E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comL’estate scorsa sono andato a trovare a casa sua Franco Mirabelli, il senatore Pd, vicecapogruppo dei Dem al Senato, costretto su un letto, senza voce, da una Sla rapida, cattiva, che lo ha mutato nel fisico ma non nella voglia di combattere. Gli avevo promesso che la sua battaglia sul fine vita e sui care giver sarebbe stata la mia battaglia, e che avrei provato a portarlo nel cuore di Regione Lombardia, al Belvedere della sede della Giunta Regionale, per parlare con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Avevamo organizzato tutto per lunedì. Quel giorno si è tenuta infatti la nona edizione di Salute Direzione Nord, dedicata ai tempi della sanità. Mi sembrava l’occasione giusta, e così ho combinato un po’ tutte le cose.Franco Mirabelli aveva dato la sua disponibilità, e aveva passato tutta la giornata di venerdì a comporre il messaggio che avrebbe fatto leggere alla sua voce artificiale, davanti all’assessore. Un messaggio composto guardando uno schermo con un lettore oculare, parola per parola, virgola per virgola, spazio per spazio. Un lavoro lungo, ragionato, che rende ogni parola essenziale. La mattina presto, il senatore Mirabelli mi avverte che purtroppo non potrà partecipare per ragioni di salute al confronto. Avverto tutti. Avverto Guido Bertolaso, che mi conferma la sua presenza. Il testo di Franco Mirabelli lo potrò leggere io. Non sarà la stessa cosa, ma non si può fare altro. Eccolo, dunque, il testo. Leggetelo, ne vale la pena. QUI IL LINK Per Bertolaso una legge nazionale sul fine vita e sui cargiver è una emergenza assolutaPoi, ho iniziato a intervistare Guido Bertolaso, su questo. Prima di tutto: di che cosa stiamo parlando. Stiamo parlando del fatto che la Regione Lombardia ha varato un “regolamento” sul fine vita. Che non è una legge sul fine vita. E’ un regolamento che tutela prima di tutto i medici che dovrebbero operare in questo senso. Perché non una legge? Perché a livello nazionale non è stata fatta, e la Regione, che pure potrebbe portarla avanti, non ha i numeri in consiglio regionale. Tradotto per chi non segue i lavori del consiglio: Fratelli d’Italia non vuole. “Credo che il fine vita debba essere innanzitutto trattato a livello nazionale, con una legge a livello nazionale, tenendo conto che ormai la Corte costituzionale si è espressa più e più volte, entrando anche nei dettagli”, ha detto Attilio Fontana. Che Attilio Fontana voglia questa legge è una cosa più che certa. La vuole contro il parere di Fratelli d’Italia e pure contro il parere di un pezzo della Lega. Questo deve essere chiaro. Tra i partiti di maggioranza, solo Forza Italia ha una maggioranza netta su questo tema etico. E Bertolaso? Bertolaso è ancora più netto.Nell’intervista che gli ho fatto, l’assessore al Welfare di Regione dice chiaro e tondo che sul fine vita serve una legge nazionale, ma che è ancor più urgente trattare la legge sui caregiver. Che sono una emergenza ASSOLUTA. Persone che aiutano chi soffre e che lo Stato di fatto non aiuta quasi per niente, o in misura largamente insufficiente. Fontana e Bertolaso sono pezzi di una maggioranza di centrodestra illuminati e – ritengo io – più in sintonia con un popolo, quello italiano, che magari sulla giustizia boccia un referendum nel modo in cui l’ha bocciato, ma che su una questione come questa è già assai più avanti dei politici che lo rappresentano.Vorrei fare una annotazione a margine, un po’ polemica. Per quelli che dipingevano Fontana come un tradizionalista retrogrado: nel Pd c’è tutta un’area che non vorrebbe una legge sul fine vita. Forse le persone andrebbero considerate non per il team nel quale giocano, ma per come giocano. Non per il gruppo, ma per quello che sono davvero.L'articolo Fontana e Bertolaso sul fine vita sono più progressisti di un pezzo del Pd. VIDEO proviene da Nicolaporro.it.