Balcanica, il film con Matilda De Angelis: la musica oltre ogni confine

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Ci sono storie in cui la musica non rappresenta soltanto un linguaggio universale, ma diventa qualcosa di molto più essenziale: una ragione per resistere, partire e immaginare un futuro diverso. È da questa prospettiva che prende forma Balcanica, l’opera prima di Nicola Sorcinelli, interpretata da Matilda De Angelis, Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano, in arrivo nelle sale italiane dall’8 ottobre 2026 con Fandango Distribuzione.Presentato in concorso alla 23ª edizione delle Giornate degli Autori, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film ha conquistato il Premio del Pubblico delle Giornate degli Autori e il Premio Internazionale Carlo Lizzani – Film 2026.Due riconoscimenti che accompagnano l’esordio di Sorcinelli e accendono l’attenzione su un racconto capace di intrecciare migrazione, affetti familiari e libertà artistica. Al centro, infatti, non c’è soltanto il viaggio di chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese, ma anche una domanda profondamente umana: cosa resta di noi quando ci viene impedito di fare ciò che amiamo?Il regista Nicola Sorcinelli – Credits foto: Alessandro Cantarini – pressmaterial.labiennaleOscar 2027, L’Estranea di Paolo Strippoli rappresenterà l’ItaliaBalcanica, la trama del film: dall’Afghanistan all’Italia per tornare a suonareLa storia prende avvio in Afghanistan, dove la musica viene messa al bando e la vita di due uomini cambia improvvisamente. Nazar è un direttore d’orchestra, mentre suo figlio Jalil è un giovane suonatore di tuba. Per entrambi, la musica rappresenta molto più di una professione o di una passione: è parte della loro identità, un linguaggio attraverso cui esprimersi e riconoscersi.Quando questa libertà viene loro sottratta, padre e figlio sono costretti ad abbandonare tutto ciò che conoscono e intraprendere un viaggio verso l’Italia, attraversando la rotta balcanica. La speranza è trovare un luogo in cui poter tornare a suonare, ma il cammino è segnato dall’incertezza, dalle difficoltà e dalla necessità di confrontarsi con una realtà completamente diversa da quella lasciata alle spalle. Durante il percorso incontrano Greta, una dottoressa italiana che diventa parte della loro storia. L’incontro tra i tre protagonisti apre una nuova dimensione narrativa, nella quale le scelte individuali finiscono per intrecciarsi e influenzare reciprocamente le loro vite.È proprio attraverso questa relazione che Balcanica sembra voler spostare l’attenzione dalla migrazione intesa esclusivamente come fenomeno collettivo alle persone che la attraversano, con i loro desideri, le paure e le aspirazioni. Perché prima ancora di essere migranti, Nazar e Jalil sono un padre e un figlio. Due musicisti che non chiedono altro che poter continuare a essere sé stessi.Matilda De Angelis in Balcanica: il ruolo di Greta e il valore dell’incontroNel cast di Balcanica spicca Matilda De Angelis, chiamata a interpretare Greta, la dottoressa italiana che incrocia il cammino dei due protagonisti. La sua presenza introduce un elemento importante nel racconto: l’incontro tra persone provenienti da esperienze e contesti differenti, che si ritrovano a condividere un percorso senza sapere quali conseguenze avrà sulle rispettive vite. Greta non è soltanto una figura che entra nella storia di Nazar e Jalil. Il suo arrivo contribuisce a trasformare il viaggio in un’esperienza condivisa, nella quale ciascuno è chiamato a confrontarsi con decisioni capaci di modificare il proprio futuro.Accanto a De Angelis troviamo Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano, interpreti di un progetto che affida alla dimensione umana il compito di raccontare temi complessi e profondamente contemporanei. La scelta di partire da una vicenda familiare permette al film di affrontare il tema della migrazione senza ridurlo a una successione di eventi drammatici. Il rapporto tra padre e figlio diventa il punto attraverso cui osservare la perdita, la separazione e la possibilità di ricominciare. Non si tratta semplicemente di raggiungere una destinazione geografica, ma di ritrovare uno spazio in cui la propria identità possa continuare a esistere.Foto: Ufficio StampaOscar 2027, da La Bola Negra a Dune: parte la corsa alle nominationBalcanica premiato a Venezia 2026: i riconoscimenti alle Giornate degli AutoriPrima dell’arrivo nelle sale, Balcanica ha già ottenuto due importanti riconoscimenti durante la Mostra del Cinema di Venezia 2026. Il film è