Diesel a 2,16 euro al litro, l’Europa senza greggio saudita: Trump spinge per bloccare l’export americano

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NEW YORK — Centootto euro per un pieno di gasolio. Tanto costa, secondo i dati della Commissione europea al 14 settembre, riempire un serbatoio da 50 litri in Europa: il diesel è a 2,159 euro al litro, la benzina a 2,063, i massimi da quando Bruxelles tiene la serie, cioè dal 2005. È a questi prezzi che Donald Trump, martedì a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, ha detto di aver chiesto ai suoi consiglieri di approvare un divieto di esportazione del diesel americano. «Ho detto: non mandiamo fuori il gasolio. L’ho chiesto ai miei», ha dichiarato il presidente, riferisce Bloomberg. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ne sta studiando la fattibilità, stop totale o parziale.Per l’Europa è il terzo rubinetto che si chiude in sette mesi. Da febbraio lo Stretto di Hormuz, il passaggio tra Iran e penisola arabica da cui esce il greggio del Golfo, è di fatto bloccato: al mercato sono mancati 17-19 milioni di barili al giorno. L’Arabia Saudita aggirava il blocco pompando verso il Mar Rosso con l’oleodotto East-West, 1.200 chilometri; l’11 settembre i droni degli Houthi yemeniti e delle milizie irachene filoiraniane lo hanno fermato, e venerdì scorso Riad ha avvisato le raffinerie europee di non attendersi consegne il mese prossimo. Uno stop americano al diesel, prevedono gli analisti sentiti dalla stampa statunitense, abbasserebbe i prezzi in America nel breve e li alzerebbe nel resto del mondo.Perché il gasolio costa più in Europa che in Asia, se la guerra è nel Golfo? Perché il diesel diretto in Europa deve fare il giro dell’Africa. «I prezzi sono in realtà più alti in Europa, benché l’Asia sia colpita più direttamente dal conflitto con l’Iran», ha detto a France 24 Arne Lohmann Rasmussen, analista della società di consulenza Global Risk Management. Gli Houthi hanno preso il porto di Mokha il 10 settembre e il giorno dopo l’isola di Mayun, dentro lo stretto di Bab el Mandeb, la porta meridionale del Mar Rosso; gli assicuratori hanno ritirato la copertura contro i rischi di guerra e le petroliere deviano per il Capo di Buona Speranza, 10-14 giorni in più. Il costo aggiuntivo di trasporto, ha calcolato Patrick Pouyanné, amministratore delegato del gruppo francese TotalEnergies, «sale a circa 50 dollari al barile».Bruxelles senza un piano comuneIn Europa ogni governo fa da sé. Portogallo e Romania hanno tagliato le accise. A Berlino la ministra dell’Economia Katherina Reiche propone di portare l’Iva sui carburanti dal 19 al 7 per cento («agirebbe subito, là dove il peso si sente: alla pompa»), il ministro delle Finanze Lars Klingbeil una tassa sugli extraprofitti; il cancelliere Friedrich Merz promette misure contro i rincari speculativi ma non ne ha annunciata nessuna. Il commissario Valdis Dombrovskis ha escluso un piano Ue: la fiscalità resta nazionale. Un portavoce della Commissione aggiunge che il problema è il prezzo, non la carenza. Intanto la media europea del carburante rilevata dall’Unione internazionale dei trasporti stradali ha superato il record del giugno 2022, l’anno del gas russo; il gas alla borsa olandese Ttf è a 76 euro al megawattora contro 34 di gennaio e l’inflazione energetica dell’eurozona è salita al 14,3 per cento in agosto.A Washington la spinta viene dalle campagne. Il diesel è a 6,52 dollari al gallone (circa 1,70 al litro), record assoluto, +77 per cento in un anno. Il senatore repubblicano Chuck Grassley chiede un embargo perché «i prezzi alti stanno uccidendo il reddito degli agricoltori». Ma i repubblicani al Senato sono divisi e Patrick De Haan, analista di GasBuddy, avverte: «Si ritorcerà contro», perché il divieto taglierebbe le lavorazioni delle raffinerie e stringerebbe anche la benzina. Il divieto è scritto per gli agricoltori del Midwest e per le elezioni di medio termine di novembre, non per gli alleati.Trump sostiene che gli Stati Uniti stanno riaprendo Hormuz e scortando più petrolio. Teheran contesta: dice di controllare l’accesso allo stretto e ha annunciato la settimana scorsa una nuova zona a navigazione limitata. L’incontro in Oman tra Paesi del Golfo e Iran previsto per lunedì è stato rinviato; secondo l’Iran l’ha voluto Riad dopo i fatti dello Yemen. «Contare su un accordo consensuale con l’Iran oggi non è certo una buona scommessa», ha detto il segretario all’Energia Chris Wright. Dagli Houthi e dal governo saudita nessun commento ufficiale sull’oleodotto fermo.A Parigi lunedì alcune pompe erano già fuori servizio. Nei depositi di Anversa, Rotterdam e Amsterdam le scorte di carburante per aerei sono al minimo da sette anni, 454.000 tonnellate. Gli economisti della Banca centrale europea prevedono che i margini sul diesel tocchino il picco a ottobre.