Arianna Meloni e la storia del complotto dell’Istat su debito e Pil

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Ma davvero l’Istat ha sottostimato il Pil per lasciare l’Italia all’interno della procedura di infrazione Ue? Mentre Giorgia Meloni è furiosa con l’istituto di statistiche, la sorella Arianna Meloni lancia la tesi complottista in un’intervista al Corriere della Sera. Nella quale dice: «Quasi certamente nel 2027 scopriremo che nel 2025 eravamo già sotto il 3 per cento perché l’Istat aggiorna le sue stime al rialzo: Nel 2025 si è scoperto che i conti del 2023 erano sottostimati di 53 miliardi». Ma qualcosa non torna nella tesi di Arianna, spiega oggi Il Foglio.Il complotto dell’Istat sul PilIn primo luogo l’incremento del Pil nel 2023 è stato frutto di una revisione di benchmark che avviene ogni cinque anni in tutta Europa. La prossima ci sarà nel 2029 e non nel 2027. L’ultima è stata quella del 2024, con la ricostruzione ex novo delle serie storiche a partire da un anno di riferimento (il 2021). Ma soprattutto: se il Pil davvero venisse aumentato di 53 miliardi di euro a causa di una revisione dei conti l’Italia rimarrebbe comunque sotto la soglia del 3 per cento del debito/Pil.L’indebitamentoMa l’Istat viene accusata anche di non aver calcolato correttamente l’indebitamento. «Il dato Istat che oggi non ci fa uscire dalla procedura d’infrazione per lo 0,08 per cento, pari a circa 680 milioni, è una stima. Ma già sappiamo che in cassa ci sarebbero 650 milioni recuperati dalle truffe del Superbonus, non ancora contabilizzati dall’Agenzia delle entrate», sostiene la sorella della premier. Ma se l’Istat togliesse davvero quei 680 milioni l’indebitamento calerebbe da 69.736 a 69.086 milioni che, su un pil di 2.265.003 milioni, porterebbe il deficit dal 3,08 al 3,0501 per cento. Ovvero sempre sopra il 3%.Le regoleSecondo le regole europee, il deficit deve stare «al di sotto ( below) del valore di riferimento del 3 per cento del pil». E quindi avrebbe dovuto attestarsi al 2,99 per cento, cioè 0,09 punti in meno: 2 miliardi (2.038 milioni). Ma allora cosa ha portato l’Italia a non uscire dalla procedura di infrazione? Molto più semplicemente si tratta di 2,5 miliardi (2.488 milioni) di spese extra, emerse tre giorni fa. È il governo ad aver sbagliato i conti, non l’Istat.L'articolo Arianna Meloni e la storia del complotto dell’Istat su debito e Pil proviene da Open.