SOLO SU GR | Roma, una certezza dopo l’altra: ossatura top grazie a un progetto vincente

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C’è una differenza enorme tra fare mercato e costruire una squadra. Comprare tanti giocatori non significa necessariamente diventare più forti. A volte significa semplicemente cambiare. Smontare, rimontare, ricominciare. La Roma, invece, sembra finalmente aver imboccato un’altra strada: conservare ciò che funziona e aggiungere qualità senza perdere quella già acquisita.Era, in fondo, ciò che chiedeva Gian Piero Gasperini. Non una rivoluzione permanente, non dieci facce nuove ogni estate, ma una squadra con una propria ossatura sulla quale intervenire chirurgicamente. Due, tre, quattro giocatori alla volta. Possibilmente forti. Possibilmente già pronti. Soprattutto capaci di diventare a loro volta nuovi punti fermi. Ed è qui che si trova forse la differenza più importante tra questa Roma e molte di quelle che l’hanno preceduta.Per anni i giallorossi hanno avuto giocatori di alto livello, a volte persino campioni, ma troppo spesso la squadra è rimasta appesa al rendimento di pochissimi uomini. Ne mancavano uno o due e improvvisamente mancava tutto: qualità, personalità, capacità di risolvere le partite. Oggi non è più così.Svilar è diventato una certezza assoluta tra i pali. Ndicka è ormai un riferimento della difesa. Mancini, nonostante qualche errore commesso in questo avvio di stagione, resta uno dei leader della squadra per presenza, esperienza e personalità. Wesley ha guà compiuto un salto evidente. Koné è uno dei giocatori sui quali si può costruire il presente e il futuro. Dybala resta il talento capace di cambiare il corso di una partita con una giocata. Malen ha finalmente consegnato alla Roma ciò che mancava da tempo: un attaccante che trasforma con continuità la produzione offensiva in gol. E accanto a loro ci sono giocatori giovani dal talento assicurato, da far crescere senza troppe pressioni sotto la guida sapiente di Gasp.La vera novità, però, è che a queste certezze la Roma ne sta aggiungendo altre. Leonardo Balerdi è arrivato nelle ultime ore del mercato e ha impiegato pochissimo per far capire perché Gasperini lo volesse. Difende in avanti, corre all’indietro, accetta il duello, ha personalità nell’impostazione. È presto per trasformare tre partite in una sentenza, ma la sensazione è che la Roma possa aver trovato non semplicemente un’alternativa, bensì un altro potenziale pilastro.Molina racconta la stessa filosofia da un’altra prospettiva. Non è arrivato per riempire una casella numericamente vuota. È un campione del mondo, un giocatore abituato ai grandi palcoscenici, che dopo qualche settimana necessaria per ritrovare la condizione sta dimostrando di poter partire titolare senza che nessuno debba considerarlo una soluzione d’emergenza. Gasperini lo ha utilizzato persino sulla fascia opposta e contro l’Inter è arrivato anche l’assist per il primo gol di Koné.Lo stesso discorso vale per De Roon. Non sarà l’acquisto che incendia una piazza ad agosto, ma è stato capitano, leader e uomo fondamentale dell’Atalanta di Gasperini. Conosce ciò che vuole l’allenatore prima ancora che venga spiegato e, dentro una stagione da cinquanta partite, avere un giocatore del genere significa possedere un’altra certezza a cui aggrapparsi quando arriveranno stanchezza, infortuni e rotazioni.È questo il punto. La Roma non sta semplicemente aumentando il numero dei calciatori. Sta aumentando il numero delle certezze. E le due cose sono profondamente diverse. Il mercato estivo non è stato perfetto. È mancato proprio quel colpo offensivo che Gasperini aveva inseguito per mesi: un giocatore capace di partire dal centrosinistra, rientrare sul destro, creare superiorità e aggiungere un altro livello di imprevedibilità alla trequarti. La Roma ci ha provato fino alla fine senza riuscire a chiudere l’operazione. Quel tassello resta scoperto e probabilmente tornerà ad essere una priorità. Ma proprio questo racconta quanto sia cambiata la prospettiva. Non c’è più una squadra da rifare. C’è una squadra da completare. Ed è una differenza enorme.Il lavoro delle prossime sessioni dovrebbe essere esattamente questo: trattenere quei giocatori che stanno dando identità alla Roma; verificare se Balerdi, Molina e aggiungere ancora uno o due elementi dello stesso livello. Un esterno offensivo. Magari domani un altro centrocampista. Poi ciò che servirà in base all’evoluzione della squadra. Un pezzo alla volta, senza togliere quelli che reggono già la costruzione.È così che aumenta davvero la competitività. Non perché tutti i giocatori siano uguali, perché non lo sono e Gasperini lo sa benissimo. Ma perché quando viene a mancare uno dei migliori, la Roma oggi può ancora guardarsi intorno e trovare altri cinque, sei, sette calciatori capaci di assumersi responsabilità. Prima l’assenza di un big rischiava di cambiare la squadra. Adesso l’obiettivo è arrivare al punto in cui un’assenza cambi soltanto un interprete. È questo, probabilmente, il progetto più interessante che sta prendendo forma a Trigoria. Gasperini non voleva una Roma nuova ogni estate. Voleva una Roma sempre più forte dello stesso nucleo iniziale. Tenere le certezze. Aggiungerne altre. E non ripartire più da zero. Le grandi squadre, in fondo, si costruiscono soprattutto così.Giallorossi.net | Andrea FioriniL'articolo SOLO SU GR | Roma, una certezza dopo l’altra: ossatura top grazie a un progetto vincente proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.