Nel pieno della peste di metà ‘300 una valle nei Carpazi riesce a non avere infetti. Il loro segreto? Una setta di vampiri sotto l’egida del malvagio Brencis ha ucciso il vassallo locale, preso il controllo del castello e da due anni regna senza chiedere tasse, decime o lavoro servile. Il prezzo per la loro protezione e il potere immunizzante della loro magia è un tributo di sangue che va versato tutti i mesi. Coen, il protagonista di The Blood of Dawnwalker, vuole salvare la sua debole madre dalle grinfie di Brancis, che uccide tutti coloro che reputa non più adatti a servirlo. Al rituale qualcosa va storto, la madre di Coen muore e il resto della sua famiglia viene rapito. Nella lotta, per premiare il suo valore, Brencis trasforma Coen in un vampiro, ma il fato decide di rimescolare le carte. Coen diventa un dawnwalker, un vampiro che non brucia alla luce del sole, e giura di usare i suoi poteri per salvare la sua famiglia. Poco dopo si scopre che tra 30 giorni, le sorelle e il padre di Coen verranno sacrificati durante un rituale di Brencis: non c’è tempo da perdere. Le premesse del nuovo videogioco di ruolo di alcuni ex autori della saga di The Witcher non sono semplicissime, ma permettono agli sviluppatori di intessere una storia trama memorabile e altamente personalizzabile.Come passa il tempo in The Blood of DawnwalkerIl punto di maggior forza di The Blood of Dawnwalker è il suo sistema di gestione del tempo. Coen ha 30 giorni per salvare la sua famiglia e ciascuno è composto da otto slot di giorno e otto di notte. Ogni attività, dalle missioni principali a quelle secondarie, ne consuma un tot, quindi è impossibile fare tutto ciò che offre il gioco in una sola partita, bisogna scegliere con cura. Esplorare il mondo e la compravendita degli oggetti non fa passare il tempo, solo le missioni richiedono da un minimo di uno a un massimo di 6 slot ciascuna. La libertà, poi, è assoluta: nella mappa non ci sono barriere che impediscono a chi gioca di accedere. Tutto il territorio della Valle Sangora è a disposizione di Coen, certo, alcuni nemici saranno decisamente più forti di altri almeno all’inizio. L’obiettivo, in questi 30 giorni, è indebolire il sistema di alleati e vassalli di Brencis così da poterlo affrontare senza la sua rete di supporto. I più valorosi possono presentarsi immediatamente dopo il prologo alla sua porta, ma le speranze di successo sono infinitesimali, e in quei 30 giorni ci sono tante avventure di qualità da vivere.Un uomo e un vampiroDi giorno Coen appare come un uomo, ha la sua spada al fianco e, grazie all’aiuto di un’alleata, può usare la stregoneria: poteri che, consumando un po’ di salute, danneggiano gli avversari. Di notte si sbloccano i poteri vampirici: bere il sangue dei nemici per ricaricare la vita, usare gli artigli per fare danno e persino trasformarsi in un lupo per esplorare la mappa in fretta. Il vampirismo di The Blood of Dawnwalker non fa eccezioni: Coen deve consumare il sangue di persone o animali, o la fame prenderà il sopravvento. Se Coen non si sfama di notte in notte, quando parla con una persona, amica o nemica, la fame potrebbe prendere il sopravvento e trasformare un’opzione di dialogo in un comando per divorare l’interlocutore senza che chi gioca possa farci nulla. Così potreste persino ritrovarvi a bere il sangue del vostro interesse romantico, quindi è indispensabile prendersi cura del lato mostruoso del protagonista.Una storia complessaRovesciare il dominio di Brencis sulla Valle Sangora non sarà semplice: i suoi alleati hanno infrastrutture solide e tanti soldati, ma nel passato di questo tiranno si nascondono segreti, nemici e maledizioni che potrebbero segnare la sua rovina. É compito di Coen cercarsi degli alleati, anche tra i vampiri scontenti, fare amicizia con i ribelli locali e scoprire le antiche radici della sua mutazione vampiresca per venire a capo del mistero che circonda il suo nemico e la sua valle. Ogni missione è un misto di indagine, tramite una modalità focus che evidenzia gli indizi da esaminare; dialogo, con tante opzioni che permettono di personalizzare il comportamento di Coen, e combattimento, con un sistema di attacchi e parate intuitivo e facile da imparare. Il gioco, nell’atmosfera, nei suoi, nei dialoghi e nel combattimento, deve molto a The Witcher e non lo nasconde: i suoi sviluppatori, però, sono riusciti a creare un’esperienza di carattere e spessore capace di incidere il suo nome negli annali dei videogiochi di ruolo di qualità.Per chi è The Blood of DawnwalkerA parte qualche piccola sbavatura sul piano tecnico, una mappa del mondo un po’ vuota e un sistema di progressione che non sempre va alla velocità desiderata, The Blood of Dawnwalker offre un’esperienza videoludica davvero completa. La storia è altamente personalizzabile e ben scritta, il sistema di combattimento è stratificato il giusto e non ha fastidiose barriere all’inizio, l’universo vampirico ha una sua mitologia ben fatta e il sistema di gestione del tempo è un motivatore efficace per le scelte difficili e un antidoto eccellente a chi tende a perdersi dietro alle attività secondarie di questo tipo di videogiochi. Se le mappe open world vi hanno stufato o se li amate alla follia e dovete proprio giocare ogni cosa che hanno da offrire, allora il gioco potrebbe non fare per voi. Chi è alla ricerca di un’esperienza che sa da dove viene, innova in modo intelligente e tiene incollati al controller, troverà in The Blood of Dawnwalker un fenomenale compagno di giochi.L'articolo Com’è The Blood of Dawnwalker, il miglior videogioco di vampiri dell’anno – La recensione proviene da Open.