Alimentazione, attività fisica, educazione e sicurezza alimentare: sono i quattro pilastri alla base di una vita in salute. Ma sono anche i temi al centro del XIV Simposio della Fondazione Roma ‘Salute, sport, educazione e sicurezza alimentare’, ospitato nella Capitale da Palazzo Sciarra Colonna. Un appuntamento dedicato alla prevenzione e alla necessità di intervenire sugli stili di vita prima che insorgano le patologie.I dati dell’IstatA fotografare la necessità di intervenire sono anche i dati. Nel 2025, secondo l’Istat, il 46,4% degli adulti in Italia era in eccesso di peso, mentre l’11,6% era in condizione di obesità. Sul fronte dell’alimentazione nel 2024 soltanto il 16,2% della popolazione di 3 anni e più consumava almeno quattro porzioni di frutta o verdura al giorno. E il 30,8% della popolazione italiana di 3 anni e più risultava sedentario, non praticando né sport né attività fisica nel tempo libero.“Non basta dire alle persone cosa fa bene: dobbiamo costruire le condizioni affinché ciò che fa bene sia davvero accessibile a tutti”, dichiara il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi. Per la Fondazione la prevenzione non può essere affidata soltanto alle scelte individuali, ma richiede “cultura, consapevolezza, opportunità e contesti capaci di rendere più semplice adottare e mantenere stili di vita sani”. Sport, le misure del governoSul fronte dello sport il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha indicato alcuni degli interventi messi in campo dal governo: “Stiamo lavorando con Valditara per destinare 1 miliardo di euro alle palestre scolastiche. Nei comuni del Sud sotto i 10mila abitanti, inoltre, in meno di tre anni abbiamo realizzato 1.400 playground, impianti multidisciplinari e gratuiti. Con Sport e Salute ne stiamo costruendo altri 85 nelle città, partendo dalle periferie”.Per il ministro della Salute Orazio Schillaci la prevenzione è anche una questione di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. “La prevenzione è fondamentale per la salute pubblica: vorrei che ci preoccupassimo di più di evitare che le persone si ammalino. Vogliamo che in Italia si viva di più, ma anche che si viva meglio e che il sistema sia sostenibile: oggi i tre quarti dei fondi sono spesi per gli over 65”.Per Schillaci “la disomogeneità territoriale nella salute si ravvisa anche nello sport e nella presenza di palestre: la salute non può dipendere dal Cap”, ha detto il ministro. Non manca, però, anche il fattore culturale. “Ci sono differenze sostanziali nell’adesione agli screening gratuiti tra Nord, Centro e Sud del Paese”.La nutrizione La nutrizione è stata al centro dell’intervento della specialista in Medicina interna e PhD in Fisiopatologia della nutrizione e del metabolismo Sara Farnetti. “La nutrizione deve veicolare un concetto nuovo, diventando un alleato: perché quando il cibo entra nel corpo, dialoga con i nostri organi”, ha spiegato. “Le persone ad ogni pasto possono scegliere di guadagnare salute e longevità”.Questo articolo Salute, sport e alimentazione: la sfida della prevenzione proviene da LaPresse