Saher Nidal Saqr, indicato dall’esercito israeliano come uno degli uomini coinvolti nel rapimento di Noa Argamani e Avinatan Or durante l’attacco del 7 ottobre 2023, è stato ucciso in un’operazione israeliana nella zona di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia di Gaza.L’annuncio è stato diffuso dalle forze armate israeliane, secondo cui Saqr sarebbe stato coinvolto anche nella pianificazione di nuovi attacchi contro militari e civili israeliani. L’Idf sostiene inoltre che l’uomo avesse fornito armi ad Hamas e che negli ultimi mesi collaborasse con membri delle ali militari di Hamas e della Jihad islamica.Gaza, ucciso l’uomo indicato per il rapimento di Noa ArgamaniSecondo la ricostruzione dell’Idf, Saqr è stato colpito sabato a Nuseirat. Le autorità israeliane sostengono che l’uomo fosse alla guida della motocicletta sulla quale Noa Argamani venne portata via dal Nova Music Festival il 7 ottobre 2023. Le immagini del rapimento della giovane, riprese durante l’attacco e successivamente diffuse in tutto il mondo, sono diventate una delle immagini simbolo della presa degli ostaggi da parte di Hamas. Saqr è riconoscibile nel filmato mentre conduce la motocicletta verso la Striscia di Gaza L’Idf ha affermato che l’operazione è stata condotta per “eliminare una minaccia”, sostenendo che Saqr stesse preparando nuovi attacchi contro truppe e civili israeliani in violazione del cessate il fuoco. Si tratta di una ricostruzione fornita dalle autorità israeliane.Noa Argamani, dal rapimento alla liberazioneNoa Argamani fu rapita insieme al compagno Avinatan Or durante l’attacco al festival Nova. Nel video diventato virale, la giovane veniva caricata su una motocicletta e portata verso Gaza, mentre Or veniva trascinato separatamente. L’8 giugno 2024 Argamani è stata liberata durante un’operazione israeliana a Nuseirat, insieme ad altri tre ostaggi: Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv. L’operazione è stata condotta dall’Idf, dallo Shin Bet e dalla polizia israeliana. Avinatan Or, invece, non fu liberato in quell’operazione. Secondo le informazioni disponibili riportate dalle autorità israeliane, era ancora in ostaggio dopo il rapimento dal festival. La storia di Noa ArgamaniArgamani, originaria di Be’er Sheva, era al festival Nova insieme ad Avinatan Or quando è iniziato l’attacco del 7 ottobre. La sua immagine durante il rapimento è diventata rapidamente uno dei simboli della crisi degli ostaggi. Prima della liberazione, il suo caso aveva suscitato particolare attenzione anche per le condizioni della madre, Liora Argamani, che era affetta da un tumore al cervello. Dopo il salvataggio della figlia, Noa riuscì a ricongiungersi con la famiglia. La giovane, appassionata di yoga, arte ed escursioni, studiava Gestione dei sistemi informativi alla Ben-Gurion University del Negev.La posizione dell’IdfL’esercito israeliano sostiene che Saqr non fosse soltanto coinvolto negli eventi del 7 ottobre, ma che avesse continuato a operare durante la guerra. Secondo l’Idf, negli ultimi mesi avrebbe partecipato alla pianificazione di attacchi contro militari e civili israeliani insieme a membri delle organizzazioni armate di Hamas e Jihad islamica. La notizia dell’uccisione arriva mentre la situazione nella Striscia di Gaza resta al centro del confronto militare e diplomatico. La ricostruzione delle responsabilità e delle attività attribuite a Saqr resta basata sulle informazioni diffuse dalle autorità israeliane.Questo articolo Gaza, Idf: “Ucciso l’uomo che il 7 ottobre rapì Noa Argamani” proviene da LaPresse