Cina, tre satelliti Diting-01 per localizzare dallo spazio le emissioni radio

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La Cina ha avviato con il lancio di tre satelliti Diting-01 lo sviluppo di una nuova costellazione in orbita terrestre bassa destinata alla rilevazione e localizzazione delle emissioni radio. Il progetto dovrebbe arrivare a comprendere sessanta satelliti e presenta applicazioni civili, commerciali e potenzialmente militari.Il principio utilizzato consiste nell’osservare una stessa emissione elettromagnetica da differenti posizioni e determinarne la provenienza attraverso l’analisi delle differenze nei tempi e nelle frequenze di arrivo del segnale.A differenza dei satelliti ottici, questi sistemi non devono necessariamente ottenere un’immagine dell’obiettivo. Possono individuarne l’attività attraverso radar, comunicazioni, trasmissioni satellitari o apparati destinati alla guerra elettronica.La capacità assume particolare importanza in campo marittimo. Una nave militare può disattivare il sistema automatico di identificazione, riducendo la propria visibilità sulle normali reti di monitoraggio, ma l’utilizzo di radar e sistemi di comunicazione continua a generare emissioni potenzialmente rilevabili.Lo stesso principio può essere applicato a installazioni terrestri, batterie antiaeree, centri di comando mobili e apparati di disturbo. Anche un’attivazione relativamente breve può fornire informazioni sulla posizione approssimativa della sorgente e permettere di indirizzare verso l’area altri strumenti di osservazione.Il valore militare della tecnologia dipende soprattutto dall’integrazione con altri sensori. Una localizzazione ottenuta attraverso le emissioni radio può essere verificata mediante satelliti ottici o radar, ricognizione aerea e altre fonti di intelligence.Questa capacità può assumere particolare rilevanza per le forze missilistiche cinesi. Pechino dispone di sistemi antinave a lungo raggio, tra cui DF-21 e DF-26, ma l’impiego contro unità navali in movimento richiede informazioni aggiornate sulla posizione degli obiettivi.Una costellazione per la rilevazione radio potrebbe contribuire alla prima fase del processo di individuazione. Altri sistemi potrebbero successivamente confermare l’identità e la posizione del bersaglio, mentre le reti di comunicazione e il sistema satellitare BeiDou potrebbero contribuire alla distribuzione delle informazioni alle unità operative.Il singolo rilevamento radio non offre necessariamente una precisione sufficiente per l’impiego diretto di un’arma. La sua utilità aumenta però quando viene combinato con immagini satellitari, radar e altre informazioni provenienti dal campo di battaglia.In questo modo la costellazione potrebbe contribuire a ridurre il tempo necessario per individuare, identificare e seguire un potenziale bersaglio, elemento sempre più importante nelle operazioni militari contemporanee.Un’eventuale crisi attorno a Taiwan rappresenta uno degli scenari nei quali capacità di questo tipo potrebbero assumere maggiore importanza. Il monitoraggio delle emissioni consentirebbe di osservare l’attività dei radar, individuare alcune installazioni di difesa aerea e seguire le trasmissioni provenienti dalle unità navali.Anche prima dell’inizio di eventuali ostilità, variazioni nell’attività elettromagnetica potrebbero fornire indicazioni sui movimenti delle forze. L’accensione di radar normalmente inattivi, un aumento delle comunicazioni militari o l’attivazione di reti d’emergenza possono infatti segnalare cambiamenti nella postura operativa.La raccolta sistematica di questi dati permette inoltre di ricostruire il cosiddetto ordine di battaglia elettronico, individuando frequenze, caratteristiche delle emissioni e possibili collegamenti tra differenti sistemi.Le stesse capacità potrebbero essere utilizzate nel Mar Cinese Meridionale, nel Mar Cinese Orientale e nell’Oceano Indiano, aree nelle quali Pechino mantiene un crescente interesse per il monitoraggio delle attività navali e la sicurezza delle proprie rotte commerciali ed energetiche.StarRF presenta il progetto anche come un’infrastruttura commerciale destinata alla sicurezza marittima, alla gestione dello spettro radio, ai trasporti, alle emergenze e alla pubblica sicurezza.Si tratta di applicazioni civili effettive, ma la tecnologia presenta una natura intrinsecamente duale. Un sistema capace di individuare una nave impegnata nella pesca illegale può, con modalità differenti, contribuire anche alla localizzazione di un’unità militare. Analogamente, una tecnologia destinata a identificare interferenze nelle telecomunicazioni può rilevare attività di guerra elettronica.La Cina non è l’unico Paese a sviluppare queste capacità. La statunitense HawkEye 360 utilizza una costellazione di satelliti per individuare e analizzare segnali radio, fornendo servizi anche a governi e organizzazioni impegnate nei settori della sicurezza e della difesa. La francese Unseenlabs ha sviluppato tecnologie spaziali dedicate soprattutto alla localizzazione delle emissioni provenienti dalle unità navali.Con Diting-01 Pechino punta quindi a rafforzare la propria presenza in un settore nel quale le imprese occidentali hanno sviluppato negli ultimi anni importanti capacità commerciali.Il progetto presenta anche una dimensione economica. Una costellazione composta da decine di satelliti potrebbe vendere non soltanto dati grezzi, ma servizi elaborati comprendenti localizzazione delle emissioni, classificazione dei segnali e analisi dell’attività elettromagnetica.Paesi interessati alla sorveglianza delle proprie acque territoriali o delle infrastrutture potrebbero così accedere a servizi cinesi senza sviluppare autonomamente costose capacità satellitari.La disponibilità di una rete di sessanta satelliti aumenterebbe la frequenza dei passaggi e la copertura rispetto ai tre apparati iniziali. Rimangono tuttavia sconosciute la precisione effettiva del sistema, le frequenze che può monitorare e la velocità con cui le informazioni possono essere elaborate e trasmesse agli utilizzatori.Esistono inoltre diverse contromisure. Le forze militari possono limitare le emissioni, utilizzare antenne direzionali, ridurre la durata delle trasmissioni, adottare tecniche difficili da intercettare oppure generare segnali ingannevoli.L’individuazione di un’emissione non permette inoltre di identificare automaticamente con certezza il mezzo o l’installazione che l’ha generata. La fusione con altri sensori rimane quindi essenziale.I tre Diting-01 rappresentano per questo soprattutto l’inizio di una capacità più ampia. Il valore operativo del progetto potrà essere valutato meglio con l’espansione della costellazione e con la sua integrazione nelle altre reti cinesi di osservazione, comunicazione e navigazione.Il programma conferma comunque la crescente importanza dello spettro elettromagnetico nelle operazioni militari. Satelliti di questo tipo non costituiscono autonomamente sistemi d’arma, ma possono contribuire alla rete di sensori necessaria per individuare e seguire potenziali obiettivi e fornire informazioni alle forze operative.