stato presentato in concorso alla 23ª edizione delle Giornate degli Autori, aggiudicandosi il Premio del Pubblico e il Premio Internazionale Carlo Lizzani – Film 2026, riconoscimento collaterale della Mostra ideato dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici.Il Premio del Pubblico assume un significato particolare per un’opera che sceglie di raccontare una vicenda legata a temi sociali attraverso una dimensione intima e familiare. Il rapporto tra Nazar e Jalil, la loro passione condivisa e l’incontro con Greta costituiscono infatti il cuore di una narrazione che cerca un punto di contatto con lo spettatore, andando oltre la rappresentazione della rotta migratoria. Per Nicola Sorcinelli, questi riconoscimenti accompagnano un debutto nel lungometraggio che porta sul grande schermo una storia in cui la musica diventa il filo conduttore di un percorso di trasformazione.Balcanica di Nicola Sorcinelli: la musica come identità e libertàC’è un elemento che rende particolarmente interessante il punto di partenza di Balcanica: i suoi protagonisti non fuggono soltanto da una situazione di pericolo, ma da una realtà che impedisce loro di esprimersi attraverso ciò che amano. La musica, in questo caso, non è un semplice accompagnamento alla storia. È la ragione stessa per cui il viaggio ha inizio. Per Nazar e Jalil, suonare significa conservare un legame con la propria identità e con una vita che rischia di essere cancellata dalle circostanze. Il film introduce così una riflessione sulla libertà artistica, spesso considerata qualcosa di acquisito, ma che può trasformarsi in un diritto negato.La tuba di Jalil e il passato di Nazar come direttore d’orchestra diventano elementi attraverso cui leggere il rapporto tra due generazioni, accomunate dalla stessa passione ma chiamate ad affrontare un futuro sconosciuto. La rotta balcanica, che dà il titolo al film, rappresenta invece lo spazio fisico del cambiamento: un percorso nel quale il desiderio di raggiungere l’Italia si accompagna alla speranza di recuperare una normalità perduta. Ed è forse proprio questo il punto più significativo della vicenda. Per i protagonisti, ricominciare non significa necessariamente inseguire qualcosa di straordinario, ma riconquistare la possibilità di compiere un gesto semplice come suonare uno strumento.Foto: Ufficio StampaTom Cruise irriconoscibile in Digger: i segreti della trasformazioneBalcanica, cast e produzione del film in uscita l’8 ottobreBalcanica segna il debutto alla regia di un lungometraggio di Nicola Sorcinelli, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Andrea Brusa. Il film è una produzione Nightswim e Wildside, società del gruppo Fremantle, realizzata in coproduzione con This and That Productions e Antitalent, in associazione con M74 e Nieminen Film.La direzione della fotografia è affidata a Damjan Radovanović, mentre le scenografie sono firmate da Dragana Baćović e i costumi da Maria Letizia Della Felice. Il montaggio è curato da Ian Degrassi e le musiche originali sono composte da Michele Braga. Un comparto creativo nel quale il lavoro musicale assume inevitabilmente una rilevanza particolare, considerando il ruolo che la musica ricopre nell’intera costruzione narrativa. Le vendite internazionali sono affidate a M-Appeal, mentre la distribuzione italiana è curata da Fandango Distribuzione.Il film arriverà nelle sale italiane giovedì 8 ottobre 2026.Perché Balcanica racconta qualcosa che va oltre il viaggioIn un panorama cinematografico che continua a confrontarsi con il tema delle migrazioni, Balcanica sceglie di partire da una prospettiva precisa: quella di due persone costrette a lasciare il proprio Paese per non rinunciare a una parte fondamentale di sé. Non sono soltanto la distanza percorsa o le difficoltà del viaggio a definire la loro storia, ma ciò che cercano di proteggere lungo il cammino.Il rapporto tra padre e figlio, la musica e l’incontro con Greta diventano così gli elementi di una narrazione che invita a guardare oltre le categorie con cui siamo abituati a interpretare certe vicende. Perché dietro ogni partenza esiste una vita precedente, fatta di abitudini, relazioni e desideri che non scompaiono nel momento in cui si attraversa un confine. Balcanica pone al centro proprio ciò che rischiamo di dimenticare: prima di ogni viaggio c’è una persona, e prima di ogni destinazione c’è qualcosa che si spera di ritrovare. Per Nazar e Jalil, quel qualcosa ha il suono della musica. E la possibilità di tornare a suonare diventa, forse, il modo più autentico per immaginare una nuova vita.| Da Rumors.it