EuropaAltre newsCedu, rispettati diritti degli assassini della giornalista Caruana GaliziaVai a Comitato delle RegioniFotoVideoSTRASBURGO, 24 settembre 2026, 10:53Redazione ANSALa giustizia maltese ha garantito il diritto a un equo processo, e in particolare quello a difendersi, dei due fratelli George e Alfred Degiorgio condannati a 40 anni di carcere per l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani a cui i due uomini si sono rivolti alla fine d'agosto dell'anno scorso. Nel ricorso, i fratelli sostengono che dopo che l'avvocato che li rappresentava ha deciso di rimettere il suo mandato, la giustizia maltese non gli ha dato sufficiente tempo per trovarne un altro e ha invece nominato degli avvocati d'ufficio, che secondo loro non hanno avuto abbastanza tempo per preparare la difesa. La Cedu, tenendo conto anche del fatto che i due uomini hanno accettato un patteggiamento e si sono dichiarati colpevoli delle accuse a loro carico, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Per quanto concerne la decisione di nominare degli avvocati d'ufficio, la Cedu afferma che la questione è stata già trattata dai tribunali maltesi che ne hanno stabilito la legittimità, e che il loro ragionamento non è arbitrario o irragionevole. La Cedu evidenzia che i fratelli hanno ammesso che pur riuscendo a contattare un certo numero d'avvocati, non sono riusciti a trovarne uno che li volesse rappresentare, e che quindi la giustizia maltese è ricorsa a quelli d'ufficio. Inoltre la Corte indica che i due uomini "non hanno spiegato né hanno nemmeno tentato di sostenere in che modo la decisione di assegnare loro avvocati d'ufficio abbia pregiudicato l'equità del procedimento a loro carico". Per quanto riguarda poi il tempo datogli per preparare la difesa, la Cedu ha analizzato l'intero procedimento arrivando alla conclusione che "l'accettazione dell'accordo di patteggiamento e la conseguente dichiarazione di colpevolezza, che comportavano la rinuncia al diritto a un esame ordinario del merito della causa, è stata una decisione consapevole e volontaria, e non il risultato di alcuna coercizione". Inoltre, durante l'intero procedimento e successivamente alla loro decisione, osserva la Corte, i due uomini hanno beneficiato di garanzie adeguate e sufficienti contro un possibile abuso di procedura. Riproduzione riservata © Copyright ANSADa non perdereprevPageLabelnextPageLabelCondividi') }]]>