«Per le patrimoniali bisognerà aspettare un governo diverso da questo, ammesso che arriverà». Giorgia Meloni chiude la festa de Il Tempo, intervistata in videocollegamento da Daniele Capezzone dopo il Consiglio dei ministri, e parte dalle tasse. Con un attacco alla sinistra e la promessa di proseguire con i tagli, guardando ora anche al ceto medio. Poi l’immigrazione, su cui la premier torna a denunciare «palesi resistenze» e «evidenti tentativi di boicottaggio».Meloni: «Loro propongono patrimoniali, noi togliamo le tasse»Il primo bersaglio sono le opposizioni. «Io non sono rimasta molto sorpresa» dalle critiche, dice Meloni, perché «a forze politiche che ogni giorno propongono una nuova patrimoniale» non può piacere «un governo che non solo non introduce nuove tasse sulla proprietà, ma che addirittura taglia le tasse sulla proprietà». Il riferimento è al taglio del bollo auto per il 2027 appena introdotto dal governo. «Per loro è un sacrilegio», aggiunge, accusando la sinistra di voler «mettere le mani nelle tasche dei cittadini» per finanziare «provvedimenti creativi o disastrosi», come a suo giudizio è stato il Superbonus. La premier, insomma, guarda già alla prossima legge di bilancio: «Vogliamo continuare a tagliare le tasse per tutti» e avere «un occhio di riguardo per un ceto medio che è motore di questa nazione», compatibilmente con le risorse disponibili e con «un contesto che non è facilissimo».«A scuola si va a viso aperto»Meloni difende poi il decreto Scuola appena licenziato dal Consiglio dei ministri, che introduce il limite del 30% nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano e lo stop a burqa e niqab negli istituti scolastici. «A scuola si va a viso aperto», scandisce la presidente del Consiglio, precisando che il provvedimento riguarda «il velo che copre il volto», non quello che copre soltanto il capo. «Nessuno in Italia in nome di una vera o presunta tradizione può decidere che una ragazza debba essere costretta a nascondersi». E definisce «totalmente incomprensibile» e «per certi versi addirittura spaventosa» l’opposizione alle nuove norme.Stessa linea sul tetto agli studenti stranieri. L’obiettivo non è escludere i bambini, ma favorirne l’integrazione: «Il ghetto lo crei se un bambino straniero che non parla la nostra lingua si ritrova in una classe nella quale quasi nessuno parla la nostra lingua». In quel caso, sostiene, si finisce per penalizzare sia lo studente straniero sia quello italiano. «Organizzare le classi in modo che siano equilibrate è uno strumento che favorisce tutti».Migranti, l’attacco: «Tentativi di boicottaggio»È sull’immigrazione, però, che si alzano i toni. «Oggi possiamo dire che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa». Poi l’accusa: i risultati del governo su immigrazione rimpatri sarebbero arrivati «nonostante le palesi resistenze, gli evidenti tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo in questi anni a remare contro. Se tutte le parti dello Stato avessero remato sinceramente nella stessa direzione si sarebbe potuto fare ancora meglio», aggiunge la premier.Meloni dedica quindi un passaggio al protocollo con l’Albania, rivendicando di avere anticipato una direzione poi imboccata dall’Unione europea. Il nuovo sistema europeo dei rimpatri prevede infatti la possibilità per gli Stati membri di istituire “return hubs” in Paesi terzi, sulla base di accordi e nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani e del principio di non respingimento. «Il famoso vituperatissimo protocollo con l’Albania», dice l’inquilina di Palazzo Chigi. «Oggi diventa anche uno strumento del quale i vari Stati membri possono fare uso». E rivendica il cambio di passo: «Ricordo quando ci dicevano che le nostre idee, soprattutto in materia di contrasto all’immigrazione, erano eretiche, addirittura contrarie alla civiltà giuridica europea. Sono fiera che oggi quelle idee siano la civiltà giuridica europea».Il grazie a Calenda sul nucleareC’è spazio anche per un riconoscimento a un avversario politico. Dopo il via libera definitivo del Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile, approvata ieri, 23 settembre, Meloni spende qualche parola per Azione, che ha detto sì al provvedimento insieme alla maggioranza. Per la premier il ritorno del nucleare consentirà in prospettiva di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e di avere «un’energia stabile e a basse emissioni». Poi l’apertura: «Voglio ringraziare quelle forze politiche che anche stando all’opposizione ci hanno su questo dato una mano fin dall’inizio, segnatamente voglio ringraziare Azione, Carlo Calenda». Secondo Meloni, è un voto che dimostra come «ci siano ancora dei politici che sulle questioni strategiche, sulle questioni importanti per il futuro di questa nazione, sanno andare un po’ oltre gli steccati».La sfida al centrosinistra sul candidato premierNel finale il confronto si sposta sulla sfida delle prossime politiche. Alla domanda sulla disponibilità a un faccia a faccia con il futuro leader del centrosinistra, la premier affonda il colpo: «Il problema qui mi pare piuttosto sapere se avremo un candidato premier, direi vero, a sinistra». Da qui la difesa della nuova legge elettorale, approvata dal Senato in seconda lettura e ora tornata alla Camera. Se la riforma arriverà al via libera definitivo, è la tesi, gli elettori potranno decidere «il partito, la coalizione, il candidato premier, il programma e pure il parlamentare». E rivendica l’obiettivo del testo: «È finita la stagione dei giochi di palazzo, dei governi arcobaleno e tutto quello che abbiamo visto che non ha funzionato. Decidono i cittadini e chi vince le elezioni ha i numeri per governare cinque anni».L'articolo Meloni e l’affondo sul velo: «A scuola si va a viso aperto». Il «boicottaggio» dei centri in Albania e le lodi a Calenda proviene da Open.