cannabis, è stato assolto in rito abbreviato per la particolare tenuità del fatto. Come riporta La Nazione, l’uomo soffre della sindrome di Tourette e segue una terapia a base di marijuana per tenere sotto controllo i tic motori e vocali. Nelle motivazioni, però, il gip Fabio Gugliotta ha precisato che la cura non autorizza a mettersi alla guida. In caso di nuovo episodio, il 55enne rischierebbe le sanzioni previste dal Codice della strada.Cosa è successo durante il controllo dei carabinieri in MugelloLa vicenda risale alla mattina del 25 luglio 2025, quando una pattuglia dei carabinieri ferma l’automobilista in Mugello. Durante l’accertamento l’uomo appare molto agitato, con le mani che tremano e la voce incerta, mentre dall’abitacolo arriva un intenso odore di cannabis. I militari perquisiscono prima l’auto e poi uno zaino, dove trovano due bustine con infiorescenze di marijuana.Il decreto penale di condanna e l’opposizione della difesaLa Procura emette un decreto penale di condanna, ma il 55enne, difeso dall’avvocato Francesco Ceccherini, presenta opposizione e deposita la documentazione medica sulla sua patologia. Dagli atti risulta che è affetto dalla sindrome di Tourette, un disturbo neurologico che provoca tic motori e vocali involontari, in grado di manifestarsi anche mentre è al volante. Per gestirli, il suo piano terapeutico prevede farmaci a base di cannabis assunti tramite decotti e inalazioni. L’uomo ha inoltre spiegato di aver fatto uso di cannabis la sera prima del controllo, mentre si trovava a casa di un’amica: secondo la difesa, è questo a giustificare l’esito positivo del test antidroga.Il processo con rito abbreviato e la decisione del gipNel giudizio celebrato con rito abbreviato, nelle scorse settimane, la Procura aveva chiesto la condanna dell’imputato. Il gip ha invece scelto una strada diversa, disponendo l’assoluzione per particolare tenuità del fatto e chiudendo così il procedimento a favore del 55enne.Cannabis terapeutica e guida: cosa dice la sentenzaNelle motivazioni il giudice ha però fissato un principio che suona più come un monito per il futuro: l’uso lecito di stupefacenti a scopo terapeutico non si traduce in un via libera automatico alla guida. «La possibilità di lecita assunzione per fini terapeutici di stupefacenti non implica la possibilità di condurre veicoli», si legge nel provvedimento. Per il gip, inoltre, l’assunzione per motivi di cura «non è una causa di giustificazione che esime dal rispetto della legge». Se l’uomo tornasse a guidare dopo aver preso la sostanza, e ne ricorressero i presupposti, potrebbe quindi essere sanzionato di nuovo.L'articolo Guida sotto effetto di cannabis, il giudice lo lascia andare. «Gli serve per i tic», i problemi di salute e la sentenza che non si ripeterà proviene da Open.