Scuola, tetto del 30% agli studenti stranieri: il limite riguarderà solo chi non parla “adeguatamente” l’italiano

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Il tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi della scuola italiana si applicherà solo a chi non parla “adeguatamente” l’italiano, anche se europei, e ci saranno criteri oggettivi per stabilirlo. Al ministero dell’Istruzione si lavora pancia a terra per mettere a punto il decreto-legge, atteso in Consiglio dei ministri giovedì.A dare qualche prima anticipazione è stato lo stesso ministro, Giuseppe Valditara, in una intervista al Corriere della Sera, ribadendo un concetto fondamentale per un intervento che da tempo è nell’agenda del ministro: l’importanza della conoscenza della lingua italiana come base per una integrazione vera dei ragazzi – ribadiscono a LaPresse fonti ministeriali – e non un provvedimento di divisione. Alla base della norma dunque la conoscenza dell’italiano che dovrà riguardare principalmente i nuovi arrivati nelle classi. Esclusi dal conteggio gli alunni che arrivano da un percorso precedente, che sia la scuola dell’infanzia o la primaria, e che quindi dovrebbero avere già una conoscenza adeguata della lingua italiana.I criteri oggettivi e le classi coinvolteDi criteri “oggettivi” ha parlato ancora il ministro per stabilire a chi si applicherà il provvedimento, così come di un numero indicativo delle classi con oltre il 20% di studenti che non conoscono la lingua, “circa mille e per lo più alle elementari”. Quello su cui insiste il Dicastero, in attesa di conoscere i dettagli applicativi della norma, è la ratio: senza la conoscenza dell’italiano non si può avere integrazione vera.Da qui la scelta di oltrepassare la circolare voluta dall’allora ministra Mariastella Gelmini nel 2010, che già indicava il tetto massimo del 30% agli studenti stranieri con un decreto-legge, una legge che “sarà cogente” a cui eventualmente si potranno concedere deroghe in caso di difficoltà a spostare gli studenti in surplus.Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)Valditara: “14 milioni per potenziare l’italiano”“Abbiamo stanziato risorse importanti e nel decreto-legge che andremo ad approvare giovedì prevediamo a regime 14 milioni di euro per potenziare l’italiano per quei ragazzi che si troveranno in situazioni di criticità e che non conoscono la nostra lingua all’interno di classi composite”, ha detto lo stesso Valditara intervento a ‘Il Pomeriggio di Radio1’ su Rai Radio1. Il ministro è tornato poi a lodare le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, da Amatrice, di cui condivide le parole “sull’importanza della scuola come luogo di integrazione e coesione sociale”.Burqa e niqab, confermato il divieto nelle scuoleNel decreto è confermata anche la norma per il divieto di indossare burqa o niqab nelle scuole italiane, norma che per il ministro è una “questione di civiltà” e a cui, nel caso di inadempimento dell’obbligo scolastico, porrà rimedio il decreto Caivano con il rischio di carcere e di revoca della potestà per i genitori inadempienti.(Bernd Thissen/picture-alliance/dpa/AP Images)I presidi: “Servono fondi stabiliti”Intanto il mondo della scuola si prepara e attende di capire quali saranno le indicazioni su una norma che, se confermata come decreto, potrebbe non avere la “necessità e urgenza” ma che comunque sarebbe posta al vaglio del Parlamento e avrebbe l’indicazione dei fondi. È sui fondi infatti che è tornato a insistere Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi. “I numeri non dovrebbero essere tragici, anche il ministro ha parlato di un migliaio di classi su quasi 400mila classi: il numero limitato mi fa sperare che con una quantità di fondi reperibili già indicati si possa per esempio rafforzare l’organico dei docenti. Per questo – il suo appello lanciato a Sky TG24 – serve una legge approvata dal Parlamento che abbia anche fondi stabiliti”.Questo articolo Scuola, tetto del 30% agli studenti stranieri: il limite riguarderà solo chi non parla “adeguatamente” l’italiano proviene da LaPresse