Ora è ufficiale: per la prima volta da 24 anni, non ci saranno osservatori internazionali a monitorare le elezioni negli Stati Uniti. Il governo americano non ha infatti diramato alcun invito per le Midterm di novembre all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), la principale agenzia mondiale che monitora la correttezza dei processi elettorali. Dopo aver avvertito nei giorni scorsi sui rischi della possibile esclusione, oggi l’Ufficio Osce per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (Odihr) e l’Assemblea parlamentare Osce sono usciti allo scoperto, confermando di non aver ricevuto alcun invito da Washington per la prima volta dal 2002. Una scelta «deplorevole» dell’Amministrazione Trump, protesta l’organizzazione con sede a Varsavia, «specie tenuto conto della cooperazione di lungo corso col Paese nel campo dell’osservazione elettorale».La protesta dell’Osce contro la Casa Bianca «La decisione non è in linea con gli impegni assunti da tutti gli Stati partecipanti all’Osce ai sensi del Documento di Copenaghen del 1990, che riconosce che la presenza di osservatori internazionali può migliorare il processo elettorale e impegna tutti gli Stati partecipanti a invitare osservatori da altri Stati partecipanti e da istituzioni e organizzazioni private appropriate», sottolinea l’Osce. Quell’attività di monitoraggio esterno «non è un giudizio su un Paese o sulle sue istituzioni: fornisce agli elettori, agli organizzatori del voto, a chi vi compete e al pubblico più ampio una valutazione indipendente e oggettiva del processo elettorale», sottolinea la direttrice dell’Odihr Maria Telalian. «Dopo oltre due decenni in cui gli Usa hanno accolto osservatori Osce alle elezioni federali, questa decisione rappresenta un allontanamento significativo da una pratica democratica consolidata», le fa eco il presidente dell’Assemblea parlamentare Osce, lo spagnolo Pere Joan Pons.Le preoccupazioni per la democrazia UsaMancano ormai appena 40 giorni al voto che deciderà la nuova composizione del Congresso Usa (il 3 novembre si rinnovano l’intera Camera e un terzo del Senato), e Donald Trump è a picco nei sondaggi: secondo le ultime rilevazioni solo il 29% degli americani approva il suo operato, e i Democratici pur in ordine sparso sono dati in vantaggio sui Repubblicani. Il mancato invito agli osservatori Osce a monitorare le Midterm è solo l’ennesimo affondo contro una delle grandi istituzioni internazionali (solo ieri Trump ha demolito il lavoro dell’Onu dal palco del Palazzo di Vetro)? O può mettere seriamente a rischio la regolarità del voto? Forse una via di mezzo, suggerisce il presidente dell’osservatorio Democracy International Eric Bjornlund: «Sembra l’ennesima mossa caotica con cui l’esecutivo Usa prova a generare confusione attorno alla domanda se le elezioni saranno funzionali e credibili o meno», commenta l’esperto americano al sito Democracy Docket. Di certo, aggiunge, «conferma una volta di più la sensazione che questo governo non ha l’impegno a elezioni corrette che dimostravano i precedenti». Foto di copertina: Ansa/Epa – Matthew Putney L'articolo Trump «caccia» l’Osce dagli Usa, niente osservatori alle Midterm: «Colpo alla democrazia» proviene da Open.