Comincia male l’avventura – bis di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia. Il Belgio ha battuto gli azzurri per 2-0 all’Olimpico di Roma nella prima gara della League A di Nations League. Si profila dunque un processo di rinascita del calcio azzurro lungo e faticoso. La seconda era Mancini parte in salita e tra i fischi con una sconfitta casalinga all’Olimpico che sembra mostrare in tutta la sua evidenza – davanti a poco più di 47mila spettatori – le difficoltà di un movimento che dentro e anche fuori dal campo (a partire dal nodo tesseramento riguardante Malagò con rischio commissariamento della Figc) è alla ricerca di una identità perduta e di una bussola solida con cui orientarsi. Il Belgio di De Bruyne, nella prima partita della Nations League, ha messo in ginocchio per 2-0 una giovane Italia piena di belle speranze, tanto cuore e volontà ma poco lucida e concreta. Si voleva partire con il piede giusto per avviare un nuovo ciclo in serenità provando magari a cacciare per una serata l’ansia per il futuro della Figc. Ci si ritrova invece dopo 90′ molti dei quali vissuti in piena sofferenza per la qualità e la scaltrezza espressa dal Belgio, con la consapevolezza dei propri limiti e di quanto si debba lavorare per tornare a essere protagonisti sulla scena internazionale.Le scelte di ManciniPer la sua seconda ‘prima’ sulla panchina azzurra Mancini fa esordire Alessandro Romano e propone il tridente composto da Cambiaghi, Pio Esposito e Kean. Nel rinnovato Belgio, il neo ct Van Bommel, anche lui all’esordio, schiera dal primo minuto tre giocatori che militano in Italia, De Bruyne, Moreira e De Ketelaere. Gli azzurri sentono la tensione del nuovo corso, subiscono subito qualche brivido di troppo che suona come un campanello di allarme perché faticano ad arginare il palleggio dei belgi, pronti a prendere presto il controllo del gioco mostrando più ritmo e velocità nella manovra. Kean si aggira un po’ più defilato per permettere a Pio Esposito di stare in mezzo, scelta che consente agli azzurri di costruire due chance: al 7′ l’attaccante nerazzurro servito dentro l’area non aggancia e due minuti dopo si gira con il mancino centrando in pieno il palo alla destra di Lammes. Sembrano segnali di vitalità ma si rivelano due fiammate che non intimoriscono i Diavoli Rossi capaci di gestire la gara con ordine e senza affanni. Il centrocampo azzurro fatica nel costruire gioco e nelle ripartenze, concede troppi spazi ai rivali che al 20′ si portano in vantaggio grazie ad una imbucata centrale di De Bruyne per Godts: il giocatore del PSG rientra sul destro, evita due giocatori e poi appoggia in rete alle spalle di Donnarumma per il meritato vantaggio. La squadra di Mancini si sfilaccia e solo tre interventi da numero uno del capitano azzurro impediscono al Belgio (disinnescato un sinistro di De Ketelaere, un tap in di Raskin e un colpo di testa di Godts) di allungare il suo score. La volontà mostrata dalla nuova Italia non è sufficiente a mettere in difficoltà i belgi che corono un solo pericolo, al 35′ con un cross di Cambiaghi che Kean non sfrutta trovando l’esterno della rete, Il resto è solo belgio guidata da De Bruyne con le sue solite transizioni offensive velenose. Si fa fatica a fare da schermo alla difesa, oltre al fatto che il tridente non riesce a fraseggiare essendo Kean-Pio Esposito-Cambiaghi troppo di distanti tra di loro.Il secondo tempoNella ripresa l’Italia non fa cambi e scende in campo con maggiore convinzione ed energia sfiorando il pareggio con Kean che impegna Lammens in un intervento di piede e con Pio Esposito il cui mancino trova ancora il portiere belga pronto a respingere. Sono segnali di vitalità che la formazione