Olbia, il Tar annulla il divieto di dare cibo ai cani randagi: perché e quali sono le nuove regole

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I cittadini di Olbia potranno tornare a dare del cibo ai cani randagi della zona industriale. A stabilirlo è il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, che ha accolto il ricorso presentato dall’associazione Rispetto per tutti gli animali contro l’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi. Ora sarà possibile alimentare i cani, a patto che i contenitori utilizzati siano poi rimossi.Cosa diceva l’ordinanza del ComuneNei mesi scorsi il Comune di Olbia aveva emesso un’ordinanza per contrastare il randagismo. Il piano prevedeva la cattura dei cani, la sterilizzazione e l’applicazione del microchip, con anche il trasferimento in canile. C’era poi il divieto di dare del cibo ai cani randagi. Secondo il sindaco Nizzi, quest’ultima era una misura utile per favorire le operazioni di cattura, in quanto «le guardie ecozoofile attirano gli animali nelle gabbie attraverso il cibo. Se la gente continua a dare da mangiare ai cani, invece, tutto questo diventa impossibile» come riportato da La Zampa. L’obiettivo generale era di identificare e controllare i cani randagi che si muovevano nelle zone industriali di Olbia.Il ricorso al Tar da parte dell’associazioneL’ordinanza del Comune è stata approvata dalla Lida (Lega Italiana dei Diritti dell’Animale) e dall’Ordine dei veterinari, ma ha subito suscitato le polemiche di cittadini e associazioni. In particolare il gruppo Rispetto per tutti gli animali si è rivolto alla giustizia amministrativa portando la misura davanti al Tar della Sardegna. I giudici hanno così analizzato il provvedimento, soffermandosi sul divieto di dare da mangiare ai cani randagi. Sono poi arrivati a sostenere che «risulta adottato in assenza di requisiti di necessità e urgenza idonei a legittimare l’adozione di misure extra ordinem». Secondo il Tribunale la condizione del Comune non era tale da giustificare un’ordinanza di carattere straordinario, mancava quindi «una situazione di effettiva eccezionalità e imprevedibilità tale da non poter essere adeguatamente affrontata in via ordinaria».La decisione finale: sì cibo, ma con delle regoleAccertato che la zona industriale non necessitasse della misura, il Tar ha accolto il ricorso presentato dall’associazione. Per i cittadini sarà di nuovo possibile alimentare i cani randagi, ma seguendo alcune regole. I giudici sottolineano che «debba ritenersi del tutto lecita la somministrazione in favore di cani randagi o animali da affezione vaganti in genere, purché il deposito di cibo avvenga attraverso l’uso di appositi contenitori». I recipienti poi dovranno essere rimossi dalle stesse persone che avvicinano i cani. «Un loro preciso onere, oltre che conforme al comune senso civico», specifica il Tar.L'articolo Olbia, il Tar annulla il divieto di dare cibo ai cani randagi: perché e quali sono le nuove regole proviene da Open.