SAN PAOLO — Un punto. Quarantasei contro 45, dentro un margine d’errore di due. È la distanza che separa Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, presidente in carica al quarto mandato, da Flávio Bolsonaro, 45, senatore di Rio de Janeiro e figlio dell’ex presidente in carcere, nel sondaggio BTG Pactual/Nexus pubblicato lunedì 21 settembre e ripreso da Reuters: a meno di due settimane dal primo turno del 4 ottobre, la corsa alla presidenza del Brasile è un pareggio.Il dato nuovo non è l’equilibrio, ma la sua tenuta. Una settimana fa lo stesso istituto dava 47 a 46; Datafolha, il 17 settembre, 46 a 44, «pareggio tecnico»; AtlasIntel, lo stesso giorno, ha messo addirittura Bolsonaro avanti di quattro decimali, 47,2 contro 46,8. Al primo turno Lula resta primo (40 contro 37 per BTG, con lo scrittore Augusto Cury al 6 e il governatore di Goiás Ronaldo Caiado al 5), ma nessuno si avvicina al 50% dei voti validi che eviterebbe il ballottaggio del 25 ottobre. A inizio settembre il figlio di Bolsonaro ha rimontato un divario di 4,5 punti; da allora la forbice non si è più aperta.Chi è il candidato che tiene testa al presidente più votato della storia brasiliana? Avvocato, quattro mandati da deputato statale a Rio dal 2002, una sconfitta alle comunali del 2016, Flávio Bolsonaro è stato investito dal padre con un post del 5 dicembre 2025: la foto di un bacio sulla testa di Jair, «il più grande leader politico e morale», e la «missione di portare avanti il nostro progetto nazionale». Jair Bolsonaro, condannato a settembre 2025 a 27 anni per il complotto per rovesciare l’esito del voto del 2022, è detenuto da novembre e ineleggibile fino al 2030. Ha sempre negato di aver orchestrato un colpo di Stato: in aula ha ammesso di aver studiato «alternative» previste dalla Costituzione, stato d’assedio compreso.Il padre in un video artificialeAlla convenzione del Partito liberale, a San Paolo il 25 luglio, c’erano circa 500 persone, pochi dirigenti di peso e un’assenza: quella di Michelle Bolsonaro, matrigna del candidato e riferimento dell’elettorato evangelico. Il padre, che non può parlare in pubblico, è comparso in un video generato con l’intelligenza artificiale. «Sarete voi a mettermi la fascia presidenziale l’anno prossimo», ha detto Flávio dal palco; «è l’inizio delle battaglie più difficili della nostra vita». Il programma si chiama «Brasil sem Medo», Brasile senza paura: carceri di massima sicurezza, pene più dure, sostegno alla scelta di Washington di classificare come terroristi i gruppi criminali brasiliani.Il nome sulla scheda è quello del figlio, ma la posta è la sentenza del padre. Lo ha detto senza giri di parole il fratello Eduardo, deputato federale, a Fox News in febbraio: «Ora ho un solo ruolo: eleggere Flávio Bolsonaro, e lui concederà la grazia a Jair». Eduardo, a sua volta, è rinviato a giudizio dalla Corte suprema per ostruzione alla giustizia.Ed è la Corte, il Supremo Tribunal Federal — la Consulta e la Cassazione brasiliane insieme —, il terreno su cui la campagna è scivolata nelle ultime settimane. Sedute annullate, giudici che si cancellano a vicenda le decisioni, sospetti di corruzione e di interferenze della polizia su più membri: una crisi che l’Associated Press definisce «senza precedenti». Lo scandalo del banchiere Daniel Vorcaro tocca entrambe le campagne e sfiora Alexandre de Moraes, il giudice relatore della condanna di Bolsonaro, colpito nel 2025 da sanzioni e revoca del visto da parte dell’amministrazione Trump. Oggi la Corte è convocata per decidere se aprire un’indagine per corruzione su uno dei suoi membri. Intanto la corruzione è risalita tra le priorità degli elettori.Flávio Bolsonaro accusa il Supremo Tribunale di perseguitare la sua famiglia. Il campo di Lula, che non ha commentato il sondaggio di lunedì, batte da un anno sul tasto della sovranità nazionale: «Non siamo e non saremo mai più la colonia di nessuno», disse il presidente quando Donald Trump impose dazi al 50% sull’export brasiliano citando il processo a Bolsonaro; i dazi furono in gran parte ritirati dopo l’incontro tra i due in Malaysia, nell’ottobre 2025, poi in parte reintrodotti nel 2026. Il 52% dei brasiliani, secondo un rilevamento citato dal think tank statunitense Americas Society/Council of the Americas, è convinto che Trump agisca per favorire il figlio dell’ex presidente.Venerdì 11 settembre Flávio era in una fabbrica di motociclette Honda della Zona franca di Manaus, in Amazzonia; due giorni dopo Lula riceveva una marcia in suo sostegno a Brasília. Ma il dato che nessun sondaggio riesce a spostare è un altro: circa un brasiliano su due dichiara che non voterebbe mai né per l’uno né per l’altro.