Da oggi Mac mini e Mac Studio sono ufficialmente in vendita, con chip aggiornati e prestazioni che, sulla carta, fanno un salto generazionale notevole. Se state valutando un desktop Apple, o anche solo siete curiosi di capire cosa distingue questi due computer, ecco tutto quello che conta davvero. Il nuovo Mac mini arriva in due versioni: con chip M6 da 1.079 euro e con M5 Pro da 2.029 euro. Il modello base con M6 è quello pensato per la maggior parte degli utenti: chi lavora con app di produttività, chi fa musica, chi sviluppa software o gestisce una piccola attività. Rispetto alla generazione precedente con M4, Apple dichiara una CPU il 40% più veloce, una GPU e un'archiviazione due volte più rapide, e prestazioni AI fino a quattro volte superiori.Il modello con M5 Pro sale di livello con una CPU fino a 18 core e una GPU fino a 20 core, supportando fino a 64 GB di memoria unificata: è la scelta per chi fa editing video professionale o sviluppo di videogiochi. Entrambi i modelli montano Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, con connettività Ethernet da 2,5 Gb espandibile a 10 Gb. Chi studia o insegna all'università può accedere ai prezzi Education: il modello M6 parte da 959 euro.Vale la pena ricordare che, come abbiamo già segnalato, la memoria del Mac mini M6 e M5 Pro è saldata e non espandibile con SSD di terze parti: un limite che incide sul costo totale di proprietà, soprattutto se puntate a configurazioni con più storage. Peccato poi che, rispetto a pochi anni fa, il prezzo del modello base sia ormai saldamente oltre i mille euro. L'epoca del Mac mini conveniente, per ora, è almeno in pausa, e la colpa non è tutta di Apple. Il nuovo Mac Studio è un'altra storia. Con M5 Max parte da 3.049 euro e offre una CPU 18 core, GPU fino a 40 core e fino a 128 GB di memoria unificata: è il punto di riferimento per chi lavora su rendering 3D, motion graphic o produzione musicale ad alto livello. La versione con M5 Ultra, invece, parte da 6.699 euro e porta tutto al massimo: CPU fino a 36 core, GPU fino a 80 core e fino a 512 GB di memoria unificata con una banda di 1,2 TB al secondo.Quei 512 GB di RAM non sono un numero a caso: permettono di eseguire modelli linguistici enormi interamente in locale, senza toccare il cloud, o di fare color grading in tempo reale su filmati 8K non compressi. Roba da studio professionale, non da uso domestico. Entrambi i modelli montano porte Thunderbolt 5 con velocità di trasferimento fino a 120 Gbps, e supportano fino a otto monitor esterni contemporaneamente.C'è anche una funzione interessante per chi lavora su inferenza AI distribuita: collegando più unità Mac Studio in cluster tramite Thunderbolt 5 con RDMA (accesso remoto diretto alla memoria), si ottengono prestazioni fino a tre volte superiori rispetto a un singolo sistema. Una soluzione pensata per chi ha bisogno di potenza di calcolo seria senza ricorrere a server dedicati. Da notare che il modello con 512 GB di memoria unificata sarà disponibile solo da fine ottobre.L'articolo Mac mini M6 e Mac Studio M5 Ultra sono disponibili in Italia: prezzi, differenze e per chi sono davvero sembra essere il primo su Smartworld.