di Van Bommel cerca di soffocare con possesso palla e gestione del gioco. Mancini vuole una ulteriore scossa e al 65′ si affida ai cambi: esce Coppola per Scalvini, Romano per Frattesi ed Esposito per Maldini ma l’effetto novità si smorza pochi minuti dopo. Su una ennesima ripartenza De Ketelaere serve l’esterno del Benfica Lukebakio che evita la carica di Tonali, l’intervento di Di Lorenzo, rientra sul sinistro e batte Donnarumma sul palo più lontano. E’ 2-0 e l’azzurro si spegne. Finisce con l’ingresso degli esordienti Zoma e Doumbia, a ribadire che è da qui che si deve ripartire e con Scalvini che sotto porta manda il pallone oltre la traversa.Il clima tesoUna sconfitta che matura in un clima teso, tra l’attesa del nuovo corso e l’ansia per il futuro della Figc per il nodo tesseramento che rischia di portare al commissariamento della stessa federazione. Mentre la Giunta del Coni e la Procura Generale continuano a esaminare il presunto vizio di forma legato al mancato tesseramento dell’ex numero uno del Coni al momento della sua candidatura alla presidenza, larga parte delle componenti hanno scelto di fare blocco comune a suo sostegno mostrandosi contrari all’intervento di un commissario proprio in questa fase delicata in cui il calcio è chiamato al rilancio. Dopo che i club di massima divisione hanno confermato la propria fiducia nei confronti del neopresidente, al termine della Consiglio federale svoltosi poche ore prima del debutto azzurro della seconda era Mancini, lo stesso Malagò ha incassato anche l’appoggio dell’Assocalciatori e dell’Assoallenatori, così come della stessa Lega Pro. Se per Renzo Ulivieri (Aiac) il commissariamento “fa paura e sarebbe contro la democrazia”, per Umberto Calcagno (Aic) questo intervento metterebbe di fatto in dubbio lo stesso operato federale e parla di situazione paradossale.Il rischio contenziosoIn sintesi un eventuale commissariamento “significherebbe avere con certezza un contenzioso per tanti mesi del quale faremmo volentieri a meno”. Anche Giancarlo Abete, unico avversario di Malagò, alle ultime elezioni, si è detto contrario da sempre al commissariamento specificando che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità (“Esprimo una posizione di politica sportiva, non una posizione di natura normativa o giuridica”). E anche Matteo Marani, LegaPro, considera il commissariamento “una sconfitta dello sport”. C’è dunque piena compattezza su Malagò. È chiaro che i membri di Giunta sentano addosso la pressione e che gli scenari potrebbero cambiare. Se ne discuterà dopo le sfide degli azzurri per un’altra partita, la più complessa e che potrebbe avere effetti che vanno ben oltre una sconfitta sul campo alla prima della nuova era Mancini.Turchia-Francia 0-1, Mbappé segna poi si fa maleKylian Mbappé è uscito dal campo zoppicando a causa di un apparente infortunio al ginocchio sinistro, pochi istanti dopo aver sbloccato il risultato per la Francia nella partita di Nations League vinta per 1-0 contro la Turchia. Mbappé ha insaccato la palla con un rasoterra al 55′ minuto, su assist di Michael Olise. Tuttavia, subito dopo aver realizzato il suo 67° gol in nazionale – un record che ha così ulteriormente consolidato – la stella del Real Madrid si è seduta a terra massaggiandosi la zona intorno al ginocchio sinistro. Il nuovo commissario tecnico della Francia, Zinedine Zidane, all’esordio sulla panchina francese, ha sostituito il capitano con Désiré Doué. Un segnale incoraggiante è arrivato quando Mbappé è riuscito a lasciare il campo sulle proprie gambe. Turchia in dieci per l’espulsione nel finale di Cakir per fallo di mano.Questo articolo Italia-Belgio 0-2, esordio amaro per Mancini proviene da LaPresse