Nucleare, quanto ci è costato l’ambientalismo da salotto

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Circa 500.000 anni fa (anno più, anno meno) in seguito ad un violento temporale un albero fu colpito da un fulmine e si svilupparono fiamme altissime che attirarono l’attenzione degli ominidi presenti in quel villaggio! Oppure, forse, fu a causa di una colata di lava incandescente fuoriuscita dal cratere di un vulcano. Fu così, forse, che l’«homo erectus» scoprì il fuoco. Molti uomini – avvicinandosi a questa nuova e sconosciuta “cosa” – ovviamente perirono e arsero vivi. Poi c’è chi si avvicinò e lo osservò con cautela e fu anche capace di mantenerlo vivo e riprodurlo. Grazie all’intraprendenza di quell’uomo coraggioso l’uso del fuoco è stato fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana per ripararsi dal freddo e difendersi dagli animali (e – non ultimo – intorno alla fiamma, gli uomini rafforzavano i loro rapporti, ponendo le basi delle prime comunità!).Senza l’intraprendenza (e l’ostinazione!) di qualche uomo che intuì l’utilità del fuoco, ancora adesso saremmo all’epoca della pietra! Ed ho capito così che i nostri avi di 500000 anni fa, nella loro totale ignoranza e incultura, erano decisamente più saggi di noi. Non si lasciarono spaventare dalle fiamme di un incendio. Capirono l’importanza del fuoco che, come tante altre cose, può avere un aspetto negativo.Non proprio come quando, quasi 40 anni fa, l’8 novembre 1987, l’88% degli Italiani, ipnotizzati dalle eco-cassandre, disse NO al referendum sulle centrali nucleari, togliendo di fatto al nostro paese un primato tecnologico. Pare che ora l’Italia con l’approvazione definitiva al Senato della legge delega sul nucleare sostenibile torni a parlare seriamente di energia nucleare.A questo punto voglio dire la mia opinione che serbo dentro da più di trent’anni! Tra 2/3000 anni negli e-book di storia i ragazzi del LI° secolo leggeranno che gli italiani del XX secolo, per ignoranza e paura non riuscirono a cogliere l’utilità dell’energia nucleare spaventati da alcuni incidenti di percorso dovuti non all’energia nucleare in sé ma ad eventi esterni quali terremoti e tsunami.Leggi anche:Nucleare, l’Italia torna al futuroAvere la botte piena e la moglie ubriaca è stato il sogno dell’umanità fin dall’alba dei tempi! Vorremmo sempre avere tutti i privilegi e le comodità senza rinunciare a niente… (eppure già i Latini ci avvisavano che «ubi commoda, ibi est incommoda!»). «NO AL NUCLEARE!» hanno sempre urlato i filo(pseudo)ambientalisti, ed ora giustamente, ci ritroviamo ad importare dalla Francia e dalla Svizzera cospicue quantità di energia elettrica (quella francese, ironia della sorte, di natura nucleare!!).Ed è per questo stesso motivo che la notte del 28 settembre 2003 tutta l’Italia si è ritrovata al buio per oltre 24 ore. Fu il più grave evento in tal senso nella storia d’Italia. Il fenomeno causò ingenti disagi: l’interruzione dei trasporti (tra cui aeroporti e ferrovie), lo spegnimento dei semafori e il blocco degli ascensori, le persone rimaste chiuse all’interno richiesero l’intervento dei vigili del fuoco! Parte della colpa è inequivocabilmente anche delle campagne catastrofiste antinucleari di un certo tipo d’ambientalismo…Se facessimo un sondaggio chiedendo cosa evoca il termine “nucleare”, sentiremo associare immediatamente quella parola a due nomi: Hiroshima e Chernobyl. Il nucleare purtroppo non è collegato, nell’immaginario collettivo, ad una grande conquista di civiltà, bensì a queste due terribili catastrofi. Basterebbe aprire un buon libro di Storia per scoprire che entrambe sono state causate dalla violenza politica. Hiroshima e Chernobyl sono i più assurdi insulti alla Scienza.Sono arrivato a queste deduzioni sulla base della documentazione raccolta – …alla fine del secolo scorso – per la mia tesi di laurea sul tema «Ambiente e tasse ambientali» ho potuto constatare tante storture ed incongruenze. E queste mie affermazioni non sono solo miei vaneggiamenti, visto che sono suffragate da un grande scienziato quale il prof. Tullio Regge (nota per i non addetti ai lavori: è stato insignito del premio Einstein per la fisica!) che indica come unica via per il futuro dell’energia quella del nucleare… «Il nucleare – disse il prof. Regge – è un anello fondamentale nella catena energetica, ed in Italia è un anello mancante di cui pagheremo le conseguenze in futuro!».Aggiungo il parere di un altro fra i più grandi scienziati che il mondo della Scienza ci invidia: il prof. Antonino Zichichi. Leggendo i suoi libri si può scoprire cosa successe – da un punto di