Il poliziotto pedinato dai colleghi che lo arrestato. La trappola in autostrada e la scoperta sulla «cocaina in sasso» e i soldi falsi

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I suoi colleghi della Squadra mobile di Padova lo tenevano d’occhio da settimane, aspettando che facesse un passo falso. Il sospetto sempre più fondato era che quel poliziotto di 34 anni, in servizio alla Polfer della città veneta, fosse coinvolto in un giro di spaccio. Il momento è arrivato nella tarda serata di martedì 22 settembre sull’autostrada A13. L’agente è stato arrestato con 166 grammi di cocaina purissima e 40mila euro in banconote false. È finito in manette anche il 28enne di Piove di Sacco che guidava l’auto su cui viaggiavano.Il tragitto da Bologna verso Padova, forse partito da NapoliAl momento del controllo i due percorrevano l’A13 in direzione Padova, provenienti da Bologna. Il viaggio sarebbe cominciato con ogni probabilità in provincia di Napoli, dove il 34enne abitava prima di prendere servizio in Veneto. Gli investigatori hanno intercettato la macchina lungo il percorso e l’hanno fatta accostare.La cocaina in «sasso» nascosta nel portaoggettiLa prima scoperta è avvenuta nell’abitacolo. Nel vano portaoggetti gli agenti hanno trovato un pacchetto con 166 grammi di cocaina ancora in «sasso», di elevata purezza secondo quanto comunicato dalla Polizia. Come ricostruisce Il Messaggero, una volta tagliata, quella droga avrebbe potuto superare il mezzo chilo di sostanza pronta per lo spaccio al dettaglio.Nel trolley 40mila euro falsi in banconote da 20Il controllo è poi passato al bagagliaio, dove c’era un trolley. Dentro, quattro pacchi con 40mila euro in banconote contraffatte, tutte da 20 euro. Accompagnati in Questura, il poliziotto e il 28enne sono stati arrestati e trasferiti nel carcere Due Palazzi di Padova. Per l’agente è già scattata la sospensione cautelare dal servizio.Il questore Odorisio: «Le mele marce vanno isolate»Durissimo il commento del questore di Padova Marco Odorisio. «Quando un poliziotto commette un reato viene meno ai fondamenti del proprio servizio assunti con il giuramento e tradisce i cittadini che ripongono la loro fiducia a nostro favore, le istituzioni», ha dichiarato. A essere traditi, ha aggiunto, sono anche i colleghi impegnati ogni giorno nelle attività d’istituto e soprattutto «la memoria dei poliziotti caduti nell’adempimento del proprio dovere». E poi aggiunge: «Le mele marce vanno isolate ed allontanate». Per Odorisio, il fatto che l’indagine sia partita dalla stessa Polizia di Stato di Padova dimostra che l’istituzione ha «gli anticorpi per individuare e contrastare quanti, all’interno dell’Amministrazione, commettono reati».L'articolo Il poliziotto pedinato dai colleghi che lo arrestato. La trappola in autostrada e la scoperta sulla «cocaina in sasso» e i soldi falsi proviene da Open.