E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comUna città di pregiudicati: 20 anni fa, su tutti i giornali. A Rozzano ci sono 40mila persone e 12mila pregiudicati. Non è vero, ovviamente. Ma erano appena state ammazzate quattro persone al parchetto di via Biancospini. Ricordo la prima diretta della storia di SkyTg24. Ricordo quei giornali, tutti i giornali: a Rozzano ci sono 12mila pregiudicati. Vado a casa, a cena parlo con i miei genitori e mio fratello: fuori il nome del pregiudicato. Perché su noi 4, secondo le statistiche farlocche, uno di certo è finito dentro.Non era vero, come non sono vere quelle statistiche. Così come non è vero che chi sta sfilando, sera dopo sera, sono solo pregiudicati. Sono persone esasperate. Sì, certo, il leader della protesta è pregiudicato. Qui interviene il mio garantismo per dire che se uno ha regolato e pagato i suoi conti allo Stato, è stato riabilitato e deve essere visto in quest’ottica. Altrimenti il fine pena di qualunque cosa diventa mai, ed è un errore.Eppure i giornali ci pestano, su questa cosa che a Rozzano sono tutti delinquenti. Posto pericoloso. Quasi un pattern: a Rozzano ci sono i delinquenti italiani, i capi dello spaccio sono italiani, i nordafricani sono solo la manovalanza, il sindaco è di centrodestra, ci sono le ronde che hanno pestato persone a caso solo perché di colore. Fila tutto no? Peccato che sia falso.A Rozzano non ci sono solo delinquenti, i capi dello spaccio non sono italiani, i nordafricani non sono solo la manovalanza, il sindaco è di centrodestra ma ultra-moderato, sono stati picchiati in due, e questo è vero che è successo, ma non è stato proprio a caso.Rimettiamo in fila le cose, con una premessa. Il fuoco non si combatte con il fuoco. Non si combatte la violenza con la violenza, non si aiutano le forze dell’ordine andando in giro a pestare chiunque capiti. E no, molti di quelli che sfilano non sono scienziati, non potrebbero sedersi con disinvoltura da Cucchi a parlare di politica o di finanza di progetto, non hanno lauree e master, non parlano 3 lingue straniere fluentemente. Embè?Siamo inclusivi con tutti tranne che con il popolo, quello che magari – come è successo a me settimana scorsa – spesso legge tre parole del titolo e si getta a commentare a sproposito? Che facciamo, restauriamo l’oligocrazia e mandiamo in soffitta la democrazia?Rozzano non può essere il quartiere “spazzatura” di MilanoTorniamo ai titoli di giornali. Rozzano terra di pregiudicati e di ronde. Se i giornalisti non capiscono niente di Rozzano perché al massimo ci sono venuti all’Humanitas, è anche vero che pure i rozzanesi hanno visioni alquanto sbagliate. Pensano che quelli che spacciano, quelli che delinquono, questi “immigrati” siano irregolari, illegali, gente che arriva da chissà dove.Davvero? Siamo sicuri che nelle case popolari invece non ci vivano? Che non siano stati inseriti nelle graduatorie insieme ai tantissimi stranieri che – per le normative italiane in barba anche ai tentativi di riforma regionale – continuano a primeggiare nelle graduatorie grazie a Isee bassissimi e patrimonio dichiarato inesistente? Oppure semplicemente hanno casa e bottega nello stesso posto?Esattamente come – lo bisogna dire sennò siamo disonesti intellettualmente – un tempo avevano casa e bottega nello stesso posto i boss siciliani, napoletani, calabresi. Questo è successo nel passato, questo succede oggi. E se l’errore un tempo fu concentrare gente al confino, condannati, tutti nelle stesse case, oggi si reitera: meglio ficcare il problema nel quartiere spazzatura di Milano, da sempre. Meglio metterli tutti nello stesso bidone dell’umido fatto palazzo. Poi si arrangino loro.Ma non dovrebbe essere così. Non deve essere così. Si possono ipotizzare scelte diverse nelle assegnazioni delle case popolari. Si possono ipotizzare percorsi diversi di cultura – la provocazione della capitale della Cultura era l’inizio di un cambiamento: peccato. Si possono ipotizzare linee nuove di intervento per una città che deve lottare per il riscaldamento d’inverno, tutti gli inverni, per gli ascensori che non funzionano ma dovrebbero, per la pulizia nei parchi e per non avere gli spacciatori davanti alle scuole medie.Tutto questo si può ipotizzare. Non si combatte il fuoco con il fuoco, le ronde prima o poi si fermeranno – si spera senza incidenti nel frattempo. Ma la politica non può usare un intero paese come un luogo dove fare la raccolta differenziata: qui i poveri, qui gli extracomunitari, qui i pregiudicati, qui lo stigma sociale, qui il ditino alzato del rimprovero dei colleghi giornalisti di Milano.Altrimenti non si farà altro che aumentare una distanza che già oggi pare siderale: quella tra il centro e il suo hinterland.L'articolo Leggo i giornali sulle ronde di Rozzano e mi incazzo proviene da Nicolaporro.it.