vista tecnico – a Chernobyl. Gli ingegneri della centrale nucleare Lenin di Chernobyl volevano realizzare un esperimento mai fatto prima per dimostrare al mondo intero la loro eccellente scienza: staccare tutti i dispositivi di sicurezza dei reattori.Il 26 Aprile 1986, la situazione sfuggì loro di mano ed in piena notte, all’1:23’58”, il reattore “4” della centrale nucleare saltò in aria facendo uscire una radioattività equivalente a dieci volte quella sprigionata ad Hiroshima e inquinando una superficie pari a cinque milioni di ettari. In poco tempo. Il prof. Antonino Zichichi ci spiegò che «un reattore nucleare è come un elefante. Funziona bene se lo si lascia andare alla sua velocità naturale. Il pericolo inizia quando lo si vuol far correre o andare troppo lentamente». Purtroppo questo fatto ha creato nell’opinione pubblica di allora un’idea totalmente negativa del nucleare e quel maledetto 8 novembre 1987, l’88% degli Italiani disse NO al referendum sulle centrali nucleari!Questa scelta popolare ha tolto al nostro paese un primato tecnologico: la sicurezza delle nostre centrali nucleari aveva raggiunto livelli tra i più alti. Non eravamo secondi a nessuno. L’incidente del reattore “4” nella centrale Lenin di Chernobyl è costato all’Italia decine di migliaia di miliardi, per via dei disinvestimenti sul “nucleare pacifico” che fu smantellato. Mille miliardi sono stati bruciati subito. Ma il totale raggiunge circa centoventuno mila miliardi di lire. Ve lo scrivo in numero: 121.000.000.000.000 £. Ecco quanto c’è costato il NO al referendum!Faccio un salto indietro con la macchina del tempo: l’Inghilterra fu il primo paese «elettrificato» al mondo, e, per promozione, venne offerto a tutte le famiglie l’impianto di luce gratis e un anno senza bollette. Bene, la metà della popolazione respinse l’offerta per la paura della novità. Questa notizia ci farà senz’altro sorridere, esattamente come tra 300 anni rideranno dei risultati del referendum sul nucleare, in Italia, pilotati sull’onda emotiva di Chernobyl!!Basterebbe poi ricordare che le centrali nucleari francesi distano 1 ora di strada dal confine italiano… e che noi dipendiamo – energeticamente parlando – da quelle centrali, come è stato dimostrato dal black-out di qualche tempo fa… Alle opinioni di scienziati a favore del nucleare (Regge, Zichichi, Rubbia) aggiungo ora quelle di James F. Lovelock, famoso biologo e fra i “guru” più ascoltati del movimento ambientalista, nonché autore dell’«Ipotesi Gaia» secondo cui la Terra è considerata come un organismo vivente.«Solo l’energia nucleare può salvare il mondo dal surriscaldamento – affermò trent’anni fa il dott. Lovelock –. Un ricorso intensivo dell’energia nucleare preverrà un futuro apocalittico nel quale il Polo Nord sarà ridotto a poco più di un gigantesco iceberg e la Foresta Amazzonica sarà sommersa dalle acque». Un’altra punta di diamante è Bjørn Lomborg, professore di statistica presso l’università di Aarhus in Danimarca, nonché (ex) ambientalista militante di Greenpeace, quindi un vero ambientalista D.O.C.Bjørn Lomborg nel suo “The Skeptical environmentalist” (L’ambientalista scettico) edito in Italia per i tipi della Mondadori, dopo aver raccolto una quantità impressionante di dati, accusò scienziati ed organizzazioni ambientaliste di esagerare e creare falsi allarmi: “l’aumento di popolazione, ad esempio, non pone problemi; l’acqua potabile è abbondante; la deforestazione e l’estinzione delle specie sono sovrastimate; la lotta all’inquinamento è stata vinta; infine, invece di combattere una costosissima battaglia contro il riscaldamento globale, di cui non ci sono prove, è meglio spendere quei soldi per costruire ospedali e quant’altro”. Conclusione: molto rumore per nulla.Ecco che la volontà popolare (ovvero il referendum sul nucleare) ha tagliato fuori l’Italia dal club dei paesi con tecnologie nucleari pacifiche molto avanzate. Questa auto-esclusione resta un assurdo storico!!Non possiamo infine dimenticare che la scoperta dell’energia nucleare a scopi di pace è nata dal cervello di un grande scienziato italiano: Enrico Fermi. Coloro che hanno demonizzato (spesso senza la giusta competenza tecnica!) la Tecnologia Nucleare pacifica avranno un posto sicuro tra i peggiori nemici non soltanto dell’indipendenza energetica nazionale ma anche della nostra prosperità.Vincenzo Mangione, 24 settembre 2026Ps: e come ciliegina sulla torta suggerirei al governo di fissare per l’8 novembre la “giornata nazionale contro l’ottusità ideologica”L'articolo Nucleare, quanto ci è costato l’ambientalismo da salotto proviene da Nicolaporro.it.