DERA ISMAIL KHAN — Nel nord-ovest del Pakistan i fronti si sommano l’uno all’altro: i raid oltre confine in Afghanistan, gli scontri notturni al valico del Balochistan, la capitale chiusa dentro una muraglia di container. E oggi l’attentato più sanguinoso della settimana. Un kamikaze ha lanciato un veicolo carico di esplosivo contro un posto di blocco della polizia sulla strada che collega Dera Ismail Khan a Quetta, nel distretto di Dera Ismail Khan, provincia di Khyber Pakhtunkhwa: almeno 12 morti e almeno 30 feriti, secondo il bilancio fornito dalla polizia ad Al Jazeera. Il primo conteggio parlava di 7 agenti uccisi e 20 feriti; il numero è salito nel giro di poche ore.Il capo della polizia del distretto, Safdar Baloch, ha detto che la maggior parte dei morti e dei feriti sono membri delle forze di sicurezza e passanti; tra i feriti ci sono poliziotti, personale della dogana e due civili. Il servizio pubblico di soccorso — l’equivalente del nostro 118 — conta tra gli undici corpi recuperati in un primo momento otto uomini, due donne e un bambino; le sue squadre sono partite dalla stazione di Darazinda. Il posto di blocco è quello di Aman Mela, tra Mughal Kot e Darazinda, a pochi chilometri dal confine con il Balochistan. Sul posto lavorano gli artificieri.La rivendicazione è arrivata a nome del Tehreek-e-Taliban Pakistan, i talebani pakistani, riferisce Associated Press; già nelle prime ore i sospetti della polizia si erano indirizzati sul gruppo, che dal 2007 combatte lo Stato pakistano muovendosi lungo la frontiera afghana. Il governo di Islamabad non ha commentato oltre i dati della polizia. Da Kabul, per ora, nessuna reazione all’attentato.I raid su Kandahar e KhostL’attacco cade a due giorni dai raid aerei e con droni che l’aviazione pakistana ha condotto giovedì 24 settembre su 10 località in Afghanistan. Il portavoce del governo talebano, Zabihullah Mujahid, ha detto che sono state colpite le province di Kandahar, Paktia e Khost, con 4 civili uccisi, e ha promesso una «risposta appropriata». Il ministro dell’Informazione pakistano, Attaullah Tarar, ha definito i raid una reazione a una «deliberata e illegale incursione in Pakistan mediante droni». I talebani negano di aver lanciato droni.Venerdì Islamabad ha annunciato di aver ucciso almeno 13 talebani afghani in scontri notturni nel settore di Gulistan, in Balochistan, respingendo quella che l’agenzia statale Associated Press of Pakistan ha chiamato una «tentata aggressione afghana». Kabul nega di aver subito perdite. Domenica scorsa, sempre Mujahid aveva denunciato su X bombardamenti pakistani su «aree civili» nelle province di Kunar e Paktika, con 3 morti; Islamabad parla di rifugi e campi di addestramento. Dietro tutto c’è la stessa accusa: il Pakistan sostiene che l’Afghanistan ospiti i talebani pakistani, Kabul risponde che l’insorgenza è un problema interno del vicino. Sono i combattimenti peggiori dal febbraio 2026 e Cina, Turchia, Qatar e Arabia Saudita stanno tentando una mediazione.Il checkpoint di Aman Mela sta esattamente dove la crisi si è spostata: sulla strada che lega le due province di confine con l’Afghanistan, mentre lo Stato tiene 22.000 agenti fermi attorno alla capitale. Da giovedì Islamabad è chiusa da container disposti su doppia fila — oltre 2.000 in città e al ponte di Attock — con la strada per Peshawar, la superstrada verso Dera Ismail Khan, la Hazara motorway e la Grand Trunk Road sbarrate. Il motivo non è il confine ma la politica interna: il Pakistan Tehreek-e-Insaf, il partito dell’ex premier Imran Khan (73 anni, in carcere dall’agosto 2023), aveva convocato per domenica una marcia sulla capitale, oggi rinviata dagli organizzatori all’inizio di ottobre.Nel frattempo la polizia del Punjab ha arrestato le tre sorelle di Khan — Aleema Khan, Uzma Khan e Noreen Niazi — con un’ordinanza di ordine pubblico, e il partito conta «quasi 1.500» attivisti detenuti. Per Babu Ram Pant, di Amnesty International, colpire familiari e militanti è «una flagrante violazione dei loro diritti alla libertà, di espressione, di associazione e di riunione pacifica». Il Khyber Pakhtunkhwa, la provincia dell’attentato, è governato proprio dal partito di Khan, con Sohail Afridi. Kabul deve ancora dire in che cosa consista la «risposta appropriata» promessa giovedì; Islamabad, intanto, non ha tolto un container dalle strade.