Macron chiede all’Ue di allentare le regole sui carburanti: in Francia una stazione su 7 è a secco

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PARIGI — Alle 9 di stamattina il 14% delle stazioni di servizio francesi era a secco o quasi. Venerdì scorso, alla stessa ora, era l’11%; mercoledì sera il 9%. La domanda che Emmanuel Macron ha messo nero su bianco è, in sostanza, una sola: le regole europee sui carburanti reggono ancora, mentre le pompe si svuotano? In una lettera del 18 settembre a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, il presidente francese chiede cinque misure d’emergenza: allentare per un periodo limitato le specifiche Ue sulla qualità dei carburanti (densità, limiti di evaporazione, contenuto di zolfo), lasciare più margine alla miscelazione dei biocarburanti nel gasolio, rinviare alcuni obblighi a carico degli importatori di combustibili fossili. Il testo, rivelato dal quotidiano economico Les Echos e visionato da Reuters, punta a «rafforzare la nostra capacità di importazione e produzione a breve termine» e ad «aumentare l’offerta disponibile sul mercato interno».Macron stima che il solo ritocco delle specifiche possa far salire la resa delle raffinerie tra il 5 e il 20% a seconda dell’impianto. La diagnosi è nota: lo stretto di Hormuz quasi del tutto chiuso dall’inizio della guerra con l’Iran, le scorte petrolifere mondiali scese di oltre 500 milioni di barili, gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Russia e in Medio Oriente, la domanda asiatica in crescita. Finora, scrive il presidente, la sicurezza energetica europea ha poggiato su «tamponi» — le scorte, la flessibilità delle raffinerie, la domanda debole, il dirottamento dei flussi — senza affrontare lo shock di offerta a monte. E quel cuscino si sta esaurendo.Perché toccare proprio lo zolfo? Perché il gasolio stradale venduto negli Stati Uniti può contenerne fino a 15 parti per milione, contro le 10 della norma europea: allentare il limite significa poter scaricare in Europa carichi americani oggi fuori specifica. Intanto i prezzi corrono. Il gasolio è arrivato domenica a 2,4097 euro al litro di media, record nazionale secondo i calcoli sui dati di oltre 8.700 stazioni raccolti dal portale del ministero dell’Economia; la benzina SP95-E10 supera i 2,17 euro e da più di dieci giorni sta sopra il picco del 2022. Oltre 700 stazioni vendono i carburanti premium a più di 2,50 euro, alcune oltre 2,70. Sui mercati all’ingrosso il diesel europeo ha superato i 200 dollari al barile, e la serie storica della Commissione, che parte dal 2005, non ha mai registrato valori così alti.Il nodo del metanoE il clima? È la seconda domanda che la lettera lascia aperta. Macron chiede di spostare di un anno, dal 1° gennaio 2027 al 1° gennaio 2028, l’obbligo per gli importatori di petrolio, gas e carbone di dimostrare che i fornitori misurano e controllano le emissioni di metano con standard equivalenti a quelli europei; la motivazione sono i «rischi di contenzioso aggiuntivi» per le imprese. Il metano è il secondo responsabile del riscaldamento globale dopo l’anidride carbonica. Parigi precisa che l’allentamento non deve intaccare gli obiettivi climatici di lungo periodo, e non è sola: diversi Stati membri, Germania in testa — primo mercato europeo del gas —, avevano già chiesto il rinvio.La Commissione non ha risposto alla lettera. A luglio l’esecutivo di Bruxelles aveva già raccomandato di rinviare a fine 2029 le sanzioni finanziarie previste dal regolamento sul metano; Parigi obietta che resta comunque l’obbligo di rendicontazione, e con esso l’incertezza giuridica per chi importa. Nessuna organizzazione ambientalista ha finora preso posizione.La terza domanda riguarda la tenuta politica. TotalEnergies tiene un tetto ai propri distributori — 1,99 euro per la benzina, 2,25 per il gasolio — e il risultato sono code enormi e frequenti esaurimenti. I pescatori hanno bloccato porti e un deposito di carburante nel sud del Paese, a Nizza e a Frontignan, fino all’accordo di giovedì 17 con nuovi aiuti al settore. Il giorno dopo Macron ha riunito d’urgenza i principali candidati alla presidenziale del 2027. Il Rassemblement National di Marine Le Pen chiede di portare l’Iva sui carburanti dal 20 al 5,5%; il governo dice no, costo stimato 15 miliardi di euro, e — riferisce Euronews — teme il ritorno dei gilet gialli del 2018. La lettera è indirizzata a Bruxelles, ma il destinatario è l’elettore francese in coda alla pompa a sette mesi dal voto.Per chi guida, intanto, la stretta è già arrivata. «Una morsa lenta e stretta», la definisce la responsabile delle politiche di Euroconsumers, la federazione europea delle associazioni dei consumatori: già prima della chiusura di Hormuz il 30% degli intervistati faticava con le bollette energetiche e il 44% con i costi dell’auto. Nel Grand Est, la regione al confine con la Germania, le stazioni in penuria erano passate venerdì dall’11 al 16%. La prossima rilevazione nazionale arriva domattina alle 9.