Un quadro comune di impegni e strumenti per aiutare le università europee a prevenire e contrastare la violenza di genere contro le donne e la violenza domestica. È questo l’obiettivo del Codice europeo di condotta che è stato presentato, discusso e approvato nel corso della conferenza paneuropea ‘Implementing the Istanbul Convention after the EU’s Accession in the Academic System. Backlash, Gaps and Institutional Responsibility‘, in corso di svolgimento tra ieri e oggi (21 e 22 settembre) all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il documento è stato elaborato dall’Academic Network UN.I.RE. – Università in Rete contro la violenza di genere, in collaborazione con OCEAN – Open Council of Europe Academic Networks, a sostegno dell’attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, nota come Convenzione di Istanbul. La conferenza si è aperta con i saluti istituzionali di Marco Emilio Orlandi, rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e di Elena Lucchini, assessora alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità di Regione Lombardia. I lavori sono stati introdotti da Marina Calloni, docente dell’Università di Milano-Bicocca e direttrice dell’Academic Network UN.I.RE., insieme a Olaf Köndgen di OCEAN – Council of Europe. Il Codice traduce i principi della Convenzione in 25 impegni e standard operativi rivolti a università, istituzioni di alta formazione, alleanze universitarie e reti accademiche. L’obiettivo è sostenere gli atenei nella promozione delle politiche già esistenti, nell’individuazione delle eventuali lacune e nella definizione di azioni concrete di miglioramento. Tra gli ambiti affrontati dal documento figurano la prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione, la formazione della comunità accademica, la ricerca, la raccolta dei dati, i servizi di ascolto e supporto, i canali di segnalazione, la valutazione del rischio, la protezione da possibili ritorsioni e la gestione delle procedure interne. Particolare attenzione è dedicata anche alla mobilità accademica internazionale. Il Codice propone infatti strumenti per garantire continuità nella protezione e nel supporto delle persone coinvolte in episodi di violenza durante programmi Erasmus, scambi, tirocini, visite di ricerca e percorsi congiunti tra più istituzioni. Tra i principi indicati vi sono la presenza di un punto di contatto, la collaborazione tra atenei e la possibilità di evitare che la persona coinvolta debba ricominciare da capo il percorso di richiesta di aiuto a ogni passaggio tra istituzioni.Il documento chiarisce inoltre che le università non sono necessariamente chiamate a creare nuove strutture o procedure parallele. Gli atenei possono utilizzare e rafforzare gli strumenti già esistenti, integrando la prevenzione e il contrasto della violenza di genere nei Gender Equality Plan, nelle politiche di parità, nei codici di condotta, nei servizi di supporto e nelle procedure istituzionali, collaborando soprattutto in rete a livello europeo e internazionale.Il documento comprende anche uno strumento di autovalutazione, attraverso il quale ogni istituzione può verificare il livello di attuazione delle misure previste, individuare le aree da rafforzare e definire responsabilità, azioni e tempi di intervento. La conferenza ha rappresentato un momento di confronto tra università, reti accademiche, istituzioni e organizzazioni impegnate nella prevenzione della violenza di genere.”Per Milano-Bicocca il contrasto alla violenza di genere e la promozione delle pari opportunità sono un impegno che accompagna l’Ateneo fin dalla sua fondazione – dichiara Marco Emilio Orlandi, rettore dell’Università di Milano-Bicocca -. Nel tempo abbiamo costruito politiche e servizi dedicati, offrendo alla comunità accademica strumenti gratuiti di consulenza, ascolto, protezione e accompagnamento, attraverso per esempio la Consigliera di Fiducia e lo sportello antiviolenza. Il Codice europeo di condotta per le università è un passo ulteriore: ci permette di valorizzare e rafforzare quanto già realizzato, individuando gli ambiti su cui intervenire e condividendo con gli atenei europei le buone pratiche per garantire ambienti di studio e di lavoro sicuri”. “Il Codice di Condotta, promosso dall’Academic Network UN.I.RE. insieme alla rete OCEAN del Consiglio d’Europa, nasce dal lavoro di chi le università le vive ogni giorno – afferma Marina Calloni, docente dell’Università di Milano-Bicocca e direttrice dell’Academic Network UN.I.RE -. Una proposta discussa durante la conferenza nell’ambito dei gruppi di lavoro, con partecipanti giunte/i da tante università e Paesi diversi. Il loro contributo è entrato nelle conclusioni di queste due giornate, consapevoli della sfida che dobbiamo comunemente affrontare nella prevenzione della violenza di genere. Ma lo possiamo fare solo se siamo unite/i in rete. Chi subisce violenza non deve sentirsi sola, nemmeno prima di trovare il coraggio di denunciare”.Il Codice europeo di condotta per le università Il Codice europeo di condotta per le università in sintesi propone impegni comuni per rafforzare la responsabilità istituzionale degli atenei; integrare la prevenzione della violenza nelle politiche di parità; rendere più accessibili informazioni, servizi e canali di segnalazione; garantire supporto anche in assenza di una denuncia formale; formare il personale e la comunità studentesca; raccogliere dati anonimi e monitorare l’efficacia delle misure; proteggere le persone durante la mobilità accademica; verificare periodicamente i risultati e le aree di miglioramenti.Questo articolo Violenza donne, approvato in Bicocca il Codice europeo di condotta per le Università proviene da LaPresse